Poesie d'Autore


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Corpo di donna...

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Orizzonte

    Mare anteriore a noi, le tue paure
    avevano corallo e spiagge e alberete.
    Sbendate la notte e la caligine,
    le tormente ppassate e il mistero,
    si apriva in fiore la Lontananza, e il Sud siderale
    splendeva sulle navi dell'iniziazione.

    Linea severa della riva remota:
    quando la nave si approssima, s'alza la costa
    in alberi ove la lontananza nulla aveva;
    più vicino, s'apre la terra in suoni e colori:
    e, allo sbarco, ci sono uccelli, fiori,
    ove era solo, di lontano, l'astratta linea.

    Il sogno è vedere le forme invisibili
    della distanza imprecisa, e, con sensibili
    movimenti della speranza e della volontà,
    cercare sulla linea fredda dell'orizzonte
    l'albero, la spiaggia, il fiore, l'uccello, la fonte:
    i baci meritati della Verità.
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      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Mediterraneo

      Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
      siccome i ciottoli che tu volvi,
      mangiati dalla salsedine;
      scheggia fuori dal tempo, testimone
      di una volontà fredda che non passa.
      Altro fui: uomo intento che riguarda
      in sé, in altrui, il bollore
      della vita fugace uomo che tarda
      all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
      Volli cercare il male
      che tarla il mondo, la piccola stortura
      d'una leva che arresta
      l'ordegno universale; e tutti vidi
      gli eventi del minuto
      come pronti a disgiungersi in un crollo.
      Seguìto il solco di un sentiero m'ebbi
      l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
      m'occorreva il coltello che recide,
      la mente che decide e si determina.
      Altri libri occorrevano
      a me, non la tua pagina rombante.
      Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
      ancora i groppi interni col tuo canto.
      Il tuo delirio sale agli astri ormai.
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        Scritta da: Elisa Iacobellis
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Nostalgia del mare

        Quanto dolore,
        bellezza!

        L'odio accende fuochi di passione
        sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,
        delle coste del mare; grida all'erta
        di fiamma bianca e verde,
        sulle grida di fiamme
        dei sogni, che, come nei sogni,
        non si sa, in verità, se furono...
        E sono quelli ancor mal desti
        che brutta espressione, che freddo!
        contro quelli ancor mal addormentati
        che brivido, che espressione ancor più brutta!

        E la morte si unisce con la vita

        inaspettatamente, qua e là, come in bagliori
        di cento colori tragici ed acuti;
        si unisce con il sogno,
        che preferisce morire anziché svegliarsi.
        si unisce con il sogno.

        Comincia a far giorno rosso e bianco.
        Coste che fumano, nel primo sole,
        per quelli che vivono ancora!
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          Scritta da: Elisa Iacobellis
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          I ricordi, un inutile infinito,
          Ma soli e uniti contro il mare, intatto
          In mezzo a rantoli infiniti...

          Il mare,
          Voce d'una grandezza libera,
          Ma innocenza nemica nei ricordi,
          Rapido a cancellare le orme dolci
          D'un pensiero fedele...

          Il mare, le sue blandizie accidiose
          Quanto feroci e quanto, quanto attese,
          E nella loro agonia,
          Presente sempre, rinnovata sempre,
          Nel vigile pensiero l'agonia...

          I ricordi,
          Il riversarsi vano
          di sabbia che si muove
          Senza pesare sulla sabbia,
          Echi brevi protratti,
          Senza voci echi degli addii
          A minuti che parvero felici...
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            Scritta da: Elisa Iacobellis
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            In riva al mare

            Tirreno, anche il mio petto è un mar profondo
            E di tempeste, o grande, a te non cede:
            l'anima mia rugge nè flutti, e a tondo
            Suoi brevi lidi e il piccol cielo fiede.

            Tra le sucide schiume anche dal fondo
            stride la rena: e qua e là si vede
            qualche cetaceo stupido ed immondo
            boccheggiar ritto dietro immonde prede.

            La ragion de le due vedette algenti
            contempla e addita e conta ad una ad una
            onde e belve ed arene in van furenti:

            Come su questa solitaria duna
            L'ire tue negre a gli autunnali venti
            Inutil lampa illumina la luna.
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              Scritta da: Elisa Iacobellis
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Solitudine

              Di te stesso sei colmo, e tuttavia,
              quanto di te stesso sei privo,
              solo, e lontano, sempre da te stesso!

              Aperto in mille ferite, ogni istante,
              come la fronte,
              van le tue onde, come i pensieri,
              vengono, vanno e vengono,
              baciandosi, fuggendo,
              in un eterno conoscersi,
              mare, e dimenticarsi.

              Sei tu, e tu non lo sai,
              batte il tuo cuore in te, senza saperlo...
              Che colmo di solitudine, mare!
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