Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

MUTARE

La vita di tutti, persone ed oggetti,
la vita di piante, animali, di tutto,
di quello che noi tutti i giorni vediamo,
consiste in un lento, incessante cambiare:
perché in ogni istante cresciamo, invecchiamo,
perché la natura fa sempre il suo corso,
perché poi nessuno lo sa fino in fondo.
Tu dici una frase, ma poi non t'accorgi
che quello che c'era all'inizio è cambiato,
mutato, non è come prima, non vedi?
Il sole, la luce, le nuvole, l'aria,
l'età, quella stella, il granello di sabbia,
di polvere, e molte altre cose non sono
né più mai saranno quel che sono state.
Vantaggio o svantaggio, dipende dai fatti,
se poi lo svantaggio si può definire.
Non voglio dar contro a chi vola davvero,
più su, né dar contro a nessuna parola:
"Cos'è ciò ch'è stato? Ciò che poi sarà.
Cos'è ch'è accaduto? Ciò che t'accadrà.
Non v'è sotto il sole qualcosa di nuovo,
ché tutto esisteva già prima dell'uomo."
Simone Sabbatini
Composta mercoledì 24 febbraio 1999
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Simone Sabbatini

    Permettete una domanda?

    Sapete voi dirmi, grandiosi scienziati,
    studiosi di quello ch'avviene in natura,
    geniali inventori di buoni rimedi,
    o d'armi cattive da fine del mondo,
    sapete voi dirmi, con calcoli astrusi,
    con anni di conti e di formule strane,
    vi chiedo, sapete cos'è più veloce:
    la luce che mai non è stata raggiunta,
    che ancora dà dubbi di moto e natura;
    il tempo, che varia secondo il momento,
    che scorre a partire da dentro di nöi;
    la mente, che mentre tu dici una cosa,
    già cento ne pensa, e non v'è chi la fermi?
    E mentre cercate la giusta risposta
    gettate un'occhiata ad un raggio di sole,
    che gira in un'ora che dura un minuto,
    nel quale i pensieri si fanno a milioni.
    Simone Sabbatini
    Composta lunedì 23 agosto 1999
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Simone Sabbatini

      UOMO

      Investito da piccole gocciole
      bombardato cammino veloce.
      Questo suolo di spagna mi bagna
      di tantissime tiepide lacrime.
      Macroscopiche inutili ondate
      microscopica pioggia mi portano.
      Questo cielo trasmette apatia,
      questo vento mi porta già via.
      Razza umana, d'ominidi vani,
      vanità del lamento vi porta.
      Coinvolgente, e non poco, lo ammetto,
      ora prende anche me, che son io,
      che non posso più esistere io,
      che oramai non c'è più modo mio.
      Simone Sabbatini
      Composta domenica 2 aprile 2000
      Vota la poesia: Commenta
        Questo sito contribuisce alla audience di