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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Peggio l'amore

Scrutando a lungo nella nebbia
per cercare di vedere dove andasse la mia strada
noncurante degli inciampi del presente
mi sono convinto
di essere diventato cieco.
Vorrei dovrei potrei riprendere a marciare
semplicemente continuare, accelerare.
Ma quest'aria al tramonto
quest'odore d'intorno...
e se ci fossero fantasmi vampiri licantropi
freddo e sudore
silenzio e mancanza d'amore
o peggio, l'amore?
Rumore, pioggia d'ardore...
Non trovo l'ardire
o non m'accorgo, che è uguale.
Son cieco, è normale.
Simone Sabbatini
Composta giovedì 9 aprile 2009
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Che bella giornata!

    Le gocce che piovono fitte
    cadendo scoppiettano a terra,
    tintinnano allegre tra loro.
    Pozzanghere nascono svelte
    tra i dossi di strade scoscese,
    sorridono cerchi perfetti.
    Rimbomba il dispetto d'un lampo,
    gioiosa s'accende una nube,
    percorre un tremore la terra.
    Il vento attraversa le nubi,
    poi passa attraverso le gocce,
    un brivido porta al mio cuore.
    Simone Sabbatini
    Composta martedì 21 settembre 1999
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Getto

      È tempo di bilanci questo tempo maledetto:
      è tempo di tempesta e scritte tutte in rosso.
      E piove la galera che ho fatto col mio umore
      piovono memorie che ho lasciato nel cortile
      e tutto il mio parlare, piove tutto dal mio cuore.
      Dal mio ventre piangono lacrime e sudore,
      quello che ho vissuto è la mia solita invenzione
      e mi dico un'altra volta che ho imparato la lezione.
      Guido senza meta non sapendo di guidare
      me la godo tutto solo per la rabbia di godere
      vado avanti all'infinito e non accade quel che accade,
      vivo tutto il mio dolore.
      Simone Sabbatini
      Composta domenica 16 maggio 2010
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Siamo tutti fratelli

        Siamo tutti fratelli:
        stringiamo tra le dita
        i capezzoli in fumo di nostra madre,
        come cappelle di fuoco e cenere
        per scongiurare contatti sbagliati
        - solo che qui non c'è politico a raccontare
        che ne abbiamo bisogno, non c'è militare
        che copra la nostra paura d'amare.
        Fratelli unici,
        poteri virili contro le nuvole,
        le mani costringono falli bagnati
        a non volare - sono nostri, e i nostri padri;
        sono scatole per l'anima,
        muri infrangibili sui nostri cuori.
        Parole prudenti non s'allontanano
        dai nostri denti, dal nostro corpo
        non si sbilanciano atteggiamenti: tutto
        è un profilattico sui nostri sensi.
        Cartelli onirici di sicurezza,
        possiamo scegliere se usarli e come,
        ma spesso li abbiamo per abitudine, e non ci chiediamo
        s'è più importante una protezione.
        Nessun pericolo da far passare, nessun rumore,
        nessuna luce né novità:
        niente di niente fuori uscirà.
        Ma il sentimento è fiera feroce,
        sta zitto ma cova una caccia, dilaga
        cercando nei cuori una preda.
        Simone Sabbatini
        Composta giovedì 20 luglio 2006
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          Scritta da: Simone Sabbatini

          Camminando

          La picciona emaciata si bagna nel Mugnone
          nella cappa d'un pomeriggio marzolino.
          Un maschio su di un sasso la corteggia
          s'impegna tanto, dando tutto quel che può.
          Lei non resiste, nemmeno se n'accorge,
          e non le interessa. Lui comunque resta
          sul suo sasso e insiste, ma senza muoversi di lì.
          Una ventata storta non muove l'aria
          sfiora la gonna d'una zingara al semaforo.
          Sbatte la porta d'una signora sola
          la vecchia starnutisce pensieri appesi al cuore.
          Volano gli appunti di studenti ritardati,
          e il polline dei pioppi tra bandiere arcobaleno.
          La foglia vola secca chissà dove, via di qua,
          la cravatta verde su un'orrenda giacca blu.
          Simone Sabbatini
          Composta venerdì 30 maggio 2003
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            Scritta da: Simone Sabbatini

            Tentativi di sole

            Tentativi di sole
            sogni, musica e parole
            in questa vita che piove
            da sempre.
            O finalmente, dopo mesi
            le prime gocce cadono
            timide quasi, come impaurite,
            e la terra, insabbiata, reagisce:
            che qui,
            in terrazza come sono in fondo al mare,
            tutto brulica di granchietti
            che si nascondono veloci
            - quantomai feroci! –
            Scrosciano tramonti.
            Simone Sabbatini
            Composta venerdì 31 agosto 2001
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