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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Dolce signora bionda

T'ho incontrata che avevi ottant'anni
e negli occhi un riflesso un po' stanco.
Ma se tu non mi avessi fermato
t'avrei visto? Avrei fatto in tempo?
Tempo che temo, Tempo che corro
che voglio far mio e mi diventa nemico.
E si corre la vita, e si vedono vite
sfumarci alla coda degli occhi.
Un'ora di spesa passata alla coop
bastoncini congelati di pesce
nelle buste. Un sabato fuggente
da riempire con altro nel sole
a novembre che obliquamente muore.
E quant'altro e cos'altro, e il mio passo
normale, e le tue strane parole
che graffiano intorno e feriscono il cuore,
poi nascono dentro e lo fanno fiorire.
Ma forse è soltanto che avevi ragione
e comunque la cosa più grave
è stata fermarmi soltanto un momento
e riandare. E non chiederti niente
sapere che cosa hai rincorso
conoscere il tuo grande rimorso.
Non chiederti e non ascoltare.
Simone Sabbatini
Composta domenica 13 novembre 2005
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Che c'è?

    C'è di più:
    di quello che faccio e non devo,
    di quel che non fo e che dovrei,
    c'è di più;
    di tanti pensieri sbagliati,
    di tanti peccati nascosti,
    di più:
    perfino dei miei sentimenti,
    perfino di grandi emozioni,
    di più:
    di più della gioia, di più della vita,
    di più di lavoro e fatica.
    Simone Sabbatini
    Composta sabato 10 giugno 2000
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      E continuo a sentirmi così

      Il pensiero delle cose che ci separano da Dio è a volte l'unico
      [laccio a dividerci davvero.
      La mia mente ed il mio cuore sono pieni di sporcizia:
      sarà per questo che non distinguo nettamente i passi chiari da
      [quelli bui,
      la luce che li cambia e si trasforma.
      Non fatemi diventare pure una Bestemmia, adesso. Abominio [davanti a Dio
      abominio che spesso prendiamo in mano, come un faro [all'approdo della vita
      da puntare contro la sua faccia. Torcia dalle pile scariche.
      Chissà se questa partita a scacchi
      riuscirebbe meglio, o perderò comunque.
      Abominio anche senza bestemmiare, amore pure senza meritare
      o meditare
      il bambino nella notte ha lo Spirito che lo culla,
      nella bufera del mare lo coccola una dolce Parola,
      gli angeli gridano al mattino per svegliarlo
      cantano, parlano, qualcuno a volte russa
      luccicano e lo accompagnano col frastuono della loro forte [musica.
      La vita avanza come un'onda tra conforto sicurezza stordimento e
      [delusione...
      Simone Sabbatini
      Composta mercoledì 4 febbraio 2009
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        L'isola

        Sono già da troppi giorni su quest'isola deserta:
        con le palme, spiagge bianche e un mare tutto trasparente.
        Sotto il sole che mi abbronza e questa bella brezza fresca
        che mi porta sogni sassi e vecchie storie senza tempo.
        Ma tra un po' cadrà la pioggia in questa landa di calore:
        bagnerà pure le onde il vento il sole e farà tutto
        rilassante forte vivo e trasparente come olio.
        E comunque sarà uguale, la mia isola per sempre.
        È la notte che mi accoglie senza chiedermi un tributo:
        ogni luce se n'è andata, ogni dolore ormai s'è spento.
        Nel silenzio trasportato dal rimbombo delle onde
        lascio liberi i miei sogni dalle sbarre della vita.
        Presto arriva un'alba nuova, ed è un colore profumato:
        non un bianco veritiero, sa di cose inesistenti.
        Già la pioggia gira a neve, già ha coperto il cielo intero,
        gira gira, e giro anch'io, chissà non trovi compagnia.
        Simone Sabbatini
        Composta venerdì 15 aprile 2005
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Banco ortofrutta

          Tra i carrelli e le bilance
          Soldi plastica e cassieri
          Siamo tutti messi in fila
          Merce esposta da comprare.
          Siamo tanti e colorati
          Appetibili, evidenti.
          Molto sani, pure troppo,
          dal sapore un po' uniforme.
          Noi non litighiamo mai:
          ci sappiamo amalgamare,
          convivendo civilmente
          sorridendo delle nostre
          così simili apparenze.
          I finocchi in bella mostra,
          messi accanto ai cetrioli
          hanno in petto le banane.
          Con le spalle a mele e pere
          E ben lontano dai meloni.
          Le patate, le più belle,
          varie forme e varietà
          ben visibili da tutti,
          anche carciofi e mortadelle,
          pomodori e baccalà.
          In risposta, tutti in fila,
          bei salami ben disposti
          di sapori assai diversi
          tutti d'alta qualità.
          Si confondono davanti
          Agli scaffali di prosciutti
          Freschi dolci o affumicati.
          Anche i marroni, stuzzicati,
          sempre pronti a far venire
          gente d'ogni portafoglio.
          Chi è rimasto immenzionato?
          Qualche zucca, piena e vuota,
          qualche frutto tropicale.
          Qui ce n'è per tutti i gusti,
          coi prodotti di natura
          il carosello artificiale.
          Simone Sabbatini
          Composta sabato 24 giugno 2006
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            Scritta da: Simone Sabbatini

            Cosa sono

            E io invece muto, muto, muto
            muto come un pesce in un oceano di parole,
            come il giorno, al tramonto oppure all'alba,
            come fossero vicini,
            cosa sono nel mio cuore? E nella mente?
            Cosa sono le mie idee, dentro al mio ventre?
            Cosa sono nel mio cuore? E dove vado?
            Vado dove non c'è estate, né orologio
            per dormire, vado dove sono bello o brutto,
            e digerire. Bere perdere sognare
            e non morire.
            Simone Sabbatini
            Composta martedì 18 settembre 2007
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              Scritta da: Simone Sabbatini

              Stupido

              Stupido:
              non più grande nelle mie follie,
              né forte con le mie manie.
              Non più povero di fantasie
              né vuoto di idee.
              Senza più dolore da sfogare sugli amici,
              e l'incomprensibile che li rende inutili.
              E le sofferenze da fissare sui fogli,
              e le giustificazioni e false scuse a questo stato:
              per stasera solo
              stupido.
              Simone Sabbatini
              Composta giovedì 22 maggio 2003
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