Filastrocche


Scritta da: Gaetano Toffali
in Poesie (Filastrocche)

Filastrocca degli animali

Filastrocca degli animali
Che sono tutti un poco speciali
Filastrocca un poco bambina
Che parla della loro pancina.

La mangusta quel che mangia se lo gusta

l'iguana quel che mangia se lo sbrana
La bertuccia il suo bere se lo ciuccia.

Il macaco trinca come un ubriaco

Il cardellino dopo pranzo fa il ruttino

Al fringuello scappa spesso un venticello

La gallina fa con calma una merdina
La lumaca corre a farsi una cacata

e la formica che si succhia anche le dita

Il culetto non se lo pulisce mica.
Composta martedì 13 aprile 2010
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    Scritta da: Naida Santacruz
    in Poesie (Filastrocche)

    Tavolozza

    Ho iniziato a disegnare.
    Ho iniziato a creare,
    dando vita ad un ranocchio.
    Lui, saltellava
    su e giù per il foglio
    e accidentalmente,
    si è infilato nel mio
    portafoglio.
    Ho guardato in tutti
    i taschini,
    tra le banconote
    ed i soldini,
    il furbacchione
    l'ho trovato tra le foto
    mie appiccicato.
    Uhaoo!
    È cambiato un
    bel uomo è diventato.
    Però, il cuore che scherzo
    gli ha giocato,
    con un pennello l'ho cancellato,
    ma il suo profumo ho indossato.
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      Scritta da: Gaetano Toffali
      in Poesie (Filastrocche)
      Scorre leggiadro il vino rosso
      mentre Marisa salta il fosso
      e nel ristorante suo preferito
      prepara leccornie a scottadito
      intanto Daniele col grembiulone
      prepara il tavolo alle persone
      che sono in fila bicchiere in mano
      presto versato dal buon Gaetano
      venghino gente alla nostra osteria
      si mangia si beve sia fa poesia.
      Composta martedì 16 marzo 2010
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        in Poesie (Filastrocche)

        Mille colori di fiori profumati

        Una canzone per Margherita

        Sogni di miei sogni,
        un desiderio di desideri
        sei così bella, provocante,
        che susciti in me passioni vere,
        con il tuo intenso profumo travolgi i miei sensi,
        e mi cresce la voglia di possederti.
        Il tuo calore brucia il mio viso,
        scalda le mie mani fredde,
        e la immensa fame di te mi fa esplodere,
        e finalmente sei mia!
        O quanto sei divina,
        amata, adorata,
        pizza mia
        margherita.

        ...

        Ancor non ho visto margherite sul campo,
        solo il mio cane a corazzare allegro
        uscendo da lungo tunnel dell'inverno,
        e tanta luce, tanta gioia,
        entra nella casa
        mentre in cucina Margherita
        sforna canticchiando
        una profumata passione bollente,
        una deliziosa pizza margherita
        della nuova primavera.
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          Scritta da: Cinzia Coppola
          in Poesie (Filastrocche)

          La leggenda delle zeppole di San Giuseppe

          La bottega era in fondo alla via,
          tutti quanti sapevano dove.
          Fa Giuseppe: "Adorata Maria,
          molto presto sarà il diciannove;

          vola il tempo, a gran passi s'appresta.
          Invitiamo qui a casa gli amici.
          È il mio nome, lo sai; la mia festa.
          Che ti pare, Marì? Che ne dici?"

          Alza gli occhi Maria dal ricamo,
          risplendenti di grazia divina.
          "Peppe mio, tu lo sai quanto t'amo,
          però sono un disastro, in cucina.

          Ti ricordi dell'ultima volta?
          Mi ci sono davvero impegnata,
          ma mi venne uno schifo, la torta,
          e alla fine l'abbiamo buttata.

          Ma stavolta andrà meglio, lo sento,
          lo vedrai: non ti dico di più.
          Voglio farti davvero contento,
          con il nostro figliolo Gesù!"

          E così ci provò. Poveretta,
          ben tre giorni passò a cucinare,
          ma non era una cuoca provetta
          (era molto più brava a pregare).

          Questa volta riuscì! Nella stanza
          in cui stava la Sacra Famiglia
          si diffuse una dolce fragranza.
          Che languore! Che gran meraviglia!

          Su un vassoio fan mostra di sé
          (beh, Maria, certe volte sei in vena!)
          Zeppoloni di pasta bignè
          ben guarniti di crema e amarena.

          San Giuseppe però storce il naso.
          "Moglie mia, chi può averti aiutato?
          Non mi dire che è frutto del caso;
          tu lo sai, la menzogna è peccato.

          E non fare quel viso contrito!
          Dai, sorridi, mia cara Maria:
          l'aiutante, l'ho bell'e capito,
          si nasconde costì, in casa mia.

          Vieni qua, figlio mio, fatti avanti.
          I miracoli son limitati,
          vanno usati per cose importanti;
          se li impieghi così, son sprecati!"

          Ma Gesù, ch'era ancora un bambino
          lo guardò con grandissimo amore,
          e gli disse: "Mio caro papino,
          stai facendo – perdona – un errore:

          questa zeppola dolce, squisita
          da gustare in un giorno di festa
          rende un poco migliore la vita:
          la magia quotidiana è anche questa.

          È un miracolo lieve, leggero;
          una semplice, morbida cosa,
          che anche al giorno più cupo e nero
          dà una piccola mano di rosa".

          Il papà sentì in gola un magone.
          "Caro figlio, non critico più.
          Su'sti zeppole hai proprio ragione:
          io sò Santo, ma tu sì Gesù!"
          Composta mercoledì 17 marzo 2010
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            Scritta da: SatiaMimi
            in Poesie (Filastrocche)

            Il pensiero

            Il pensiero della stella che si innalza
            il volare nei capelli che ti soffia
            il cantare e il gioire
            ma dicendo che si parla
            ma che faccio!
            Sto parlando
            la poesia sto cantando
            dicendo non risolvo
            parlando capisco
            io secondo
            parlando di me
            vincerò e cancellerò il passato.
            Composta venerdì 5 marzo 2010
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