Filastrocche


Scritta da: Geppi Santamato
in Poesie (Filastrocche)

La filo... strocca

Segui il filo con il dito
finché il libro sia finito.
Volta pagina con cura:
non far caso alla misura!
Non si sa da dove viene
e non importa dove va!
Quel che conta è chi lo tiene
e il suo corso seguirà...
Tra stupore e meraviglia,
prima è grosso, poi si assottiglia:
s'annoda, lega e si aggroviglia,
passa, cuce e si attorciglia.
Per me è un gomitolo o un pallone,
per te una ragnatela o un aquilone...
Basta avere un'opinione:
nessuno sbaglia, nessuno ha ragione.
Composta giovedì 2 ottobre 2008
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    Scritta da: Grazia
    in Poesie (Filastrocche)

    La poesia

    Come acqua di sorgente
    fresca zampilli dalla mia mente,

    piano piano diventi fiume...
    talvolta ti areni sulle dune...

    copiosa, poi, scende la pioggia
    e ti nutri di ogni sua goccia,

    per tornare impetuosa
    a travolgere ogni cosa.

    Quando al mare arrivi infine
    a dover mostrar le rime,

    il giudizio non temere
    pur sian alte le scogliere...

    và leggera figlia mia
    frutto sublime della fantasia!
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      Scritta da: WeaponX
      in Poesie (Filastrocche)

      Un nuovo colore

      Ricordi quel mio desiderio?
      Una sorta di delirio:
      "inventare un nuovo colore"
      per qualcosa come un fiore,
      per un oggetto inanimato
      che fosse poi anche ammirato,
      che avesse in sé un certo valore
      e che diffondesse un forte calore.
      Una sorta di novità
      che fosse nuova creatività
      e che potesse allietare
      al solo lieve osservare.
      Un desiderio certo curioso
      e per altri, alquanto ambizioso.
      Impossibile da immaginare
      e neppure riuscire a sognare.
      Un nuovo colore volevo inventare
      e lo scoprii solo imparando ad amare.
      Composta sabato 7 novembre 2009
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        Scritta da: DANA
        in Poesie (Filastrocche)

        Inverno

        Ed all'inverno riapro la porta
        Stupito mi chiede - sei sola stasera? -

        Gli dico - entra pure, ma non fare domande
        Lo sai non ti amo, preferisco l'estate-

        -Scusa stasera sono un po stanco,
        ho portato il peso del rimpianto-

        -Non mi interessa ciò che hai portato
        io ne ho da vendere, l'hai dimenticato? -

        Il cuore sussulta e bussa anche lui
        Una lacrima ride sporgendosi un poco
        a bagnare qualcuno ma solo per gioco

        -Una lacrima sola non bagna nessuno! _

        -e un cuore che balla senza una festa...
        Che storia è mai questa? -

        Guardando la luna
        che sembra sincera
        mi piace pensare
        sia l'occhio di Dio
        che mi sta a spiare.

        E allora lo prego
        nel modo mio strano

        -Ridammi la forza
        di stargli lontano-

        -Ridammi il sorriso
        ma non questo finto
        che uso di giorno
        che è solo dipinto-

        e riecco l'inverno che s'intromette
        -Dove posso scaldare le mie scarpette? -

        -non penserai tutta la stagione restare
        Io non ho nessuna voglia di gelare

        Io voglio amare tanto e di gusto
        Voglio scaldarmi con l'uomo giusto

        Credevo ci fosse... mi sbagliavo
        Di un vincolo unico si sentiva schiavo

        Ed all'inverno riapro la porta
        Ma per farlo uscire... perché io non son morta.
        Composta mercoledì 28 ottobre 2009
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          Scritta da: DANA
          in Poesie (Filastrocche)

          La gioia è cosa buffa

          Son le cose dei giorni semplici
          quelle vere a fare vita
          sono gli arrivi esultanti
          le partenze senza addii
          son pensieri vivi e freschi
          a far rider come matti
          son le idee dei bambini
          e le smorfie e i sorrisini
          a riprendere noi grandi
          cercando il tono più severo
          crescon quasi in un baleno
          poi ridiamo tutti quanti
          scopriranno forse un giorno
          che la gioia è cosa buffa
          prende il cuore inaspettata
          dell'età non san che fare
          mai spiegare
          non si deve
          il mistero della vita
          è sorpresa da gustare.
          Composta domenica 12 luglio 2009
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            Scritta da: Elisabetta
            in Poesie (Filastrocche)
            Se i libri fossero di torrone,
            ne leggerei uno a colazione.

            Se un libro fosse fatto di prosciutto,
            a mezzogiorno lo leggerei tutto.

            Se i libri fossero di marmellata,
            a merenda darei una ripassata.

            Se i libri fossero frutta candita,
            li sfoglierei leccandomi le dita.

            Se un libro fosse di burro e panna,
            lo leggerei prima della nanna.
            Composta sabato 25 luglio 2009
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              Scritta da: Elisabetta
              in Poesie (Filastrocche)

              Gli odori dei mestieri

              Io so gli odori dei mestieri:
              di noce moscata sanno i droghieri,
              sa d'olio la tuta dell'operaio,
              di farina il fornaio,
              sanno di terra i contadini,
              di vernice gli imbianchini,
              sul camice bianco del dottore
              di medicine c'è un buon odore.
              I fannulloni, strano però
              non sanno di nulla e puzzano un pò
              Composta venerdì 24 luglio 2009
              dal libro "Filastrocche Italiane" di
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