Poesie personali


Scritta da: Adele Reale
in Poesie (Poesie personali)

Soffocare

Non ho più fiato.
I miei sogni sono svaniti.
Perdersi in un oblio di sensazioni, paura, ansia, lacrime.
Alla ricerca di me stessa, come una fonte nel deserto,
più rara che reale, non riesco a trovarmi.
Sono stremata,
chiusa nel mio rifugio, non riesco a lasciarmi dietro il passato.
Composta sabato 11 agosto 2012
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    Scritta da: Susan
    in Poesie (Poesie personali)

    Io guardo te

    Ed io guardo te
    e quando la forza mi abbandonerà
    alzerò gli occhi e guarderò te
    e quando la forza mi abbandonerà,
    tu non abbandonarmi
    cammina con me resta al mio fianco
    quando la musica suonerà e sarò troppo stanca
    per ascoltare ascolta tu per me e
    guardami tu, una promessa ti chiedo
    quando le forze mi abbandoneranno
    tu resta al mio fianco sorreggimi nella stanchezza
    e resta al mio fianco
    quando la strada sarà alla fine
    quando le forze mi abbandoneranno io
    guarderò te!
    e tu ti prego non
    abbandonarmi perché io
    possa guardare te!
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      Scritta da: Susan
      in Poesie (Poesie personali)

      La legge della Natura!

      La legge della natura vince
      vince sempre
      anche quando la voglia di
      non essere
      la natura innata in te
      ti porta a lottare
      maledetta legge la vita
      che vince sempre,
      anche quando la voglia di essere muore
      ne vive solo l'ego, ma l'anima?
      l'anima ne soffre piange si dispera
      ma la legge della natura è colei che vince,
      vince sempre, e sempre più forte ne esce vittoriosa
      anche quando invece vorresti solo morire!
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        Scritta da: Susan
        in Poesie (Poesie personali)

        È ora il momento

        Più volte ho chiuso gli occhi
        camminando in bilico
        e sempre ad occhi chiusi camminavo
        sperando in una carezza del vento
        ho chiuso gli occhi e camminavo
        ancora nel vortice delle incertezze
        ho cercato il sole nel maltempo
        ho dato e dato ancora.
        è arrivato il momento in cui dico basta!
        è arrivato adesso il momento che
        il sole esca senza tempesta
        è arrivato il momento adesso
        che non sia il vento ad accarezzarmi
        ed asciugare le mie lacrime
        è arrivato il momento che
        sia il sole ad accarezzarmi,
        non voglio più vedere il sole nella tempesta.
        ma vedere la tempesta nel sole!
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          Scritta da: margherita1
          in Poesie (Poesie personali)

          Domenica d'agosto

          Stesa sul letto sudato
          guardo il soffitto.
          Danno il solito film
          visto e rivisto.
          La noia si condensa
          nell'aria come nebbia
          in Val Padana.
          Le saracinesche chiuse
          ascoltano mute
          le strade deserte.
          Il caldo mi avvolge
          senza scampo,
          mi scolo un litro
          di acqua frizzante,
          reduce da una
          camminata nel deserto.
          Attendo le ore che
          rallentano la corsa,
          la notte è in ferie
          e non vuole tornare
          a portare ristoro.
          Una mosca volteggia
          senza guardare il calendario
          felice d'infastidirmi.
          Doccia gelata
          occupa poco tempo
          ma almeno provoca
          qualche brivido.
          Un telefono squilla
          dalle finestre aperte,
          un soffio di vita
          nel condominio sfollato.
          Neppure un ladro
          a ravvivare la giornata.
          Mi appisolo, mi risveglio,
          ho dormito 6 minuti.
          Allora salgo sull'aereo
          della mente e volo
          sulle scogliere
          della Cornovaglia
          a guardare gli scogli
          neri sul mare arrabbiato.
          Distese di verde
          che il vento
          trattiene il passo...
          Ecco finalmente
          sto sognando!
          Composta sabato 11 agosto 2012
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            Scritta da: Rosa Coddura
            in Poesie (Poesie personali)

            Il rumore del vento

            E sento pure il rumore del vento,
            ormai è già inverno,
            mi rendo conto di come passa in fretta il tempo.

            Soffia, trascina via,
            le foglie che cadono,
            gli aquiloni che volano.
            Ascolta!
            È il respiro del cielo,
            sembra parlare,
            sembra urlare.
            Soffia sugli alberi,
            scuote i rami che si sfiorano,
            che si afflosciano,
            agita le bandiere,
            i vestiti stesi,
            accarezza i miei capelli,
            rovescia gli ombrelli,
            attraversa pure il mare,
            alza le onde che si infrangono
            sulle coste
            trasporta le lettere e i messaggi
            portandoli lontani.

            Taci! Lascia che sia lui ad esprimersi,
            sa parlare, dire
            un linguaggio che non tutti sanno capire,
            lasciami qui, nel silenzio naturale
            di questo momento,
            nel vuoto interiore
            a contemplare ancora questo rumore.

            Il cielo adesso è ammantato
            foderato dalle nuvole,
            ora tutto sembra piangere.

            Tutto passa in un momento,
            il rumore che sento,
            quello che ho dentro,
            lacrime che scendono,
            eppure è solo pioggia che cade al suolo,
            provocando un suono,
            un tuono,
            un frastuono.

            Tutto il tormento di un momento,
            è solo pioggia è solo vento
            è una metafora che ho detto.

            È tutto un girotondo in fondo,
            un tunnel profondo,
            di pensieri e parole,
            di musica e canzoni,
            di tutte queste sensazioni
            di molte altre emozioni.

            Eppure è solo una giornata qualunque,
            mi va bene comunque.

            Forse c'è troppo freddo in queste parole,
            ci vorrebbe un po' di calore,
            le parole non vogliono più essere solo parole,
            forse anch'io sono stanca di tutto questo dolore,
            ho solo bisogno di un po' di sole.

            Sento ancora questo suono,
            dal cielo nasce,
            sulla terra muore,
            non è solo acqua,
            è una tempesta di suoni, colori, odori
            .
            Sai nel silenzio di questo nostro mondo chiassoso
            ci sono molte cose che potresti udire,
            capire che c'è tutto un mondo da scoprire,
            fermarsi ad osservare,
            quello che la natura ci può dare.

            È forse una giornata,
            di qualunque anno, di qualunque data.

            Se guardo fuori,
            capisco che non è tutto rose e fiori,
            d'altronde non è primavera,
            non è quello che la gente spera.

            Tutte queste parole
            sono così sole,
            tutti i miei pensieri
            sono così veri.
            Esprimo, scrivo di continuo,
            non mi ferma nessuno,
            non c'è più qualcuno.

            Vivo questo momento,
            il suono che sento,
            è come musica,
            scritta dalla natura,
            suonata dal cielo,
            cantata dalla pioggia,
            ballata dalla gente,
            che invece non si diverte.

            L'orologio ha già scoccato la sua ora,
            la campana della chiesa
            non ancora tanto compresa,
            le loro oscillazioni
            provocano ancora flebili e stanchi suoni.

            E queste antiche mura
            non mi fanno più paura,
            è soltanto il passar del tempo,
            capire che sto crescendo.

            La mia infanzia è già passata,
            per troppo tempo qui sono stata,
            quell'albero è ancora dove l'ho lasciato,
            so che mi mancherà tanto,
            so che le loro foglie
            faranno meraviglie,
            sono ancora mille scintille,
            sulla loro pelle
            goccie di rugiada vive,
            tra i suoi rami
            qualche cinguettìo non tace,
            tutta questa è serenità,
            è pace.

            Le campane suonano a festa,
            e tutta questa gioia si manifesta.

            Vorrei immaginare tutto con una canzone,
            somigliare ad un bravo pittore,
            rappresentare queste memorie,
            che diventan alla fine storie,
            attraverso questa commistione,
            ho come l'impressione,
            di avere nostalgia
            di questa vita mia.

            Vorrei fermare il tempo,
            vorrei che si fermarse adesso,
            anche se viene via
            come sabbia tra le dita,
            per le vie della mia vita,
            ogni granello mi ricorda
            il tempo che non torna,
            quello che ho perso,
            speso per futili motivi,
            sono fotografie di vita,
            in biano e nero ingiallite,
            custodiscono ricordi che restano tali,
            piccoli frammenti di vita buttati,
            e ora sono tutti andati.

            Compredere che questo paesaggio
            non è solo un miraggio,
            per chi mi incontrerà nel suo viaggio,
            sarò solo una qualsiasi sconosciuta di passaggio.

            Ed io stupida consapevole spettatrice
            della mia e dell'altrui vita,
            il mio sospiro offusca i vetri delle finestre,
            stende un velo sulle mie certezze.

            Sto aspettando qualcosa
            che più non tornerà,
            o che mai accadrà,
            la sto attendendo,
            mi sto illudendo,
            scoprire che non è mai esistita
            e che ho perso la partita,
            mi persuade,
            mi porta ad accettare,
            ad entrare,
            a potarmi via
            in quest'onda di utopia.

            Un grido rompe le barriere le silenzio,
            ora finalmente io comprendo,
            che solo alcune persone nel mio cuore,
            lasceranno un segno di quest'amore,
            d'altrone alcune persone sono come il vento,
            dall'aria vengono e poi se ne vanno,
            a questo mio cantar,
            solo questo io so, voglio e posso far,
            sono solo io protagonista della vita mia,
            darò alle parole nuove melodie,
            suonate proprie con tutte le mie energie,
            potendo osare fino alla fine.


            Sono ancora qui ad inventare
            parole per giocare,
            illusionista della fantasia,
            usando la magia,
            sono la massima esponente
            dell'arte di arrangiarsi,
            so come arrampicarsi,
            in questa fitta rete di ipocrisie,
            scoprire mille bugie.
            È tutto un gioco da scoprire,
            saper che ci vuole
            un bravo compositore,
            note sul pentagramma,
            sentimenti sulla carta.

            Finalmente il cielo si schiarisce,
            a questo punto tutto finisce,
            quest'odore di terra bagnata
            è stato il sottofondo di questa giornata,
            e mentre le nuvole si allontanano
            e prendono forma di qualunque immaginazione,
            ora tutto torna sereno,
            ci si mette pure l'arcobaleno,
            entra in scena anche il sole
            a narrar novelle buone.
            Composta venerdì 30 dicembre 2011
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              Scritta da: SMAzio Granio
              in Poesie (Poesie personali)

              Una ragazza davvero speciale

              Mi chiami e con mesta favella
              Mi annunci la triste novella:

              “Repente il dubbioso pensiero
              Che in cour da molto serbavo
              Mi mostra sol ora il sentiero
              Di cui fino a ieri era schiavo”.

              Non più per esotici lidi
              Per cui si dovea partire
              Nè più per erotici nidi
              Che a fatica dovetti scoprire.

              Colpito, di sasso rimango
              E mentre ti fai risoluta
              Come un bambino io piango
              La storia appena perduta.

              Mi dici che è dura per tutti,
              Che è l’unica soluzione!
              E appellandomi Unico Amore
              domandi l’assoluzione.
              Ti lagni  che non avrai mai
              Più posto nel cuor per qualcuno,
              Mi dici che come io t’amai
              Non lo avrebbe più fatto nessuno.

              Passati non son sette giorni
              Che parlo con questi ragazzi
              Che girano per i dintorni.
              Ti vedon tra lazzi e sollazzi
              Festante e piena  di gioia.
              Allora lo sai che ti dico?!:
              Davvero sei proprio una troia.
              Composta martedì 8 giugno 2010
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