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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Il banco sulla strada

Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
tutte le strade che è possibile inventare
conducono in salita. C'è una chiave del mistero
come vipera in un masso: ad ogni angolo girato
il vento spira sempre contro, sassi e polvere negli occhi
e come un muro contro l'anima che guida i nostri passi.
Forse non ci credo quando parli del destino:
ma se giocassi la tua parte ti direi le stesse cose,
le regole son note, sceglierei le stesse carte.
Strategie un po' limitate, il rischio sempre alto
stratega non lo sono, provo solo a stare al passo.
Che poi il destino, più che il vento che confonde
cuori e picche, è l'istinto che ci fa scegliere il posto.
Più del mazzo guarda l'uomo e la partita
dove porta il giorno che sarà finita.
Di tutte le strade che è possibile evitare
il problema principale è di seguirne una soltanto.
Simone Sabbatini
Composta giovedì 15 luglio 2010
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    Scritta da: Simone Sabbatini

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    Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
    non c’è che un solo fiume, e l’ho chiamato tempo.
    L’ho visto poche volte perché vive sotto terra,
    ma so che è controvento. Lui non segue la corrente
    quasi mai; può sembrare indifferente, e se lo è
    non i sassi né il deserto son capaci di saperlo.
    Cose grandi della gente sono melma rovinata,
    come legni infradiciati grandi cose nella mente
    date al mare, che qualcuno ha detto aria, qualcun altro
    dice che scherzava. Ma qualche confusione, come briciola
    provoca alluvioni, la roccia s’impaluda. L’acqua
    s’insinua in ogni crepa, forse arriva, forse
    s’asciuga in superficie.
    Simone Sabbatini
    Composta venerdì 25 giugno 2010
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Deriva

      Nei deserti di fuoco del mio rosso rosso cuore
      non ci sono, questo è vero, grandi scogli cui aggrapparsi.
      Ciò non vuole certo dire che non si vede il mare:
      c'è una barca sgangherata ed io lì sopra a sballottare,
      non ho vela, non ho i remi, e i flutti spruzzano la vita
      sulla pelle. Fan marcire il legno ad ogni botta
      che mi spezza un altro pezzo. Ho sonno e mi masturbo.
      Simone Sabbatini
      Composta mercoledì 23 giugno 2010
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Abitudine

        Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore:
        e la città coi suoi dedali tentacoli,
        folle amplesso di agi e amenità,
        sta già assediando la semiurbanità.
        Oggi smetto e non so come si fa
        tenere un passo che non sia sbagliato:
        per ogni nuova bellezza marcio e vedo
        nuove rovine crepitare sotto il sole.
        Oggi smetto domani chi lo sa.
        Simone Sabbatini
        Composta venerdì 25 giugno 2010
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Sogno o destino

          Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
          non mi potrai svegliare dal mio sogno della vita,
          mai nemmeno dopo avermi conosciuto, e aver capito
          che non sento io le tue campane, o esserti chiesto
          se sei tu che invece non hai più galline. Ma chissà
          forse più semplicemente non si può.

          C'è concesso solo un giro sulla nave dei ricordi,
          non si vede ma si sa dov'è il giardino dei fantasmi
          seppellito in fondo al mare. L'importante è non uscire dai binari:
          forse allora riuscirei ad aprire gli occhi pochi istanti, uno soltanto
          per vederti. Ma ho paura a deragliare, tra le rocce c'è una crepa
          penso sempre di cadere o peggio ancora di volare.
          Simone Sabbatini
          Composta sabato 22 ottobre 2005
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            Scritta da: Simone Sabbatini

            Fiori

            Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
            cosa rimane di una giornata di merda?
            Forse solo il mio carattere e le sue pieghe delicate,
            merda sopra ad ogni cosa – sogni sassi e ispirazione.
            Solamente il mio carattere e le sue pieghe dolorose
            tanta merda a fermentare e fomentare nuovi inizi.
            Simone Sabbatini
            Composta lunedì 5 settembre 2005
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              Scritta da: Simone Sabbatini

              Pulsazioni

              Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
              c'è un problema e sono i gatti che si ostinano a morire,
              e i padroni che s'ingegnano e gli danno un nuovo nome.
              C'è un dottore e niente galli dove il Sole va a dormire:
              non è dato di sapere, ma tra i cretti corre un'eco
              il sonno è stanco e fa fatica, troppi raggi da legare.
              C'è un amico sconosciuto dentro quel furgone giallo
              corro sopra le sue tracce ancora calde sull'asfalto,
              ma la faccia sullo specchio non s'addice troppo bene
              alla mimica del braccio tra la leva e il poggiatesta.
              Poi di colpo s'impazzisce: questa notte subitanea
              è fatta a pezzi di dolore e malinconico disprezzo.
              Pazzesca la bufera impazza su impazziti tergi-vetri,
              spruzza e vomita e rimpiazza ciò che smezza, e caro è il prezzo
              d'ogni tessera spezzata in questo puzzle. La tempesta
              ancora spazza via ogni cosa da spiazzati frangi-nebbia.
              Anche le stelle come briciole sprizzata ormai la gioia,
              resta solo uno scocciare di cristalli sotto i piedi
              di chi ha stretto troppo il pugno con la bocca un po' frizzante,
              e oramai non cambia niente...
              Simone Sabbatini
              Composta domenica 11 luglio 2010
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                Scritta da: Simone Sabbatini

                Reali intimità

                Il movimento sforza pensieri e addominali,
                che si contraggono al ritmo che nell'aria
                sta originando quest'allegra disco music.
                E intanto l'anima prega il nome di Maria.

                Mentre nuoto in questa vasca coperta
                giro la testa per riuscire a respirare,
                e intravedo oltre la palpebra socchiusa
                tra gli sbuffi gli schizzi gli spruzzi
                ed i raggi di sole alla sera
                la schiuma bianca che inonda ricordi sogni e fobie.
                E intanto il vento suona forte l'inquietudine
                dell'ombra che s'avanza sempre prima del tramonto
                e sempre prima dell'inverno
                che il mio cuore già si sforza a sopportare:
                sotto le nuvole il mio mare è già in tempesta.

                Poi mi abbronzo nella luce delle stelle
                e perdo dita per i morsi di famelici piraña:
                il sangue sparso attira squali – vedo già la prima pinna.
                Non c'è tempo di fuggire, è un tempo strano
                fatto solo per dormire. Son già sveglio, ed è un bel posto
                m'incammino e non so più se lo conosco, se è reale
                quella pietra nel tramonto ha un non so che di familiare.

                Comincia il sogno della veglia partorito
                in quali sonni, in quali letti, con che ali.
                Simone Sabbatini
                Composta venerdì 25 giugno 2010
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                  Scritta da: Simone Sabbatini

                  Senza tempo

                  Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
                  vo' cercando cristalli di tempo dove vedere
                  piovere stelle lontane sul mio prossimo cielo di paglia.
                  Ma la pietra spesso scivola e la nebbia s'infittisce
                  o forse sento un gran dolore e tutto intorno sembra uguale
                  forse è la vita, solo la vita che me lo fa credere.

                  Vado a caccia di zanzare chiuse dentro a gemme d'ambra
                  goccia il tempo, trasparente, dentro a fossili ibernati
                  e potrei scorgere stelle come diamanti nevicare,
                  cadere giù sul mio povero cielo di paglia.
                  Ma la roccia è troppo irta, non riesco a camminare
                  cosa sono queste sbarre, un'illusione? Dove scelgo di restare
                  anche se non c'è custode e c'è la chiave.

                  Tra tante pietre ci sarà qualche granello, prima o poi,
                  per riempire la mia clessidra vuota? Mi piacerebbe proprio
                  vedere la nube di stelle cadere,
                  tuonare immensa sul mio piccolo cielo di paglia.
                  Simone Sabbatini
                  Composta mercoledì 7 settembre 2005
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                    Scritta da: Simone Sabbatini

                    Cambiamenti climatici

                    Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
                    non è facile capire se fa bello o brutto tempo:
                    si vedono le nuvole ma hanno mille e più colori
                    mentre il vento spira sempre da ogni dimensione
                    del presente. La pioggia poi non bagna,
                    senti solo il suo rumore sulla pelle.
                    Ogni giorno una sorpresa, ogni istante meraviglia
                    e spavento. Incertezza, ogni istinto t'assomiglia.
                    Simone Sabbatini
                    Composta venerdì 25 giugno 2010
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