Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Fuori dalla miniera

L'isola del sotto terra,
del paradiso strappato
ad un pezzo di inferno.
L'isola dei tanti padroni
nel tempo.
L'isola senza ponti,
l'isola fatta di isole.
Le donne dai vestiti neri,
le foto con i volti tutti uguali,
segno dello stesso destino.
Ed il destino di oggi,
con la guerra peggiore,
l'uomo col casco dello stato
contro il fratello col casco dell'inferno,
entrambi traditi.
Una miniera.
Composta mercoledì 3 ottobre 2012
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    Scritta da: Nadia Consani
    in Poesie (Poesie personali)

    Esalazioni

    C'è odore di zolfo nell'aria,
    fuoriesce da lenzuoli
    di troppa pazienza,
    che coprono sfregi
    ancora da rimarginare.
    Lenzuoli sudici,
    lisi,
    stracciati,
    covano ferite in suppurazione
    che la dignità cancellano,
    intanto che l'impotenza di reagire
    tronca gli arti alla corsa.
    C'è fetore di marcio nell'aria,
    invade i colori dell'arcobaleno
    e lascia il tempo senza ore,
    così che il sole muoia
    dietro crinali d'infamia.
    Basterebbe una pioggia
    a lavare lo sdegno,
    assennata,
    generosa,
    che ridoni il verde all'erba
    sotto il sole risorto,
    che riporti profumo di speranza,
    prima che l'odore di zolfo
    diventi concretezza.
    Composta mercoledì 3 ottobre 2012
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      Scritta da: Nadia Consani
      in Poesie (Poesie personali)

      Come una morsa

      Io ti vedo,
      ti vedo riflesso
      con mano protesa
      per dare una carezza,
      o per sferrare rabbia
      col pugno chiuso.
      A volte piangi,
      a volte sorridi,
      ti senti solo, sempre.
      Non bastano le illusioni
      a risvegliare i sensi,
      vuoi di più,
      vuoi una strada vera
      fatta di pietre da levigare,
      io ti vedo,
      la sogni,
      sai che non la troverai.
      Il soffitto scende,
      è sempre più basso,
      ti schiaccia come una morsa,
      ti soffoca,
      aspetti indolente,
      che lo spazio si riduca
      fino a toccare la pelle
      e che sia buio, sempre.
      Io ti vedo,
      alza le mani
      a respingere quel muro!
      Composta mercoledì 26 settembre 2012
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        Passa

        Passa,
        passa lentamente questa notte,
        passa lenta e parca,
        col ticchettio dell'orologio,
        che mi tiene compagnia,
        mentre ascolto il niente,
        il nulla perfetto della notte;
        tutto scorre,
        tutto se ne và;
        cosa resta
        delle nostre cose,
        dei nostri sogni,
        dei desideri,
        dei dolori;
        tutto passa,
        ad un giorno,
        ne segue un altro,
        e gli anni volano,
        così velocemente,
        che non ahi avuto tempo,
        di pensarci, che non te
        ne sei accorto,
        che improvvisamente,
        ti sei visto
        già grigio e canuto;
        e vorresti far capire,
        e gridare,
        quello che provi,
        e che lei potesse capire,
        e ascoltare,
        ma il tempo fugge,
        reo e furtivo,
        come un gatto schivo;
        ed è tardi adesso,
        tardi,
        per tante cose;
        e vorresti rimediare,
        e poter ricominciare,
        e correggere gli sbagli,
        e ritrovare un amicizia perduta,
        il tempo scorre,
        e si porta via,
        i giorni,
        ed i sogni nostri,
        e lotti contro la solitudine,
        un po' ogni giorno,
        e intorno a te,
        nessuno capisce,
        nessuno capisce.
        Composta mercoledì 3 ottobre 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          6 giugno 2012

          Hanno le mani in pasta
          ma non fanno pane,
          portano la fame.
          Non producono niente
          ma tolgono alla gente.
          Sono bravi in tutto,
          ma solo a parole.
          Si presentano come i primi
          ma sono indegni anche di essere gli ultimi.
          Dovrebbero rappresentare il meglio
          ed invece sono il peggio.
          Ne conosciamo i nomi ed i cognomi,
          ma non troviamo il sistema
          per levarli dai coglioni.
          Composta mercoledì 3 ottobre 2012
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            Scritta da: Barbara Brussa
            in Poesie (Poesie personali)

            Stretti in un abbraccio

            Sussulta la terra, in un ribollir di rabbia
            che squassa l'umana esistenza
            rivelandone la fragile precarietà.
             
            I "giganti dominatori" in un sol istante
            mutano in inermi e attoniti spettatori:
            null'altro che granelli di polvere
            noi siamo, dinanzi alla brutalità
            della Natura in tumulto.
             
            S'apre l'orlo del suolo: bocca famelica
            che inghiotte case, chiese e palazzi;
            vecchi, giovani e bambini.
             
            Per chi resta, indelebile sarà
            la cicatrice dell'oggi sul volto del domani.
             
            Con lo sguardo offuscato dalla polvere
            molti di essi non scorgono nemmeno più
            l'ombra di tutto ciò che
            solo fino a ieri era certezza.
             
            La tensione del vuoto dilata
            la mestizia del recondito dolore.
            Stretti all'abbraccio di chi soli non li lascia
             
            s'incamminano lenti a cercare
            un alito di vita per poter ricominciare.
            Ancora, di nuovo. Malgrado tutto.
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              Scritta da: Isabella M.
              in Poesie (Poesie personali)
              E ormai a pezzi,
              La cosa più preziosa l'avevo affidata a te,
              quel guscio cosi fragile e cosi prezioso
              te l'avevo affidato ma non l'hai apprezzato, anzi.
              Pieno di crepe me l'hai ridato.
              Adesso che mi stai accanto
              con la faccia in lacrime da me cerchi riparo,
              vorresti riattaccare il puzzle
              ma è troppo tardi ormai,
              si è fermato.
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