Poesie personali


Scritta da: Valentina T.
in Poesie (Poesie personali)

Oscurità

Afferrami, Padre di ogni ombra
Come un leone famelico
Assale il suo agnello
E nelle sue fauci ne assapora l'anima.
Ciò che prendi e ciò che dai
È come le stagioni su una desolata landa
Sono una parte della terra
Da cui il mondo è stato sommerso
Sono una goccia d'acqua
Delle lacrime dei demoni
Una fiamma nel vento
E un rivolo di sospiro.
Sono solo un uomo.
Sono il leone e l'agnello stesso
Sono la barca e l'onda.
Nelle semioscurità parlano gli alberi
Con parole che non conosco
E invadono il mio animo
come carezze della Luna.
Madre mia, con benevolenza argentea
Illumina il mio cammino
Su questa strada sterrata
A te porgo le mie guance
All'oscurità dono il mio amore
Di bianca purezza
Come questa neve tacita
Straziata dalle orme dei corvi.
Composta martedì 20 novembre 2012
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    Scritta da: Isabella M.
    in Poesie (Poesie personali)
    Mia dolce e amabile fanciulla
    Tanti sono i dubbi e i tumulti
    del mio giovane sapere
    Tante sono le domande
    che al fine trovo risposta
    ma ancor più tante sono
    le domande al cui risposta
    non trovo.
    Bramo il sapere,
    il quale si è perso ormai negli
    anni orsono
    Quel sapere che ora profuma di fuoco
    le quali ceneri le rive hanno trasportato nelle terre
    in cui ancora alcuna sapienza
    ha messo piede.
    Esigo risposte le cui le
    domande stesse conoscenza
    ne hanno alcuna.
    Gioisco al vedere la bellezza
    di pagine consumate,
    di porte il cui contenuto
    è cosi prezioso e unico eppure
    cosi fragile da lasciarsi
    trasportare nel vento.
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      Scritta da: Isabella M.
      in Poesie (Poesie personali)

      Inferno

      Rivoli di rosso scendono giù dal volto
      macchiandomi l’anima che mi porto appresso
      Sento le vene sotto la pelle mutare
      per poi pian piano lasciare
      il mio frivolo corpo senza più alcun calore.
      È forse una mia fantasia?
      Un’ illusione?
      Se cosi fosse potrei rinnegare quel terrore
      che si cela ora negli occhi tuoi,
      quegli occhi che adesso mi guardano pieni di terrore
      vorrei dirti scappa … corri … ma non riesco.
      Sono immerso nel mio egoismo
      che mi fa desiderare
      tenerti appressa a me per l’infinito
      quel infinito che di infinito niente non ha.
      Se potessi ti rinchiuderei per sempre
      e la chiave la porterei con me.
      Cosi che nonostante il sipario
      che abbiamo di fronte avrò sempre
      la chiave della tua vita
      Quella vita che ormai mi è negata
      Perché ormai è in cenere
      che mi sto trasformando
      Per cui ti stringo ancora un po’
      finché non ritornerò
      la dove appartengo
      nella terra più profonda
      giù fino all' inferno.
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        Scritta da: ROBERTO POZZI
        in Poesie (Poesie personali)

        La coppia e il single

        Il single frustrato
        non ce la fa più
        a sopportare
        la coppia
        una volta affiatata,
        ma ora decisamente
        scoppiata,
        che sta ancora litigando
        per il come e il quando.
        Complimenti,
        almeno voi
        vi potete permettere di litigare,
        io posso rimanere qui
        solo a guardare
        voi che state distruggendo
        quello che io ho sognato
        di per tutta la mia vita!
        Composta venerdì 16 novembre 2012
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          Scritta da: Stefano Medel
          in Poesie (Poesie personali)

          Notte immane

          Notte,
          immensa,
          alveo oscuro,
          tenebra costante,
          luci e ombre,
          sagome enormi;
          luci pallide,
          tremulano,
          lampioni,
          come pini abbandonati;
          silenzio sacro,
          e religioso;
          tutto il mondo è dormiente,
          o quasi.
          Il tempo,
          sembra indulgere,
          e non passa;
          zoppica come una testuggine
          stanca.
          Nottempo.
          Composta martedì 20 novembre 2012
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            Scritta da: geggio
            in Poesie (Poesie personali)
            Scendi dal mondo in cui vivi
            sei qualcosa che solo tu capisci

            importante
            stupendo
            egoista
            vanitoso

            vivi solo, in un mondo fatto di specchi
            non esisti, sei solo un riflesso.

            io vivo in un mondo fatto di umiltà e felicità creata
            e non comprata

            i soldi caro mio ti danno alla testa

            nei tuoi amici vive la stupidità
            tu sei il loro re

            il re dell'ignoranza

            sono felice di non ascoltare più le tue cazzate
            mi fanno perdere solo che tempo

            io sono qui per creare con le mie capacità

            non per vantarmi della mia superiorità
            dovuta da pezzi di carta

            L'umiltà non sai cosa vuol dire

            mi fai ridere e tanto
            ti perderai nelle ombre più oscure

            ricordati

            sei solo che una stupida scimmia.
            Composta martedì 20 novembre 2012
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              Scritta da: Wine
              in Poesie (Poesie personali)

              Addio?

              Quel muro che tu innalzi
              alto, alto
              fino a solleticar le nuvole
              si sgretola sotto il peso
              della menzogna delle tue incertezze
              e il mio corpo che cade
              dal muro più alto
              può sol veder
              le nuvole
              ferite mortalmente
              dalle schegge vitree
              delle tue illusioni.

              E continua a cascare la pioggia
              carica di dardi infernali
              d'amori perduti,
              e nell'arco del cadavere
              dell'angelo dell'ebrezza
              incoccata la freccia spezzata
              dall'ardore del tuo spirito
              devi il corso del rivoletto
              di sangue pulsante di vita
              che si riversa fuori dal corpo
              del Putto ferito
              da lama mortale.
              Quel manico,
              nero come la morte
              porta il tuo profumo
              e l'impronta delle tue luride mani
              o potente signora dell'inganno.

              Nell'aria vorticano ancora
              le tue velenose parole
              addolcite dal canto di pettirossi
              ormai spenti.

              Non resta che l'amaro boccone
              da ingoiare accompagnato
              dalle amare lacrime dell'animo.
              Composta martedì 20 novembre 2012
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                Scritta da: Eaglolf
                in Poesie (Poesie personali)

                Abbraccio

                Passo dopo passo,
                Canzone dopo canzone,
                Si fa un po di chiasso,
                E lenta pian piano sale l'emozione.

                Le tende si avvicinano,
                La luna si affaccia,
                Ci si prende la mano,
                E si incomincia a fare qualche linguaccia.

                Tra battute scherzi e sguardi,
                In me cresce qualcosa all'improvviso,
                Veloce e scoppiettante come petardi,
                Sembra arrivare dal tuo dolce sorriso.

                In un momento,
                Tutto intorno a me tace,
                Cresce lo sgomento,
                Mi sento ridicolo e incapace.

                La tua presenza,
                Mi fa stare davvero bene,
                Non oso immaginare doverne fare senza,
                Tu mi scorri nelle vene.

                Il tempo è ormai scaduto,
                Ci si guarda negli occhi,
                Io divento muto,
                Ora siamo più in pochi.

                Ed ecco che inesorabile arriva,
                Ci si stringe come avvolti da un laccio,
                E Il mio cuore quasi grida "evviva",
                Si è proprio un tenero abbraccio.
                Composta martedì 20 novembre 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Vorrei

                  Vorrei capire fino in fondo
                  il tuo spirito sconosciuto
                  vorrei comprendere dalla tua voce
                  e con te ragionare.

                  Vorrei misurare le tue debolezze
                  e le tue forze
                  vorrei ornare i tuoi pensieri
                  delle mie meraviglie
                  per calmare un dolore
                  che tradito tace.

                  Vorrei che tu fossi la mia felicità
                  come io la tua
                  vorrei sopportare meglio
                  questa tua anima irritata
                  per non irritare la mia.

                  Vorrei un cuore meno cieco
                  per meglio capire
                  che tutti i miei vorrei
                  mai sono stati i tuoi.
                  Composta mercoledì 4 luglio 1990
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