Scritta da: Marta Emme

Salvataggio

Mentre assorta camminavo
la strada bagnata osservavo,
così t'ho notato e t'ho
salvato, o vermiciattolo*
(lombrico) che ti muovevi
perso in quel rigagnolo. Eri
uscito dal terreno e poi
d'un tratto ti sei trovato nel
sole pieno, perché nel
frattempo è arrivato il sereno.
Una vita da verme, nell'ombra
sol può stare perché alla luce
del sole può solo seccare. E
così che, alle spalle, ognun
si deve guardare.
Marta Emme
Composta lunedì 8 maggio 2017
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    Scritta da: Marta Emme
    Spesso è con i "chicchirichì" del gallettino
    sparati dal pollaio del mio vicino, che mi
    alzo di buon ora al mattino, mentre c'è chi
    fa il polentino. La mattina ha l'oro in bocca
    e allor quel che far mi tocca, lo assolvo
    meglio perché ho il vento in poppa* (piena
    di energie). Penso che ogni problema
    trovi meglio soluzione se lo si affronta
    altrettanto presto, senza esitazione. Ma
    questa intenzione spesso nel mondo non
    ha applicazione, alimentando una tal
    passione* (angoscia) tra le persone che
    quando, a suon di trascurar e rimandar,
    si forma una cancrena, allor è una gran
    pena, perché l'amputazione* (guerra) è
    la sola soluzione, e non c'è discussione.
    E questo dramma toglie efficacia
    all'espressione* (contano solo le armi),
    così tanto pesa quella menomazione.
    Se penso a kim, isis, la grande
    immigrazione, a queste cose soprattutto,
    il senno perdo e mi arrabbio di brutto,
    perché c'è qualcosa che abbiam distrutto*
    (dialogo) o forse è mancato proprio il
    costrutto. Alzarsi di buon mattino è
    un'azione che al fare dispone e tanto
    bene quanto buona è l'intenzione; è
    il miglior tempo e ha più ragione. È
    infatti un segno di grande distinzione
    esser solerti in ogni situazione e ha più
    soddisfazione.
    Marta Emme
    Composta sabato 22 aprile 2017
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      Scritta da: Marta Emme

      Ragionar da capra

      Or si deve far qualche considerazione
      e un po' d'informazione, entrando
      nel merito della questione.
      Una capra ben rappresenterebbe la
      nostra dimensione, se non avessimo
      dato una svolta alla nostra evoluzione,
      ma la gente poco comprende questa
      posizione. Nei primordi dei nostri
      tempi* (della specie) così era: tutto
      il giorno alla ricerca di bacche, radici,
      semi, erba e a mangiar ogni or per
      viver con decor, perché poche calorie
      han queste specie di leccornie. Poi
      un tal* (antenato) ha cominciato
      la carne a masticar e si è trovato
      a doversi stupefar perché il fisico ha
      cominciato a carburar. Così, e da allora,
      il suo cervello, spender tempo ha
      potuto in ciò che l'ha reso evoluto:
      scoprire, parlare, disegnare, inventare
      e così cazzeggiare, libero insomma
      di ideare. Ma si è superato quando
      stanziale è diventato e ha cominciato
      a coltivare, ad allevare per meglio
      la sua vita sviluppare. E intanto
      l'intestino s'è modificato, e "ruminare"
      un ricordo del passato. Ma quel che
      abbiamo dimenticato è il percorso
      che Homo sapiens sapiens ha formato.
      Dunque l'agnello pasquale da consumare,
      è una scelta normale, la sua carne tenera
      e delicata è da apprezzare e gli allevatori
      ciò vogliono affermare. Questa è la
      natura, non una stortura. Con gli
      ambientalisti mi schiero, contro i
      maltrattamenti negli allevamenti e altri
      intendimenti. Ma una categoria*
      (pastori) non può soffrire perché c'è
      chi la vorrebbe punire, con un'idea che
      è fatta per intimidire e altro non voglio
      dire. Così, ragionar da capra, anche se
      a belar è intonata, non è una logica
      qualificata. E se l'agnello arrosto piace,
      state con voi in pace, come a nostro
      Signore piace.
      Marta Emme
      Composta venerdì 14 aprile 2017
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        Scritta da: Marta Emme

        Solo sproloquio

        Europa Europa, a forza
        di gridar or diventerò roca,
        ma quella poco sente e snobberà
        chi da lei una risposta attende.
        Europa Europa, da te stessa
        così presa, che alla storia ti sei
        già arresa, ma patirai per quanto
        t'avvilisce ogni contesa, a cui
        trovar sempre sai una larga intesa.
        Perché t'offende quanto è giusta
        una pretesa, e i privilegi non son
        per te una sorpresa. Sulla carta
        una regione? Ma in politica
        sempre in ricreazione. Sei una
        convenzione pubblicitaria, altro
        che una seconda patria.
        Europa Europa, nello scenario
        planetario, non sai come affrontar
        neanche un guaio e i tuoi valori
        grandi, non son buoni a far rifletter
        tutti quanti.
        Europa Europa, così già vecchia
        e anche dura d'orecchia, ma vedi,
        e chiaro, degnamente di rispondere
        a chi* (terroristi e opportunisti) ci
        vuole tutti confondere e ha potere
        di farci così tutti soccombere.
        E or che ho parlato di cose più
        grandi di me, ho davvero mal di
        testa e mi prenderò un cachet*
        (analgesico). Ma scusate il mio
        sproloquio, perché quello è.
        E, bando alla filosofia, è ancor
        tutta in salita, la via* (pensiero) mia.
        Marta Emme
        Composta giovedì 13 aprile 2017
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          Scritta da: Marta Emme
          Il mondo dei ricchi non
          cambierà mai, son solo
          buoni a combinar guai.
          Prendono in giro anche se
          stessi se diventano depressi,
          ma siamo noi i veri fessi
          che dei loro innumerevoli
          capricci, uno per ogni capello
          se anche non son ricci, ne
          favoriam lo sfarzo, capricci
          che così tanti non ne ha
          neanche marzo, pur così
          pazzo. Come quella personcina*
          (Michelle) che, col sorriso
          da fatina, ti fa sentire una
          cretina quando poggia il
          sederino su quell'auto* (porsche)
          che è un insulto al poverino,
          ma poi dai giornali ti fa
          l"occhiolino e tu vai a spenderci
          un soldino. Ma avere un bolide*
          (auto) così, non è un esempio
          da seguir, per un pianeta da
          custodir. Magari fare un po'
          di bene, che sempre all'animo
          conviene, non è una brutta
          idea e fa più grande* (migliore)
          la sua platea* (fan). Oppur
          quella gattina* (Belen) che
          raspola in televisione, in qualche
          trasmissione e si fa vanto
          ognor d'aver un figlio ch'è un
          tesor, senza che ciò ci stupisca
          neanche un po'. Ma, come norma,
          è un sottile gioco farsi vedere
          sempre in forma, per farsi
          desiderare e rimanere sempre
          in onda. E arricchirsi a più non
          posso, così da avvallar il
          paradosso che a noi ci lascian
          rosicare solo un osso. Perché
          ciò non crea una sana
          competizione, che è giusta
          solo quando, il cervello, fa
          entrare in azione. È il gioco
          della seduzione che coltiva i
          nostri sensi, distraendoci da
          ciò che veramente di te stesso
          pensi, per poi farlo esplodere,
          alla faccia di chi ti vuole sempre
          lì a rodere. E che dir di chi* (Donald)
          è bravo a fare il miliardario, ma
          che rimette il suo onorario a chi
          non ha salario? * (terzomondo).
          E se quanto è stato detto fa
          rifletter che viver si deve tutti
          sotto lo stesso tetto, allor serve
          alzare i toni per toglier dall'incanto
          tutti quelli che son proni a un
          sistema di furboni.
          Marta Emme
          Composta venerdì 7 aprile 2017
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