Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Parlano i bastimenti

Partono i bastimenti
portano gli escrementi,
portano gente nota
verso destinazione ignota.
Li han caricati tutti,
tutti nei posti giusti,
li portano lontano.
Partono i bastimenti,
portano i perdenti
vanno dove capita.
Partono i bastimenti
portano gli intelligenti,
in posti più accoglienti.
Parte tutto il paese,
parte a più riprese.
Restano i potenti,
insieme ai delinquenti,
ad aspettare
I nuovi deficienti,
restano da soli,
a parlarsi addosso,
per adesso
intorno all'osso.
Composta lunedì 20 agosto 2012
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie personali)

    Come i cani

    Sto qui nel mio buio,
    accucciato su me stesso,
    mi parla la radio
    racconta,
    e tutto mi è così chiaro
    che non vedo altri colori
    ne sento altre voci,
    ma non ne ho bisogno,
    tutto mi è così scuro,
    oscuro,
    che non vedo altri colori
    e sono straricco di certezze,
    inutili,
    perché continuo a stare qui nel mio buio,
    accucciato su me stesso,
    anche quando la radio è spenta.
    Composta lunedì 20 agosto 2012
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      dentro la notte

      La notte,
      fuggo via con te,
      lontano d al giorno,
      dal sole,
      dal caldo opprimente,
      voglio muovermi tra le ombre notturne,
      tra le sagome indefinite,
      defilarmi tra gli spazi,
      e gli abissi del buio,
      perdermi nella carezzevole notte,
      con la sua frescura,
      e la brezza lieve, quando c'è;
      guardare la città immota,
      e spenta,
      viali deserti,
      lucette accese, dalle finestre,
      neon e insegne dei bar,
      lampade accese, dentro i negozi;
      macchine ferme,
      come bestioni addormentati,
      luccicano sotto i lampioni;
      nessun rumore,
      un cane lontano,
      forse una sirena,
      e poi,
      il nulla,
      città dormiente,
      non venisse più il giorno.
      Composta lunedì 20 agosto 2012
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie personali)

        Vita a striscio

        Non è un problema
        scendere molto in basso,
        basta toccare terra
        ed imparare a vivere sdraiati.
        Abituarsi
        a vedere le scarpe
        invece che le maschere,
        abituarsi al puzzo dei piedi
        invece che agli aliti pesanti,
        ai calzini bucati
        invece che al trucco sulle facce,
        e soprattutto ai trucchi della vita.
        Sdraiati da perdenti,
        o come chi si è salvato da un attentato,
        quello quotidiano
        che prima o poi,
        se non ti trova già disteso
        ti distende.
        Composta lunedì 20 agosto 2012
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Mio dolore intenso

          Dolore intenso
          trafitta nel cuore
          strangola tutti i miei respiri
          uccidendo i miei sogni.
          mio dolore intenso
          mi condanni nell'oscura tristezza
          inseguo le braccia tue
          ma mi schiacciano nelle fiamme
          della tua indifferenza.
          Dolore intenso
          cerco i tuoi baci
          ma nella saliva ho solo veleno.
          Sofferenza intensa
          sei già separata
          e ogni tuo passo calpesta la mia schiena,
          e il tuo piede mi tiene ferma nelle fiamme.
          Brucio nelle lacrime.
          Mi hai buttata via
          come uno straccio nel vento
          e giacendo per terra ferma
          aspettando la pietà che non c'è.
          Mi abbandoni per sempre
          e invece di felici ricordi
          mi lasci un pugnale caldo nel petto
          e mentre sanguina la mia anima
          si eleva un grido di dolore
          che rompe il mio volto.
          questo cupo abbandono
          mi uccide lentamente.
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)

            a braccia alzate

            Dicevo che dovevo sistemare le mie cose
            o loro avrebbero sistemato me,
            poi mi sono arreso,
            non ho più fatto nulla,
            ho smesso di lottare,
            se mai avevo lottato prima,
            quindi se dovessi salvarmi,
            ipotesi remota,
            non sarebbe per merito mio
            ma solo grazie ad un miracolo,
            senza altra spiegazione.
            Composta domenica 19 agosto 2012
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie personali)

              Un giusto passo indietro

              Ho fatto alcune considerazioni
              che mi hanno fatto pensare che anche io posso mettere su carta le mie cose,
              poi ho un po' letto ciò che scrive chi sa pensare e scrivere davvero
              ed ho capito di essere un analfabeta, e senza idee.
              Ho gettato la mia presunzione al vanto
              e sono tornato ad essere il muto non scrivente di sempre.
              Composta domenica 19 agosto 2012
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: margherita1
                in Poesie (Poesie personali)
                La mia città è incastonata
                come una gemma
                tra il mare quieto
                che lambisce le spiagge.
                Dalle finestre aperte
                il vento porta con se
                profumo di salsedine
                e corrode le persiane stinte.

                Lungo il litorale
                scapigliati Pini Marittimi
                merlettano l'Aurelia
                lasciando che le spumose
                onde si addormentino
                sugli scogli.
                A riva barche e reti
                riposano stanche
                all'ascolto di racconti
                miracolosi tra i vecchi
                pescatori che giocano a carte.

                Nei vicoli antichi
                i palazzi si baciano,
                Madonne nelle nicchie
                guardano lo scorrere
                dei secoli tra i vapori
                di trattorie, panni stesi
                e malavita.

                Mentre intorno i monti,
                si beano del profumo del mare,
                La Lanterna illumina
                la città addormentata
                mentre da lontano De Andrè
                dolcemente intona
                'Creuza de mà.

                Ti racchiudo Genova mia
                in quest'abbraccio
                d'amore e nostalgia,
                Superba amica del Petrarca,
                di me sei Madre
                e come lei non
                ti posso scordar.
                Composta lunedì 20 agosto 2012
                Vota la poesia: Commenta