Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Sentimento II

Che tristezza, piuma cara,
senso vuoto del tuo stato!
Io ti vedo, mesta, amara,
nel tuo moto ormai fermato.
Già non soffia più quel vento
che spingeva te, leggera;
dopo un attimo s'è spento:
dopo un attimo è già sera.
Or ti vedo, ferma a terra,
sul cemento sporco e scuro:
non c'è pace, non c'è guerra,
solo un suolo nero e duro.
Non più bella, non al sole,
più nessuno che t'ammira;
che, passando, se non vuole,
non gl'importa, a te si gira.
Quell'ostacolo, l'hai preso,
che pensavi inesistente:
quello scoglio t'ha sorpreso,
t'ha colpito veramente.
Vomitevole esistenza,
ma bisogna andare avanti;
porre forte resistenza
contro i mali brutti e tanti.
Già l'hai fatto, anima triste,
vuota, mesta, amara e ferma;
non per sempre il buio insiste,
non per sempre in te s'afferma.
Simone Sabbatini
Composta lunedì 24 maggio 1999
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Percorso

    Dolcissimo incubo,
    sogno triste e pauroso:
    mi porti una strada di curve campestri,
    di teneri arbusti sudati dal sole,
    di petali allegri nel buio notturno.
    Un'auto – la guido! – la segue leggera,
    asseconda le curve volando, leggera,
    inconsistente ed eterea, leggera:
    oh fresca giornata d'estate!
    non sa dell'attrito.
    Ma la notte, no: nella notte
    l'asfalto costringe il suo moto,
    mi giro nel buio totale: son vivo,
    son solo, da solo. E soltanto
    così vedo gialli quei fiori.
    Non m'importa:
    sogno o angoscia, giorno o notte,
    del colore dell'estate o con il sangue mio versato,
    io ci proverò a seguirti, dolce strada:
    chissà dove arriverò.
    Simone Sabbatini
    Composta venerdì 13 ottobre 2000
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Insonnia

      Fa caldo stanotte: le tre
      ma proprio non riesco a dormire; fa caldo.
      Il sudore mi bagna le tempie,
      nel petto il mio sangue ribolle.
      Non dormo; non è tutto qui:
      c'è che dentro il mio cuore, frenetico
      lavora un mostro delicato,
      trasmette al cervello stranissimi impulsi.
      È un sentimento misto:
      rancore
      rabbia
      dolore
      spiacere
      tristezza
      angoscia
      dubbio.
      Mi manca qualcosa,
      non ho più la pace,
      non ho la certezza che solo un amico sa darti.
      E sei stato finora l'amico più stronzo,
      che tutto mi dava fuorché le certezze,
      ma adesso che non ci parliamo da un giorno
      capisco: per questo eri molto importante,
      per questo sei molto importante:
      non solum, sed etiam.
      Capisco che no, non viaggiamo su stesse frequenze,
      ma che l'amicizia è tutt'altro che questo.
      Per questo non dormo: ho cercato
      la sensazionalità dell'evento, scordando
      che tu non ti chiami Matteo.
      Sapendo che mai fileremo d'accordo
      - la tua prepotenza, il mio orgoglio
      vigliacco e permaloso,
      un po' geloso, un po' stupido, un po'
      dignitoso
      nel bene e nel male –,
      coscienti di questo
      cresceremo arricchiti.
      A questo io credo.
      Per questo so di poter dire che
      ti voglio bene.
      Simone Sabbatini
      Composta venerdì 25 agosto 2000
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Esperienza naturale

        Dall'alto di un muro scoglioso
        a picco sui flutti del mare
        sto qui, con la mente in silenzio,
        e i sensi in spontaneo stupore:
        non devo più chiudere gli occhi
        non devo cercare il silenzio
        non devo sforzarmi per niente:
        già volo coi bianchi gabbiani,
        sospeso da un vento violento,
        su schizzi di schiuma marina,
        su rocce giallastro-aranciate,
        su salde fiorite cactacee.
        E i flutti del cuore eccitato
        si fanno più intensi e maestosi;
        nell'animo i bianchi gabbiani
        mi lasciano senza respiro;
        la pietra salmastra degli occhi
        s'accende di fiori imponenti.
        Profumi, sapori e colori
        dal mare m'allagano il sangue
        e inebriano, intensi, la mente.
        O terra di Spagna, mia fonte di vita:
        tu parte del Mondo, emozione infinita!
        Simone Sabbatini
        Composta martedì 11 aprile 2000
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Zibaldone adriano

          Nessun poeta mai ci canterà
          Cosa c'è di molto strano
          se c'è una luce.
          per sentirci pienamente noi
          non c'è colpa e tu lo sai.
          Circondato da un deserto
          di quello che vorrei
          è matta la vita.
          Amica mia
          il sole adesso
          che per il freddo non sboccia mai
          si è nascosto dietro a un dito.
          Simone Sabbatini
          Composta mercoledì 1 marzo 2006
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