Poesie d'Autore


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Piccoli sogni

Il camionista accende la radio
e cala la notte,
le luci sulla strada sono come i sogni,
si avvicinano adagio e quando arrivano
tornano ad andarsene.

Nella cabina c'è il poster della ragazza di Playboy,
lei lo guarda fisso, non lo lascia dormire,
lui sa che queste non sono grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Lei ha appeso una foto mia sopra il letto,
io so che a suo padre non piace, ma resto lì,
crocifisso sulla parete senza poter far nulla,
mi limito a guardarla fisso quando va a dormire.
Lei sa molto bene che queste non sono le grandi cose,
ma sono i suoi sogni,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Mia madre metteva fiori alla foto di papà
e lo guardava fissamente prima di dormire,
lei sapeva che quelle non erano grandi cose,
ma era il suo sogno,
quei piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere.

Ho un cappello, una paio di stivali, il mio amore e la mia
chitarra,
lei mi guarda fisso e non voglio dormire,
so che non sono grandi cose, ma sono i miei sogni,
quei piccoli sogni che mi aiutano anche loro a vivere.

E così mi perdo camminando
quando cala la notte,
le luci della strada sono come i sogni,
si avvicinano lentamente e quando arrivano ritornano via
sono i piccoli sogni che aiutano anche loro a vivere,
aiutano a vivere.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Se...

    Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
    la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
    se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
    e mettendo in conto anche il loro dubitare;
    se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
    se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
    o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
    senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

    se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
    se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
    se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
    trattando quei due impostori allo stesso modo
    se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
    distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
    o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
    e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

    se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
    e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
    a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
    senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
    se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
    benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
    e a tener duro quando niente più resta in te
    tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro! ";

    se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
    o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
    se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
    se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
    se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
    e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
    il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
    e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
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      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ciò che ho scritto di noi

      Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
      è la mia nostalgia
      cresciuta sul ramo inaccessibile
      è la mia sete
      tirata su dal pozzo dei miei sogni
      è il disegno
      tracciato su un raggio di sole

      ciò che ho scritto di noi è tutta verità
      è la tua grazia
      cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
      è la tua assenza
      quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
      è la mia gelosia
      quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
      è la mia felicità
      fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

      ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
      ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
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        Scritta da: Elisa Iacobellis
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Posso scrivere i versi...

        Posso scrivere i versi più tristi questa notte.

        Scrivere, ad esempio: La notte è stellata,
        e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.

        Il vento della notte gira nel cielo e canta.

        Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
        Io l'amai, e a volte anche lei mi amò.

        Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
        La baciai tante volte sotto il cielo infinito.

        Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
        Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

        Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
        Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.

        Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
        E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.

        Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
        La notte è stellata e lei non è con me.

        È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
        La mia anima non si rassegna ad averla perduta.

        Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

        La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
        Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.

        Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
        La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.

        D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei suoi baci.
        La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

        Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
        È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.

        Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
        la mia anima non si rassegna ad averla perduta.

        Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
        e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.
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          Scritta da: Elisa Iacobellis
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La canzone disperata

          Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
          Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.

          Abbandonato come i moli all'alba.
          È l'ora di partire, oh abbandonato!

          Sul mio cuore piovono fredde corolle.
          Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!

          In te si accumularono le guerre e i voli.
          Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.

          Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
          Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!

          Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
          L'ora dello stupore che ardeva come un faro.

          Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,
          torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!

          Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
          Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

          Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
          Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!

          Feci retrocedere la muraglia d'ombra,
          andai oltre il desiderio e l'atto.

          Oh carne, carne mia, donna che amai e persi,
          te, in quest'ora umida, evoco e canto.

          Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
          e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.

          Era la nera, nera solitudine delle isole,
          e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.

          Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
          Erano il dolore e le rovine, e tu f osti il miracolo.

          Ah donna, non so come hai potuto contenermi
          nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!

          Il mio desiderio di te fu il più terribile e corto,
          il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.

          Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
          ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.

          Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
          oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.

          Oh la copula pazza di speranza e di vigore
          in cui ci annodammo e ci disperammo.

          E, la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.
          E la parola appena incominciata sulle labbra.

          Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,
          e i n esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!

          Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
          che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.

          Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
          In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.

          Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.
          Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.

          Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,
          scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

          È l'ora di partire, la dura e fredda ora
          che la notte lega ad ogni orario.

          Il cinturone rumoroso dei mare cinge la costa.
          Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.

          Abbandonato come i moli nell'alba.
          Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.

          Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di ogni cosa.

          È l'ora di partire. Oh abbandonato!
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            Scritta da: Elisa Iacobellis
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ho pena delle stelle

            Ho pena delle stelle
            che brillano da tanto tempo,
            da tanto tempo...
            Ho pena delle stelle.

            Non ci sarà una stanchezza
            delle cose,
            di tutte le cose,
            come delle gambe o di un braccio?

            Una stanchezza di esistere,
            di essere,
            solo di essere,
            l'essere triste lume o un sorriso...

            Non ci sarà dunque,
            per le cose che sono,
            non la morte, bensì
            un'altra specie di fine,
            o una grande ragione:
            qualcosa così, come un perdono?
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              Scritta da: Elisa Iacobellis
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Per te amore mio

              Sono andato al mercato degli uccelli
              E ho comprato degli uccelli
              Per te
              amore mio
              Sono andato al mercato dei fiori
              E ho comprato dei fiori
              Per te
              amore mio
              Sono andato al mercato dei rottami
              E ho comprato catene
              Pesanti catene
              Per te
              amore mio
              Poi sono andato al mercato degli schiavi
              E ti ho cercata
              Ma senza trovarti
              amore mio.
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                Scritta da: Elisa Iacobellis
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Bimba bruna e agile

                Bimba bruna e agile, il sole che fa la frutta,
                quello che rassoda il grano, quello che piega le alghe,
                ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
                e la tua bocca che ha il sorriso dell'acqua.

                Un sole nero e ansioso ti si arrotola nei fili
                della nera capigliatura, quando stendi le braccia.
                Tu giochi col sole come un ruscello
                e lui ti lascia negli occhi due pozze oscure.

                Bimba bruna e agile, nulla mi avvicina a te.
                Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.
                Sei la delirante gioventù dell'ape,
                l'ebbrezza dell'onda, la forza della spiga.

                Il mio cuore cupo ti cerca, tuttavia,
                e amo il tuo corpo allegro, la tua voce sciolta e sottile.
                Farfalla bruna dolce e definitiva
                come il campo dì frumento e il sole, il papavero e l'acqua.
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                  Scritta da: Elisa Iacobellis
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Nel mio cielo al crepuscolo

                  Nel mio cielo al crepuscolo sei come una nube
                  e il tuo colore e la tua forma sono come li voglio.
                  Sei mia, sei mia, donna dalle dolci labbra,
                  e nella tua vita vivono i miei sogni infiniti.

                  La lampada della mia anima ti fa arrossare i piedi,
                  il mio aspro vino è più dolce sulle tue labbra:
                  oh mietitrice del mio canto serale,
                  quanto ti sentono mia i miei sogni solitari!
                  Sei mia, sei mia, vado gridando nella brezza
                  della sera, e il vento travolge la mia voce vedova.
                  Cacciatrice del fondo dei miei occhi, il tuo bottino
                  ristagna come l'acqua il tuo sguardo notturno.

                  Nella rete della mia musica sei prigioniera, amore mio,
                  e le mie reti di musica sono grandi come il cielo.
                  La mia anima nasce sulla sponda dei tuoi occhi di lutto.
                  Nei tuoi occhi di lutto inizia il paese del sogno.
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