Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Giardino al buio

Su una panchina,
le quattro di mattina,
dò il cambio alle puttane.
Loro partono,
io arrivo.
Rileggo i vecchi libri
guardo il loro prezzo in lire,
soprattutto la data,
per ricordare quell'anno,
com'ero allora,
cosa speravo allora,
e non pensare per un po'
a come sono adesso.
Composta giovedì 23 agosto 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Fine giornata

    Ed alla fine eccoli qui,
    con te,
    questo cuore e questa testa
    la testa china e stanca per il peso
    dell'ora tarda
    ed i problemi.
    Le gambe,
    stanche di portarla in giro
    questa testa,
    e chiedi ancora da bere
    anche se è mezzo pieno il tuo bicchiere,
    basterebbe solo il primo sorso
    per placare le sete,
    il resto serve a farti vivere
    durante lo stordirti.
    Composta mercoledì 22 agosto 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      SCILLA

      Da distanti mari occidentali
      ho visto albe risollevarsi
      per giorni dal vuoto divorati
      come pure il fuoco di tramonti arsi
      infilar luce ai più neri
      cieli da nubi costernati
      e offrir calore ai più glaciali
      e più elevati della terra
      corni innevati
      per poi sciogliersi lungo il confine
      di riaccese notti e amor finiti.

      Come anche ho visto
      musica che riparte
      e dolcemente si riprende
      in altra vita che rinasce
      dopo sommessi ultimi rintocchi
      di lontane campane a morte
      ma qui tutto si smentisce
      davanti i miei stessi occhi.

      La tua bellezza
      è magnificamente forte
      or che qui, da occhi di viandante
      io da solo di nuovo ti rivedo
      in un tuo panorama strabiliante
      com'è anche il più felice
      panorama su un mio passato
      fulmineo brivido inaspettato
      da cui vengo
      profondamente spaventato
      e come non mai
      prima d'ora ho avvertito.

      Visita in anteprima
      di sentita futura morte
      nella persa tenerezza infinita
      di quell'amore e la sua sorte
      che dentro me sempre resta
      e oggi su questa conca di felicità
      si dirama
      perché lì la vedo mai finita
      solo da qui come la foto
      noi, e sullo sfondo quel panorama.

      Ma devo fuggire
      immediatamente
      e riprendere quel treno
      e disperatamente
      mai più tornare indietro
      perché troppo facilmente
      sento qui
      di fermarmi io per sempre
      e mai lo meriterebbe, chi
      ancora esiste
      e alla misera vita mia
      comunque ancor, tiene davvero
      quindi in silenzio
      dal brivido di quei ricordi fuggo via
      ed è, un vero addio
      un grande, addio sincero
      a te, che ti ho voluto rivedere
      a Lei, che mai ho smesso
      di volere bene
      a te, che in alcune estati
      ho conosciuto la meraviglia
      ma soltanto e perché
      Lei era qui, vicino a me
      indimenticabile come sfavilla
      com'era in foto
      oggi il mare
      mai vi dimenticherò
      io, Lei e Scilla.
      Composta mercoledì 22 agosto 2012
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        Pupa

        E dei sinceri giochi di bambini
        fummo e lei e io ingenui compagni
        così crescemmo un poco birichini
        tra i campi a nascondino tra i castagni.

        Quando cresciuti, un poco, più grandetti
        ci ritrovammo a scuola, fanciulletti,
        poi giovinetti ancora tre anni fummo
        e altri cinque poi assieme viaggiammo.

        Così finisce lei ciclo di studio
        mentr'io m'avvio in verso l'ateneo,
        gode ella del lavoro già il preludio
        ignara dal sapere ch'avrà gran neo.

        E sposa e va più in là, oltre confine,
        rigonfio cuore di speranza e amore,
        animo sincero, gentile e fine
        lungi pensar di perdere l'onore.

        Ma l'uomo ch'à, di pietra tiene cuore
        ch'appen che luce vede primo fiore
        con la minaccia a lei la strada impone
        dopo strenua lotta ed aspra tenzone.

        Così la trovo là, in ginocchione
        smunta da duol, piangenti gl'occhi,
        racconta lesta sua maledizione,
        m'affida per sua bimba due balocchi.

        Domani non sarò, figliola cara,
        deposta giacerò nella mia bara
        ma veglierò su te dal Paradiso
        onde i miei pianti sian per te sorriso.

        Aspetta, Pupa mia, teco son pur'io,
        aspetta qui, un poco, il mio ritorno
        che certo mi ha mandato il gran buon Dio,
        vedrai, doman sarà diverso giorno.

        Quando che fui coi militi di torno
        stesa la ritrovai immersa a sangue,
        nel biglietto è scritto: Il cuore langue,
        meglio l'onore, figlia, che l'inferno.

        Potrai guardare dritto negli altrui occhi
        ch'onor per frutto lascio e due balocchi.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Le chiese, le preghiere, i dubbi

          L'amico più grande,
          quello che mi conosce da sempre
          e che io non ho mai conosciuto.
          Quello a cui domando
          ma che non risponde,
          anche se poi mi rendo conto
          che ogni risposta che ho
          arriva da lui.
          Quello del dovunque,
          delle mille case
          ovunque.
          Quello che non mi chiede di pregare
          ma che mi trovo a pregare,
          quello a cui non chiedo,
          ma lui
          lo sa che chiedo,
          ed ha ragione.
          Composta mercoledì 22 agosto 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Gli invitati per dovere

            Ecco la sera della prima.
            Locale tirato a specchio.
            Tutti seduti,
            in prima e seconda fila,
            se va bene anche in terza.
            C'è chi si fa notare,
            qualcuno è appisolato,
            altri hanno estasi vere,
            o di pura convenienza.
            Presenze del potere
            presenze per il potere.
            C'è chi apprezza per
            il suo essere conservatore,
            e chi protesta perché è il suo mestiere.
            Alla prossima prima,
            un'altra delle tante,
            forse si invertiranno i ruoli.
            Questione di sopravvivenza alta
            e poi di ruoli
            e convenienza sempre.
            Ormai conosco
            chi è convinto
            e chi ci fa.
            Intanto è finito il primo tempo
            e per star meglio
            io mi ritempro
            guardando la pubblicità.
            Composta mercoledì 22 agosto 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              La festa di compledanno

              Un pub immaginato sul momento
              con un colpo di genio da poco,
              per non sentirmi nudo e povero
              su quel muretto.
              E rivestire
              con una bottiglia immaginata
              ed una etichetta di lusso
              quel cartone di liquido scuro ed alcolico,
              e così scoprire di non esser solo,
              ma in due
              ad essere ubriachi,
              a condividere quella felicità,
              io ed il cartone,
              che ha accettato di sentirsi vino.
              Composta mercoledì 22 agosto 2012
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                in Poesie (Poesie personali)

                La strada interrotta

                Vieni,
                avvicinati prete
                che mi confesserò,
                bella ragazza
                avvinati
                che ti corteggerò.
                Vieni,
                stammi accanto fortuna,
                anche per un giorno solo
                a farmi sperare
                che tutto è cambiato.
                Vieni sogno da poco
                dopo una notte in bianco,
                ed anche tu
                speranza,
                che ti voglio salutare.

                Solo tu
                che vorrei più di ogni cosa,
                tu che sei il mio sangue
                tu non ti puoi avvicinare.
                Tu che porti
                ormai quasi per caso
                il mio cognome,
                soltanto tu
                non puoi venirmi vicino.
                E tutto il resto
                è fatto di parole.
                Non venire figlio,
                io non ho più voce,
                né per chiamarti
                né per urlare
                il perché non ci sei.
                Composta mercoledì 22 agosto 2012
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