Poesie personali


Scritta da: Rosa Coddura
in Poesie (Poesie personali)

Gli ingredienti della mia personalità

Ci sono giorni che sanno di passato
e di ripensare a tutto ciò che ho fatto,
l'aria a volte profuma di odori di un tempo,
le strade che ho percorso,
i luoghi dove ho vissuto,
sono testimoni di quello che sono io
di quel che sarò
semmai cambierò.

I ricordi riaffiorano
e alcuni mi implorano
di non essere dimenticati,
non vogliono essere ripudiati,
anche se alcuni sanno di non essere graditi,
alcuni ricordi vorrei dimenticarli,
altri conservarli al lungo
per poterli rivivere
anche solo con la mente,
d'altronde non si può ritornare indietro,
non voglio stare nel retro della mia vita!

Le decisioni che ho preso, le scelte,
gli errori che ho commesso,
i pessimi momenti che ho passato e sopportato,
le vittorie e le sconfitte,
sono stati e saranno tutti gli ingredienti
per preparare la ricetta della mia personalità.

Tutte le mie esperienze,
sono servite a fornirmi conoscenze,
mi hanno formata, forgiata,
sono orgogliosa di essere così come sono,
e se mi guardo allo specchio,
non piango se invecchio!

In qualche modo, so,
ho la consapevolezza
che hanno contribuito a formarmi,
a crescere,
a non essere debole,
a maturare,
e a seconda delle circostanze,
non abbandono le speranze,
ma comprendo, maturo e cresco!
Composta giovedì 2 agosto 2012
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie personali)

    L'età dell'imprudenza

    Al volante
    sulla tua sportiva automobile
    fiducioso
    della tenera esperienza di guida
    pervaso
    dalla brezza di potenza e velocità
    in quel presente
    percorrevi la strada del tuo esistere.

    Nel cercar di mantenerti in strada
    su una repentina curva a gomito
    la velocità ha infranto
    la  tua  gioia
    la tua vita.
    Composta mercoledì 7 agosto 1996
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie personali)

      Morte di Federico

      "Meteora nel firmamento della vita"

      Un lampo a ciel sereno.

      La morte sorprende la vita.

      La tua giovane esistenza troncata.

      Attonito osservo in me
      profonda lacrimosa ferita.

      Mi mancherà:
      la tua presenza
      le tue attenzioni
      i tuoi forti/teneri abbracci
      ma non la percezione
      dell'Infinito Silente Spazio
      fluito in essi.

      Federico
      fiore spezzato
      avverto brividi
      espandersi all'infinito
      fino al cuore dell'Esistenza.

      Affiorano
      pensieri - ricordi
      assopiti nel mio esistere.

      Tristezza
      infinita - dolorosa
      tristezza
      ti insinui silenziosa in me.

      La tua eco rimbalza
      tra le pareti del mio cuore.

      Potessi fermarti
      ma ormai rivendichi
      il diritto di esprimere
      il tuo lento lamento.

      Ti sei posata su di me
      essenza della notte più buia.

      Non resta che accoglierti
      come lieve carezza.

      Dolce lacrima.
      Composta martedì 6 agosto 1996
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)
        Sono belli questi momenti
        si riscopre il gusto dello stare insieme,
        il bello di riconquistare qualcosa di perduto
        per poi lasciarlo di nuovo libero
        ciò che prima era consueto e sicuro
        ora diviene sorpresa, e nel suo attimo diviene affetto.

        Quando due persone hanno condiviso esperienze d'amore
        chi può criticarli
        se nell'incontro d'amicizia l'affetto si ripete?
        È in questi casi che l'amicizia è vera
        e nasce il consiglio, il perdono e l'ascolto.

        Ogni storia ha il suo corso
        e quando nell'apparente uguaglianza
        ne nasce una nuova,
        non potrai dimenticare l'unicità della precedente
        gli sguardi, il tocco, i sospiri e le parole non si ripeteranno
        ma quando il pensiero sfiora il ricordo
        io sono con te e tu sarai con me,
        un amico sincero,
        sarò il saluto donato dal Cuore.
        Federico De Agostini.
        Composta sabato 3 agosto 1996
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          La benzina bianca o rossa

          Vino ed allegria
          vino e tristezza
          vino scuro o chiaro.
          Vino per togliere i ricordi
          o per far ricordare.
          Vino si,
          vino no,
          meglio
          vino sempre.
          Ma non vino mai,
          anche a costo di inventarsi qualcuno accanto
          se si vuol bere in compagnia
          oppure isolarsi in mezzo ai tanti
          se si vuol bere da soli.
          Composta domenica 19 agosto 2012
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Lidia Filippi
            in Poesie (Poesie personali)

            Ricordi di scuola

            Tanti i ricordi
            Dell'età mia verde
            Quando alla scuola
            Mi toccò d'andare
            Al suono della prima campanella
            Cara maestra mia, ti vidi
            E mi apparisti bella
            Capelli biondi e azzurri avevi gli occhi
            Mi accoglievi alla soglia sorridendo
            M'insegnavi il saluto
            Mi accompagnavi al banco
            Dandomi il benvenuto
            Sei anni avevo
            Ed ero intimorita
            Cartella di cartone sottobraccio
            Un nero grembiulino col colletto bianco
            Iniziavo così una nuova vita
            Al mio posto seduta dietro un banco
            Inchiostro e calamaio
            L'asticciola, il quaderno, la gomma e la matita
            Il libro di lettura
            E il sillabario col compositore
            Appese alle pareti addirittura
            Dell'alfabeto letterine in grande
            Man mano che insegnavi la scrittura
            Lavagna nera, gesso e cancellino
            La data in alto scritta per benino
            Come dimenticare quei tuoi sguardi
            Quando mi sorprendevi a chiacchierare
            O quando io, distratta da un nonnulla
            Fantasticavo mentre tu spiegavi?
            Il rimprovero certo non mancava
            Eri severa...
            Ma a tratti la dolcezza sul tuo volto
            Tradiva l'emozione che provavi
            E quando poi leggevi la puntata
            Del buon Pinocchio e delle sue avventure
            A un tratto m'apparivi come fata
            Sapevo che quel rito benedetto
            Chiudeva finalmente la giornata!
            Composta mercoledì 8 agosto 2012
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie personali)

              la paroleria

              È andato in pensione da tempo
              ma in molti ancora lo ricordano.
              Le sapeva cucire,
              mettere al posto giusto,
              sapeva toglierle
              se e dove era necessario,
              bastava che vedesse una sola volta il cliente,
              sentisse la sua voce,
              dove doveva parlare,
              a chi e perché
              ed in poco tempo tutto era pronto,
              parole e toni,
              tutto cucito addosso all'oratore.
              L'unica cosa che non poteva fare
              era farne capire il senso a chi doveva dirle,
              ma non era importante
              nella democrazia dell'illusione.
              Ne aveva tante in bottega,
              sepolte sotto i fogli bianchi,
              chiuse in barattoli,
              attaccate ai muri,
              quelle avanzate a qualcuno,
              quelle sputate o vomitate,
              qualcuna giaceva sul pavimento
              sporca di pedate.
              Erano tutte pronte all'occorrenza,
              vendute a peso oppure a numero,
              a volte regalate.
              Chi con lui aveva confidenza lo chiamava il sarto parolaio.
              Lui non commentava,
              padrone del mestiere,
              non sprecava mai parole per parlare di se,
              ciò che dava agli altri mancava a lui.
              Quanti lo devono ringraziare
              per le sue parole
              perché grazie a loro
              chiedendo hanno ottenuto,
              raccontando hanno convinto.
              È grazie a lui che tanti ragliatori
              sono diventati oratori.
              Composta domenica 19 agosto 2012
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Susan
                in Poesie (Poesie personali)

                Mano nella mano

                Quando due sguardi si incrociano
                e si parlano, essi
                crescono insieme,
                e spesso si ritroveranno distanti
                che ognuno di loro
                guarderà altrove,
                allora fermati non guardare oltre
                fermati ed aspetta,
                quello sguardo tornerà a
                guardare i tuoi occhi
                per poi proseguire mano nella mano.
                Vota la poesia: Commenta