Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Quando il vento sposta gli aghi e le stelle

Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore,
il cielo appena grigio all'orizzonte più lontano,
mi son svegliato e c'era gente. Tanta gente
conosciuta ma divisa, quasi simiglianza
in blocco ripescata, ma di vista, tra i ricordi.
Indifferente come il gatto al topo morto
mi teneva sotto tiro. Indifferente mi sono mascherato
per fuggire. E c'era un traffico notevole
- nelle ore di gelo si rincorrono luci e lampeggianti,
ventate e rumori, rossi e verdi a non finire
come un fiume che va al mare, o che vorrebbe,
imprecando per il caldo e questa gente che si muove
sempre troppo o troppo poco; e che temevo
mi potesse ritrovare. Poi imprecando se si muore.
Ma sapevo (credo) che la coda distratta
è sempre vigile, e tutto è stato calcolato. Strade nuove,
vie sbagliate, ma imboccate contromano
- sono io con un cucchiaio dentro il culo?
Mi son perso, come sempre: so che questo
brullo colle per ognuno è il Monte del Mai,
mentre scendo e la pianura s'avvicina, ch'è chiamata
Mare del Sempre – salato e asciutto. Tutto il resto resta ignoto.
Lacrime che cadono sulla stessa pietra
davanti a quel palazzo che non voglio più vedere,
e sono mio malgrado sempre lì. Forza è ora di tornare:
ecco lo sterro non tracciato, sulla carta non si vede,
ma conosco ogni pietruzza del sentiero del mio cuore.
Il cielo è già rovente sul mio prossimo orizzonte, la gente
mi prende a braccia aperte, sincera ed affettuosa,
ed io non so se son cambiati, se son io che sono sveglio,
ma sento crescere qualcosa di più forte che il percorso,
che la vita e che la morte: ad uno ad uno già li amo.
Simone Sabbatini
Composta venerdì 25 giugno 2010
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Inaudita

    Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
    è impossibile combattere la guerra del domani
    da eroe (valoroso senzatempo).
    Ci sono giorni di pace, e poi giorni difficili
    dove la guerra passa e tutto tace.
    Scorre silenziosa sotto i piedi, non lo dice:
    tra le maglie dell’asfalto e le rovine
    sarebbe confortante anche lo scoppio di una bomba. Invece
    confondere le idee è la mia arma di riserva:
    la nebbia nucleare che mi implode dentro il cuore.
    Il solo modo che conosco per nuotare senza mare.
    Simone Sabbatini
    Composta mercoledì 8 febbraio 2006
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Il banco sulla strada

      Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
      tutte le strade che è possibile inventare
      conducono in salita. C'è una chiave del mistero
      come vipera in un masso: ad ogni angolo girato
      il vento spira sempre contro, sassi e polvere negli occhi
      e come un muro contro l'anima che guida i nostri passi.
      Forse non ci credo quando parli del destino:
      ma se giocassi la tua parte ti direi le stesse cose,
      le regole son note, sceglierei le stesse carte.
      Strategie un po' limitate, il rischio sempre alto
      stratega non lo sono, provo solo a stare al passo.
      Che poi il destino, più che il vento che confonde
      cuori e picche, è l'istinto che ci fa scegliere il posto.
      Più del mazzo guarda l'uomo e la partita
      dove porta il giorno che sarà finita.
      Di tutte le strade che è possibile evitare
      il problema principale è di seguirne una soltanto.
      Simone Sabbatini
      Composta giovedì 15 luglio 2010
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Filtro

        Nei deserti di pietra del mio rosso rosso cuore
        non c’è che un solo fiume, e l’ho chiamato tempo.
        L’ho visto poche volte perché vive sotto terra,
        ma so che è controvento. Lui non segue la corrente
        quasi mai; può sembrare indifferente, e se lo è
        non i sassi né il deserto son capaci di saperlo.
        Cose grandi della gente sono melma rovinata,
        come legni infradiciati grandi cose nella mente
        date al mare, che qualcuno ha detto aria, qualcun altro
        dice che scherzava. Ma qualche confusione, come briciola
        provoca alluvioni, la roccia s’impaluda. L’acqua
        s’insinua in ogni crepa, forse arriva, forse
        s’asciuga in superficie.
        Simone Sabbatini
        Composta venerdì 25 giugno 2010
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Deriva

          Nei deserti di fuoco del mio rosso rosso cuore
          non ci sono, questo è vero, grandi scogli cui aggrapparsi.
          Ciò non vuole certo dire che non si vede il mare:
          c'è una barca sgangherata ed io lì sopra a sballottare,
          non ho vela, non ho i remi, e i flutti spruzzano la vita
          sulla pelle. Fan marcire il legno ad ogni botta
          che mi spezza un altro pezzo. Ho sonno e mi masturbo.
          Simone Sabbatini
          Composta mercoledì 23 giugno 2010
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