Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)
Vorrei scriverti una lettera,
e che tu la ricevessi,
ma i tuoi occhi non la farebbero passare,
perché troppe volte le mie parole ti hanno ferito.

Vorrei tornare nel sogno,
quello in cui mi avevi catapultato,
ma che stupido che son stato,
a non capire che tu eri la regina del mio regno,
e ora che non ci sei,
non c'è più nulla.

Vorrei che tu potessi udire il mio cuore,
e non le mie parole,
ma forse la tua distanza è un bene,
perché la colpa è mia,
che non riesco a dar voce alla mia anima.
Composta lunedì 7 gennaio 2013
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    Scritta da: pox
    in Poesie (Poesie personali)

    SOLDATO INNAMORATO

    Non ho la morte negli occhi
    perché negli occhi ho solo te.
    Non sento l'odore dei corpi putridi
    perché, con me, c'è il tuo profumo.
    Il cielo non ha calore qui
    il sole è morto da tempo su di noi.
    Sono le sciagure umane a splendere inesorabili.

    Solo pensandoti riesco a non vedere la morte che cammina
    che ci insegue e ci sovrasta.
    Ricordo ancora cos'è la vita grazie a te.
    Mi basta l'immagine del tuo viso,
    l'azzurro degli occhi tuoi,
    la vitalità dei giorni trascorsi insieme:
    quando vivere non era solo un non morire.

    Mi manchi e non sai quanto.
    qui c'è solo sangue,
    non c'è posto più
    neppure per le lacrime,
    la guerra le ha asciugate.
    Vado avanti
    verso il nulla umano che mi circonda
    solo per rivedere un giorno
    te.
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      Scritta da: Ciro Orsi
      in Poesie (Poesie personali)

      Da lontano

      Ti amavo da lontano quando tu
      scivolavi leggera, intoccabile,
      lontana tra la gente tanto diversa.
      Osservavo le tue movenze misteriose
      standomene nascosto
      celato al tuo sguardo.
      Amavo la tua danza
      vaga e leggera
      i tuoi sorrisi privi di senso
      le tue labbra troppo lontane
      per me che spiavo nascosto nell'ombra
      una creatura strana tanto lontana.
      Sorridevi, parlavi, danzavi
      e non sapevi che io da lontano
      ti amavo in silenzio.
      Creatura strana ti amavo così
      restandomene nascosto,
      creatura straniera, misteriosa
      nella tua immagine lontana
      e inavvicinabile ponevo
      sogni e illusioni,
      lacrime e sorrisi
      favole e ricordi.
      Cos'eri per me? Tutto.
      Tutto ciò che era lontano, tanto lontano.
      Come posso amarti ora
      che carezzo la tua pelle
      così vera, delicata e morbida?
      Come posso amarti ora
      che comprendo i tuoi sorrisi,
      e capisco le parole
      che dal fondo dei tuoi occhi
      penetrano dentro
      come un trapano
      e non trovano mai una fine,
      un punto preciso
      per dire basta?
      Come posso amarti ora
      che mi sento ferito
      dai tuoi silenzi senza dignità
      e dormi nel tuo odiato
      divano letto-fitting
      e sogni forse di andare via?
      Ciò che amo, è sempre lontano.
      Composta domenica 4 dicembre 1977
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        Scritta da: Wine
        in Poesie (Poesie personali)

        Il pittore di stelle

        Fra nuvole dense
        di pensieri perduti,
        fra sbuffi ventosi
        di idee ormai defunte
        vaga l'anima del pittore
        di stelle che,
        triste e mesto
        continua il suo giro
        e vola, vola
        fino a far di se
        una nuvola
        e tornare a sognare.

        Ma il temporale è vicino
        e la piccola nuvola
        che non sa niente del mondo
        se non dei tremuli baci
        dorati che tingono il cielo
        di notte,
        si appresta a giocare
        con lampi e saette,
        e poi muore.

        Terminato ha il suo viaggio il pittore,
        terminata è la sua fuga d'amore.

        E la pioggia continua
        a cadere.
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          Scritta da: pox
          in Poesie (Poesie personali)

          Barbone d'amore

          Non muore più
          questo giorno senza amore
          in questa vita lontano da te.
          Mi volto e non trovo che un'ombra assente.

          Muoio di un amore in cui
          il passato fa sempre male
          e la speranza è
          promessa che sa di nulla.

          Barbone d'amore
          io per me,
          in cerca di quella panchina
          solo nostra poco tempo fa.
          Ma cercare chi non ti cerca
          non è forse mendicare un amore svanito?
          Vuota immagine di un sentimento che non è più.

          Eppure continuo a vivere di te
          e delle briciole di una storia che non sorride più.
          Brancolo nel buio più profondo
          che è l'unica luce
          del mio cuore spento.
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            in Poesie (Poesie personali)

            L'ultimo chiedere

            Io ti ho seguito
            nel tuo camminare di notte
            come un sonnambulo,
            nel tuo cercare il passato non tuo.
            Io ti ho preceduto
            per farti strada,
            per evitarti i pericoli
            quando andavi sbandato,
            e ti ho anticipato
            nel prendere al volo le risposte
            che non dovevi conoscere,
            prima che ti arrivassero,
            come schiaffi in faccia.
            Io ti ho ascoltato
            quando leggevi il cielo
            tracciando un cerchio con il dito,
            e ridevi felice,
            ma con lo sguardo infelice.
            Io ti ho dato da bere
            per farti ubriacare
            quando eri troppo vicino
            a conoscere il tuo destino.
            E ti ho seguito
            nella tua corsa d'odio,
            nella tua cecità
            e nel tuo troppo vedere.
            Ma adesso basta,
            sono stanco,
            lasciami andare
            o fammi crollare
            ma esci da dentro di me.
            Composta sabato 12 gennaio 2013
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