Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Tictac, tictac, tictac

E intanto muore qualche punto esclamativo,
coperto dal rumore dei rintocchi e di campane
la vita e il tempo, cause d'arte, chissà quanto casuali.
Ti guardi intorno e smetti, rassegnato e un po' impaurito:
brusio interiore di molteplici interrogativi
la vita.

Arte e stagioni, nebbia di dubbi e d'ambigui perché;
caso mai per caso, punti di sfogo, nascondimenti
di chissà quanti altri mali, quali essenze,
chissà quali e poi chi c'è.
Simone Sabbatini
Composta lunedì 24 settembre 2007
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Polvere (trasparente)

    Troppo complessa è la vita:
    come dire di cosa sia fatta?
    Non so.
    Non sono più certo di niente,
    ma questo non è più un problema;
    e forse l'errore più grande
    è cercare fiducia dagli altri.
    E ora gioco la nostra partita,
    ma non so di che gioco si tratta:
    non ho amici, nemici, né un ruolo,
    ma di certo qualcosa farò.
    So soltanto che tutto è parziale,
    e ogni tutto non si può spiegar tutto;
    sia che poi tu stia bene o stia male
    tutto cambia, e diventa più uguale.
    Silenzio nelle stanze del cervello;
    forse solo un rubinetto che goccia,
    un ricordo di rabbia e paura,
    d'angoscia e di istinto ribelle,
    che il sonno e la chimica del corpo
    ha assopito in innocua memoria.
    Ma ci sarà presto un risveglio, e
    senza sapere se a torto o a ragione,
    ci sarà, questo è certo, poesia.
    Simone Sabbatini
    Composta mercoledì 23 agosto 2000
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Macchie di cristallo

      La fede è un dono prezioso
      brillante nella notte più assoluta;
      ma, Signore, tu che l'hai lasciata all'Uomo
      credevi davvero potesse restar pura?

      C'è chi l'ha sporcata con la legge,
      Verità sacrificata all'apparenza,
      fatta grido per soffocare il cuore
      svuotare l'anima e affogarvi anche il Tuo nome.
      Ci sono fedi sporche di lavoro
      assoggettate ad un ritorno personale
      molto concrete, fedi di poco spirito.
      Molte altre sono sporche d'ignoranza
      abbarbicate alla superstizione
      occhi offuscati davanti al vero.
      Altre invece sporche solo di sapienza
      arroganza di sentirsi superiore
      e giudicare.
      Ci son macchie d'ogni tipo,
      d'ogni grado di colore:
      esibizione
      copertura
      alibi
      aridità
      acidità
      sesso
      ideologia
      ipocrisia
      pura teoria a cui la vita non sta dietro.

      Ed io? Se gioco mi sporco volentieri.
      Forse non è come volevo: per tenerla pulita
      da tutto
      l'ho messa dietro a un vetro.
      Ma il cristallo del timore spesso è immerso in mille tinte
      per farlo trasparente,
      forse meglio romperlo...

      Signore, tu sei Vita!
      Io un piccolo essere
      che ha sporcato la sua fede con le macchie della vita.
      Simone Sabbatini
      Composta martedì 4 maggio 2010
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        LABIRINTICHE DISTANZE

        Parole maturate nella mente:
        pensieri digeriti dentro al cuore.
        Signore: sbaglio tutti i giorni,
        non so mai regolarmi
        non so come spiegarmi
        ma so che sai già tutto.
        Signore: in un turbine d'egoismo,
        in un vortice d'ipocrisia,
        tra pensieri, parole, ed azioni sbagliate,
        confuso ti chiedo perdono.
        Mi perdo, ho bisogno d'aiuto,
        del tuo.
        Signore: ed io? Quanta la mia ipocrisia?
        l'egoismo, il peccato, il mio male?
        Fino a dove arriverò?
        fino a dove sarà chiuso, sarà duro questo cuore?
        Signore: quanto è lontano,
        quanto sono lontano dal Regno dei Cieli?
        Simone Sabbatini
        Composta sabato 14 ottobre 2000
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