Poesie personali


Scritta da: Daniela Cesta
in Poesie (Poesie personali)

Orizzonte

Quando io guardo l'orizzonte
sento l'anima che si riempie
di sensazioni profonde

cielo e terra sembrano toccarsi
in un abbraccio senza fine,
e l'orizzonte pare che guarda me,

oh cielo profondo!
oh linea di terra lontana!
vorrei avere le ali per volare

su ogni orizzonte,
che no esistere, perché lui è un utopia,
un utopia di immenso amore

la terra nel suo splendido insieme
orizzonti lontani che risplendono
nei nostri occhi,

amo gli orizzonti, donano gioia e calore,
in loro c'è la bellezza dello spirito,
il nostro ideale nascosto,

la nostra speranza di vita,
in ogni orizzonte c'è
un cuore che pulsa.
Composta giovedì 10 gennaio 2013
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    Scritta da: Daniela Cesta
    in Poesie (Poesie personali)

    Camminare a piedi scalzi

    Mi piace camminare a piedi scalzi
    sull'erba fresca,

    sento la carezza della terra
    che dai piedi sale

    attraverso le mie gambe
    entra nelle mie vene,

    si mescola con il sangue,
    e corre verso il cuore,

    brilla dentro di me
    in eterna gioia,

    rallegra la mia mente
    e riempie il mio corpo

    di energia pura!
    amo la morbidezza della terra

    sotto i miei piedi.
    Composta mercoledì 9 gennaio 2013
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      Scritta da: Mimmi98
      in Poesie (Poesie personali)

      impossibile dimenticarti

      Se solo riuscissi a non pensarti forse starei meglio, devo dimenticarti ma no non ce la faccio come si può dimenticare una persona che ami e che poi è ovunque specialmente nei tuoi pensieri. è semplice, non si può ci provo e ci proverò ma tanto so che non ci riuscirò.
      Composta mercoledì 9 gennaio 2013
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        Scritta da: LaStepix
        in Poesie (Poesie personali)

        E all'Improvviso diventa magia

        Sorrisi sparsi, frastagliati, volubili
        La mia mano sfiora la tua
        Il tuo corpo si ritrae per paura
        Paura di toccarmi
        Paura di un'abbraccio
        Paura di avermi fra le tue braccia
        Paura di non riuscire più a lasciarmi andare
        Voglia di proteggermi da quel mondo che mi ha fatto così male
        Voglia di farti presenza
        Voglia di partire per non tornare mai più

        E silenzio
        Devo pensare, ragionare
        Voglia di lasciarsi andare
        Liberare le emozioni
        Farsi aria, sole, arcobaleno
        Sorrisi fragili, incerti, tristi
        La tua mano sfiora la mia
        E il mio corpo sussulta
        E ancora paura
        Paura di lasciarti entrare
        Paura di non poter tornare
        Paura di averti accanto
        Paura di non averti più
        E poi silenzio
        Devo capire, sentire
        E poi voglia di volare
        Voglia di ridere
        Voglia di un tramonto
        Voglia di partire per non soffrire più
        E la mia mano sfiora la tua
        E la tua mano sfiora la mia
        E l'incontro, quell'incontro
        all'improvviso diventa magia.
        Composta mercoledì 1 agosto 2012
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          Scritta da: LaStepix
          in Poesie (Poesie personali)

          Come Icaro

          Vola vicino al sole,
          bruciati senza riserbo,
          se è questo che il cuore ti suggerisce,
          seguilo sempre.
          Farà male,
          questo lo sai già,
          ma razionalizzare non ti servirà.
          Vola seguendo i tuoi sogni,
          perché la realtà fa già troppo schifo.
          Vola più in alto,
          senza aver paura di cadere.
          Vola sempre,
          perché è così che sei nata.
          Non mettere barriere alle tue ali,
          se qualcuno te le ha donate un motivo ci sarà.
          Insegui la tua libertà,
          non ammanettarti al mondo.
          Sei nata sensibile e zingara,
          segui il tuo destino,
          e prima o poi vedrai che ti ripagherà!
          Composta lunedì 10 settembre 2012
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            Scritta da: Ciro Orsi
            in Poesie (Poesie personali)

            S. Angelo all'Esca

            Il viaggio in corriera era già vacanza
            negli anni cinquanta.
            Il rombo dei motori
            in arrivo e in partenza
            l'odore di nafta e il profumo
            delle sfogliatelle calde
            nei cartocci che mia madre
            portava in dono agli amici del paese
            le liti con il fratello
            per il diritto al posto davanti
            vicino all'autista
            l'attesa della partenza
            nel pomeriggio caldo d'estate.
            Alle tre arrivava l'autista
            dal berretto azzurro con la visiera
            la gente lo chiamava per nome
            qualcuno gli affidava un pacco
            un plico o solo un saluto
            da consegnare a corrispondenti
            in attesa alle fermate
            lungo la via della corriera.
            Poi iniziava il viaggio
            lasciando la città
            tra campagne ordinate
            lunghi filari
            case sparse e paesi
            dai nomi sconosciuti.
            Poi luoghi più famosi
            fiumi e monti importanti
            che conoscevi dalla scuola
            o dai ricordi di storie già sentite.
            Il viaggio in corriera
            aveva piccole soste
            scendere e salire
            per un saluto veloce,
            per la consegna del pacco.
            Poi di nuovo in viaggio
            mentre il sole calava
            oltre la grande schiena montuosa
            tra strade sempre più strette
            si vedeva già la nostra mèta
            in fondo alla valle
            una curva poi un'altra
            poi una serie di tornanti
            in salita ripida
            il suono delle trombe
            dalle due tonalità famose
            prima di entrare sul corso
            nel centro del paese.
            Alla fermata ci attendevano
            i nostri amici,
            tutta la famiglia era in festa
            per noi, ospiti sacri,
            a S. Angelo all'Esca
            che pochi anni prima
            aveva ospitato la mia famiglia
            sfollata dalla guerra.
            Ma ora era vacanza
            e la festa cominciava
            mentre la corriera
            giunta in fondo al corso
            girava e tornava indietro
            giù per i tornanti
            verso il prossimo paese:
            fine della corsa.
            Composta lunedì 9 marzo 1970
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              Scritta da: Nelson
              in Poesie (Poesie personali)

              Il mio rifugio

              Mi rifugio
              in un antro oscuro,
              composto
              da catartiche note
              suonate da momenti tristi,
              luci spente, fantasie dominanti.
              Medito
              in un fragile sonetto,
              un valzer di vita,
              pioggia e povertà.
              Lieto
              s'avvicina il mio cuore
              al cantico del buio,
              mentre il corpo s'abbandona
              in un lento naufragio
              di suoni felici
              e momenti d'incanto.
              Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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                Scritta da: Makoju
                in Poesie (Poesie personali)

                Come mai potrò

                Come mai potrò
                rappresentare me stesso
                in un teatro,
                raccontando le mie invisibili follie
                legate da versetti di un poeta ignoto,
                che parla ascoltando
                il suo sottofondo musicale
                con cui tiene il tempo
                quando, da seduto si alza
                ed incomincia ad elargire con le braccia,
                brevi imprecazioni sillabate
                di motori al pieno delle forze
                col rischio di esplodere
                in tante piccole schegge di storia
                parlata.
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