Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Sotto la pioggia camminava la primavera

Sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
chiusa tra gli pneumatici i motori le stoffe le pelli
il mio cardiogramma era pessimo quel giorno
quel che si attende verrà in un'ora inattesa
verrà tutto da solo
senza condurre con sè
coloro che già partirono
suonavano il primo concerto di Ciajkowskj sotto la pioggia
salirai le scale senza di me
un garofano sta all'ultimo piano della casa al balcone
sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca
ti sei seduta di fronte a me non mi vedi
sorridi a una tristezza che fuma lontano
la primavera ti porta via da me ti conduce altrove
e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Arrivederci fratello mare

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare
    mi porto un po' della tua ghiaia
    un po' del tuo sale azzurro
    un po' della tua infinità
    e un pochino della tua luce
    e della tua infelicità.
    Ci hai saputo dir molte cose
    sul tuo destino di mare
    eccoci con un po' più di speranza
    eccoci con un po' più di saggezza
    e ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Angina pectoris

      Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore,
      l'altra metà sta in Cina
      nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
      E poi ogni mattina, dottore,
      ogni mattina all'alba
      il mio cuore lo fucilano in Grecia.
      E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
      quando gli ultimi passi si allontanano
      dall'infermeria
      il mio cuore se ne va, dottore,
      se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
      E poi sono dieci anni, dottore,
      che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
      niente altro che una mela
      una mela rossa, il mio cuore.
      È per tutto questo, dottore,
      e non per l'arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,
      che ho quest'angina pectoris.
      Guardo la notte attraverso le sbarre
      e malgrado tutti questi muri
      che mi pesano sul petto
      il mio cuore batte con la stella più lontana.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Se l'amore deve essermi negato

        Se l'amore deve essermi negato,
        perché il mattino spezza il suo cuore
        in canzoni, e perché questi sospiri
        che il vento del sud disperde
        tra le foglie appena spuntate ?

        Se l'amore deve essermi negato,
        perché porta la notte, in dolente
        silenzio, la pena delle stelle ?

        E perché questo folle cuore getta
        getta sconsideratamente la speranza
        su un mare la cui fine non conosce ?
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ma è il mio cuore amore mio

          I tuoi occhi m'interrogano tristi.
          Vorrebbero sapere i miei pensieri
          come la luna che scandaglia il mare.
          Dal principio alla fine ho denudato
          la mia vita davanti ai tuoi occhi,
          senza nulla celarti o trattenere.
          Ed è per questo che non mi conosci.
          Se fosse soltanto una gemma,
          la romperei in cento pezzi
          e con essi farei una catena
          da mettere attorno al tuo collo.
          Se fosse soltanto un fiore,
          rotondo e piccolo e dolce,
          lo coglierei dallo stelo
          per metterlo nei tuoi capelli.

          Ma è il mio cuore, mia diletta
          Dove sono le sue spiagge e il suo fondo ?
          Di questo regno tu ignori i confini
          e tuttavia sei la sua regina.
          Se fosse solo un momento di gioia
          fiorirebbe in un facile sorriso,
          lo potresti capire in un momento.
          Se fosse soltanto un dolore
          si scioglierebbe in limpide lacrime,
          rivelando il suo più intimo segreto
          senza dire una sola parola.
          Ma è il mio cuore, amore mio.
          Le sue gioie e i suoi dolori
          sono sconfinati, e infiniti
          i suoi desideri e le sue ricchezze.
          Ti è vicino come la tua stessa vita,
          ma non puoi conoscerlo interamente.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Non chiesi nulla

            Non chiesi nulla,
            solo mi fermai al limite
            del bosco, dietro un albero. Gli occhi dell'alba
            erano languidi,
            e la rugiada era ancora nell'aria.
            Il delicato profumo dell'erba bagnata
            indugiava nella nebbia
            sottile che avvolgeva
            la terra. Sotto un banano mungevi la mucca
            con le tue mani tenere,
            fresche come il burro.
            Io me ne stavo immobile.
            Non dissi una parola.
            Fu l'uccello che cantò,
            nascosto, dal cespuglio.
            L'albero di mango
            lasciava cadere i suoi fiori sulla strada del villaggio
            e le api venivano ronzando, a una a una.
            Dalla parte dello stagno
            il cancello del tempio
            di Shiva era aperto
            e un fedele aveva iniziato
            il suo canto.
            Con il secchio
            sulle ginocchia
            tu mungevi la mucca.
            Io rimasi con il mio secchio vuoto.
            Non ti venni vicino.
            Il cielo si destò al suono
            del gong del tempio.
            Gli zoccoli delle bestie
            che andavano al pascolo sollevavano la polvere
            della strada.
            Con le brocche piene
            posate sull'anca,
            le donne venivano
            dal fiume.
            I tuoi bracciali
            tintinnavano e la schiuma traboccava dal secchio.
            La mattina passò e io
            non ti venni vicino.
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