Scritta da: Marta Emme

La ginestra

Dal viaggio tornavi contento.
Mi portasti la ginestra,
così di giallo splendente
e come di Sole inondata
e indorata e profumata
del selvaggio limitar del bosco
ove crescea frugale
tra sassi e sterpi,
da far meraviglia.
E un gesto 'sì premuroso
rendevan le stazzonate vesti,
ancor provate dalla raccolta,
lucenti e preziose,
tanto eran di grazia ricolme
mentre mi porgevi
quel gioiello assoluto.
Or troneggia nella stanza
la natura,
che rivela con te
la sua grande anima.
Marta Emme
Composta sabato 28 giugno 2014
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    Scritta da: Marta Emme

    Così profondamente

    Quando il destino
    vuole farti beffa,
    mostrerai che pure mesta
    si può tenere testa
    a quel che è ostile
    e allor ti pesta.
    La risposta è nel candore
    che nel cosmo fa furore,
    giacché la vita che contiene
    è pur lo scopo che sostiene
    l'armonioso muover insieme
    che agli astri attiene.
    Così non è un particolare
    se più in alto
    andrai a guardare,
    anima stellare,
    nell'intento di realizzare
    tutto il bene che puoi dare.
    Marta Emme
    Composta venerdì 27 giugno 2014
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      Scritta da: Marta Emme

      Disincanto

      Dunque era vero l'inganno.
      Per questo sapevo
      che amarti più non potevo:
      in un attimo mi ricredevo...
      e crudo un dolore
      dritto colpiva nel cuore.
      Pur avvilita, pur piegata
      in un profondo torpore,
      non avrei portato rancore
      che bello splendevi nel Sole,
      irreale emblema d'amore.
      A te conduceva il motore, ° (cuore)
      così ardente
      che a tutte le cose infondeva calore.
      Ma ora si dissolve la nebbia
      e chiara diventa la direzione
      da impartire al timone
      della mia imbarcazione,
      nel cammino* (esistenza)
      di ricerca ed esplorazione
      che muta col tempo
      e con la stagione.
      E non conosce
      villana prigione,
      perché è tal la visione
      quando si ama
      con cuor di leone.
      Marta Emme
      Composta sabato 21 giugno 2014
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        Scritta da: Marta Emme

        Siam polvere di stelle

        Fin da piccolino iniziava il cammino:
        ogni sasso, ogni buca
        che incontravi sul selciato
        a dura prova metteva il tuo operato.
        Tutto era parte di un costrutto
        di cui coglievi sempre il frutto,
        ora bello ora brutto,
        ma se avanti potevi andare
        è perché nuovi orizzonti
        ponevi al tuo operare
        e non ti fermava dover far calibratura
        che in linea sempre stavi alla natura.
        Così eri forte senza discussione
        e centravi ogni previsione.
        Ma non si può prevedere
        ogni cosa che può accadere,
        così giunse un giorno cupo
        quando il male ti addentò
        con le fauci di un lupo,
        perché pietà non aveva
        e esser più tenace non poteva.
        Di fronte a quella fiera
        nessun effetto sortiva una preghiera.
        La forza morale solo ti poteva aiutare
        insieme a chi ti era solidale.
        Di ciò coglievi i frutti
        che lenivan quei momenti così brutti.
        La prova era assai dura,
        ma se il peso di tal disavventura
        piegava la tua figura
        la sfida accoglievi senza mostrar paura.
        Coraggio davi a chi ti era vicino
        perché fiducia ponevi nel destino,
        seppur sapevi birichino.
        Così ogni cura facevi
        per sanar le ferite che avevi,
        e più ti convincevi che vivere o morire
        era questione da definire,
        ma non ne avevi perciò a soffrire
        in un tempo in cui guardare avanti
        era un imperativo per tutti quanti.
        E se infine soccombevi alla creatura,
        ebbene, in linea sempre stavi alla natura
        perché era lei, ancora, a dettar la partitura,
        come per le stelle nel cielo,
        come per l'ostinata pianta del melo,
        così per te, confortato da un credo;
        giacché una legge dell'universo
        è racchiusa in questo verso,
        come dir che niente viene perso.
        Marta Emme
        Composta sabato 14 giugno 2014
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          Scritta da: Marta Emme

          A scrutar intenta

          Giochi nell'aria
          giochi di voli,
          un vai e vieni
          di gioiose creature
          tra rami
          di alberi maestosi
          o smilzi o nodosi,
          una danza che sui cornicioni
          si acquieta,
          per poi ripartire.
          Così una rincorsa,
          un'intesa, oppure contesa,
          una discesa... si avvicendano.
          Fantastici disegni nell'etere
          alla prova metton
          gli equilibri raggiunti
          nel volo, ma che sempre
          alla terra fan mirare.
          Incantan pur
          l'implume
          che, dal nido,
          guarda vigile
          quella maestria
          nell'impennare
          o virare e sfrecciare
          o planare. Voli
          che son moti arditi
          e sicuri e armoniosi
          in uno spazio aperto.
          Pur io, che guardo
          dal lucernario, ne ravviso
          la leggerezza
          e mi sento
          unita a loro, oggi,
          che ti ho lasciato.
          E pace mi sorprende.
          Marta Emme
          Composta martedì 11 marzo 2014
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