A lungo durerà il mio viaggio e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori del giorno, e proseguii il mio viaggio attraverso i deserti del mondo lasciai la mia traccia su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote che portano più vicino a te stesso; è con lo studio più arduo che si ottiene la semplicità d'una melodia.
Il viandante deve bussare a molte porte straniere per arrivare alla sua, e bisogna viaggiare per tutti i mondi esteriori per giungere infine al sacrario più segreto all'interno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano prima che li chiudessi dicendo: "Eccoti! "
Il grido e la domanda: "Dove? " si sciolgono nelle lacrime di mille fiumi e inondano il mondo con la certezza: " lo sono! "
Se il giorno è finito se gli uccelli non cantano più se il vento ormai stanco è cessato stendi su di me il velo dell'oscurità più fitta come hai avvolto la terra nella coltre del sonno e al tramonto teneramente hai chiuso i petali dei fiori appassiti del loto.
Prima che il suo viaggio finisca libera dalla vergogna e dalla povertà il viandante che ha la bisaccia vuota, le vesti lacere e polverose e ogni energia esaurita.
Rinnova la sua vita come un fiore sotto il mantello della tua dolce notte.
Sei fuori in questa notte burrascosa per il tuo viaggio d'amore, amico mio? Il cielo geme come chi è disperato. Non riesco a dormire questa notte. Ogni tanto apro la porta e guardo fuori nell'oscurità. Davanti a me non vedo nulla. Mi chiedo dove sia il tuo sentiero.
Da quale buia riva di nero fiume da quale lontano limitare di oscura selva per quali intricati abissi di tenebre stai camminando per venire da me amico mio?
O stolto, che cerchi di portare te stesso sulle tue spalle! Mendicante, che vieni a mendicare alla porta della tua casa!
Deponi ogni fardello in queste mani che tutto sanno sopportare, non voltarti mai indietro a guardare il passato, con rimpianto.
Il desiderio subito spegne la fiamma d'ogni lampada che sfiora. È empio - non prendere doni dalle sue mani impure. Accetta soltanto quello ch'è offerto dall'amore.
Nubi su nubi si addensano e si fa buio. Amore mio, perché mi lasci tutto solo sulla porta ad aspettarti?
Nei momenti più intensi del lavoro durante il giorno sto tra la gente ma in questo momento così buio e desolato solo in te posso sperare. Se non mi mostri il tuo volto se mi lasci qui in disparte non so come riuscirò a sopportare queste lunghe ore di pioggia.
Osservo in lontananza l'oscurità del cielo e il mio cuore gemendo vaga col vento inquieto.
E i bicchieri erano vuoti e la bottiglia in pezzi E il letto spalancato e la porta sprangata E tutte le stelle di vetro della bellezza e della gioia risplendevano nella polvere della camera spazzata male Ed io ubriaco morto ero un fuoco di gioia e tu ubriaca viva nuda nelle mie braccia.
A digiuno sperduta assiderata Tutta sola senza un soldo Ferma in piedi una ragazza Età sedici anni In Piace de la Concorde Il quindici agosto a mezzogiorno.
Lui ha messo Il caffè nella tazza Lui ha messo Il latte nel caffè Lui ha messo Lo zucchero nel caffellatte Ha girato Il cucchiaino Ha bevuto il caffellatte Ha posato la tazza Senza parlarmi S'è acceso Una sigaretta Ha fatto Dei cerchi di fumo Ha messo la cenere Nel portacenere Senza parlarmi Senza guardarmi S'è alzato S'è messo Sulla testa il cappello S'è messo L'impermeabile Perché pioveva E se n'è andato Sotto la pioggia Senza parlare Senza guardarmi, E io mi son presa La testa fra le mani E ho pianto.
Ricordati Barbara Pioveva senza tregua quel giorno su Brest E tu camminavi sorridente Raggiante rapita grondante Sotto la pioggia Ricordati Barbara Pioveva senza tregua su Brest E t'ho incontrata in rue de Siam Tu sorridevi E sorridevo anch'io Ricordati Barbara Tu che io non conoscevo Tu che non mi conoscevi Ricordati Ricordati comunque di quel giorno Non dimenticare Un uomo si riparava sotto un portico E ha gridato il tuo nome Barbara E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia Grondante rapita raggiante Gettandoti tra le sue braccia Ricordati di questo Barbara E non volermene se ti do del tu Io do del tu a tutti quelli che amo Anche se non li ho visti che una sola volta Io do del tu a tutti quelli che si amano Anche se non li conosco Ricordati Barbara Non dimenticare Questa pioggia buona e felice Sul tuo viso felice Su questa città felice Questa pioggia sul mare Sull'arsenale Sul battello d'Ouessant Oh Barbara Che cazzata la guerra E cosa sei diventata adesso Sotto questa pioggia di ferro Di fuoco acciaio sangue E lui che ti stringeva fra le braccia Amorosamente E forse morto disperso o invece Vive ancora Oh Barbara Piove senza tregua su Brest Come pioveva prima Ma non è più così e tutto si è guastato È una pioggia di morte desolata e crudele Non è nemmeno più bufera Di ferro acciaio sangue Ma solamente nuvole Che schiattano come cani Come cani che spariscono Seguendo la corrente su Brest E scappano lontano da Brest Dove non c'è più niente.