Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Mea culpa?

Di certo sarà vero
se ce lo dite voi
che siete del mestiere,
ed istruiti,
che noi siamo un po' di tutto il peggio,
anarchici un po' folli,
qualunquisti,
populisti,
demagoghi,
o poveracci
che non han capito,
e tant'altro ancora.
Gente da poco,
capaci solamente di sparlare
e buttar giù,
adatti solo a fare il solito casino.
Distruggere
solo distruggere,
dite,
è ciò che sappiam fare,
e forse è pure vero,
ma di una cosa
non tenete conto,
che noi se distruggiamo
lo facciamo gratis,
senza farci pagare,
mentre voi
lo avete sempre fatto
facendovi pagare
e molto lautamente.
Composta domenica 17 giugno 2012
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: il barbaro sognante
    in Poesie (Poesie personali)

    La mia personale American's Cup

    Barche gettate a mare sotto l'onda dei venti
    Vele come bandiere spezzate
    Si abbandonano alla deriva
    Salutando con danze sfrenate gli spettatori a riva
    Nulla ci vieta di sognare l'orizzonte
    Nulla ci vieta di solcare le acque
    Affondando dolcemente le nostre vite
    O sollevando il destino sopra quella distesa color (di) cielo.
    Composta mercoledì 15 febbraio 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: il barbaro sognante
      in Poesie (Poesie personali)

      Vale la pena di essere vissuti

      Sole ad altezza d'uomo
      Cerca di nascondere la notte al giorno
      Lungo le ombre che distende sulla strada
      Quieto sale il vento
      Tramonta la luce con strisce di nuvole che rigano il cielo
      Quasi fossero rughe di un volto oscurato dalla stanchezza
      La morta stagione avanza
      Col suo cadere di foglie
      Tra stormi gracchianti di corvi
      Che incantano perfino la tristezza del pianto.
      Composta domenica 30 luglio 2006
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: il barbaro sognante
        in Poesie (Poesie personali)

        Le palpebre hanno sonno

        Dormi la notte
        ma non farla passare senza una parola, un gesto
        accogline l'attimo.
        Nel buio si nasconde l'essenza deformata delle ombre
        Toccano la nostra pietà
        Accendono la memoria
        che le vuole fantasmi di tombe
        ombre di un passato agguerrito.
        Luce
        alleggerisce il cuore dal fardello notturno
        Spiraglio
        che trafigge le oscure presenze
        ed esprime il canto del giorno
        Aprendoci gli occhi alla vita.
        Composta venerdì 23 marzo 2007
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: il barbaro sognante
          in Poesie (Poesie personali)

          Senza Prospettiva

          Campo di morte
          Foglie stecchite
          Rami aspri
          secchi come striduli scheletri
          Ed io nel mezzo di questo nulla
          come sabbia
          entro
          nelle fessure dell'anima
          Impallidisco alla vista
          di questo sterminio
          Senza cuore sento il mio corpo
          Mi aggrappo al ricordo
          un rimorso
          morde le mie carni
          strappa brandelli di pelle
          allontanando da me la speranza
          di guarire dalla paura
          di essere solo un uomo.
          Composta sabato 19 gennaio 2008
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: il barbaro sognante
            in Poesie (Poesie personali)

            Lacrime

            Lacrime.
            Onde che sommergono.
            Tolgono respiro al cuore.
            Radici che sprofondano nell'anima strappandone i ricordi.
            Lacrime prosciugate
            Represse all'ombra di un deserto chiamato orgoglio
            Lacrime come memorie mai sopite.
            Eterne ferite
            che squarciano il disegno di un futuro solo immaginato
            E lacrime, infinite lacrime di lacrime e sì ancora lacrime
            per la vita che si alza sempre nonostante la morte.
            Composta mercoledì 18 novembre 2009
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: il barbaro sognante
              in Poesie (Poesie personali)

              Il polline mi ispira irritandomi

              Neve primaverile
              nata dal vento
              Si muove furente
              sulla strada
              tra la fretta della gente
              tra le fronde di alberi
              carichi di nuova vita.
              Neve di primavera
              che si sospende nel cielo
              circondando il tempo
              di una melodia vellutata
              sorda all'orecchio
              ma visibile all'occhio
              danza con essa
              nell'attesa di giungere a terra
              con un ultimo sbuffo di vento.
              Composta lunedì 4 aprile 2011
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: il barbaro sognante
                in Poesie (Poesie personali)

                La società non ci fa indifferenti, ci rende fin troppo sensibili al giudizio

                È sofferenza.
                Inadeguato
                Al sole
                Alla luce
                Investigato
                Soffocato
                Dal giudizio
                In gabbia
                Arranca
                Annaspa
                Ingoia l'aria
                Madida di calore
                Brucia sul volto
                Quel sudore
                Tremenda vergogna
                Viscida
                Umiliazione
                Non esiste scampo
                Succube di quella prigionia
                Tenta un grido invano
                Più si nasconde
                Più sente sul corpo lo sguardo
                Una mano lo schiaccia
                Le ali sono strappate
                Pesante è il fardello
                che lo annega a terra.
                Composta mercoledì 15 settembre 2010
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: il barbaro sognante
                  in Poesie (Poesie personali)
                  San Marco non si ricorda
                  Talmente piena di sé e grondate di gente
                  Copre d'intero la mente.
                  Costretti quindi a gettare nel vuoto
                  quella piazza d'enorme bellezza
                  Ci si affretta a dimenticare
                  con sguardo triste e sconsolato
                  i pavimenti dipinti di guano
                  Le voci schizzate di barbari visitatori
                  Colombi impazziti che sfiorano teste di innocui passanti
                  spersi in sadici ponti o stipati in calli infinite
                  Mentre una nuvola leggera di rifiuti
                  ricorda l'ingiuria dell'uomo a quella Città che dice d'amare.
                  Nulla manca nel gran mercato del caos
                  questa è piazza San Marco in Venezia.
                  Composta venerdì 4 febbraio 2011
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: il barbaro sognante
                    in Poesie (Poesie personali)
                    Una voce irriconoscibile

                    eppure è lei

                    i miei occhi guardano i suoi
                    vuoti
                    rapiti da quel momento estatico di passione

                    non vedo altro
                    solo quegli sguardi che accompagnano la musica e con essa i miei pensieri
                    i miei sogni con lei

                    lei dunque

                    che mi scava dentro
                    lentamente
                    invisibile
                    silente

                    si nasconde in me

                    ma quegli occhi...
                    si quegli occhi
                    e quella voce di magia
                    la fanno riaffiorare continuamente

                    sospesa in me...

                    che fare... scappare, non dire, non sentire né vedere...
                    ma quegli occhi
                    quella voce
                    tornano, ritornano
                    mi seguono fin dentro l'anima
                    aprano squarci di desiderio, dubbi, ritrosie e ripensamenti

                    rimango in disparte, di pietra
                    ma è tardi, troppo tardi
                    come lava scorre dentro di me
                    bruciandomi
                    senza sapere, senza capire forse senza volere
                    lei si scansa
                    schernisce la sua opera
                    io non posso reagire
                    annullo le mie difese
                    l'orgoglio si fotte
                    reagisco, mi compatisco
                    distruggo la sua immagine
                    ma ricado, affondo, sprofondo...
                    in quella voce
                    in quegli occhi
                    che mi vedono
                    mi sentono
                    muti, incoscienti, irreali
                    come sempre è l'amore
                    che provo per donne solamente immaginate.
                    Composta mercoledì 19 febbraio 1997
                    Vota la poesia: Commenta