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Scritta da: Carla Vercelli

Le nostre begonie

Rosseggiano d'ignara bellezza
boccheggiano al sole il bacio
della pioggia - fluttuano col vento
nell'abbraccio di un merengue
dietro i rombi in diagramma.

Mi chiesero sulle traslucide foglie
le tue parole - corolle avvampate
-cosa hai fatto tutto questo tempo? -
risposi - ti ho aspettato
come in un fotogramma...

sorrisero le begonie da mesi fiorite
un largo sorriso insolente - sfrondato
l'aroma ci venne di pioggia e di terra,
sfrontato l'amore ci colse, ci coglie,
ne è quasi anagramma.
Carla Vercelli
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    Scritta da: Carla Vercelli

    Sbocciato dal caos

    Ci sei sempre tu
    ad ogni mio passo deciso
    ad ogni esitazione fluttuante
    quando ho voglia di essere
    o lasciarmi andare
    -tu ci sei-

    Tu stesso
    hai vissuto il dolore il dubbio
    fiore di loto e scudo
    proteggi accarezzi
    il mio desiderio lo realizzi
    -tu ci sei-

    Anche ad occhi chiusi
    potrei trovarti
    e perdermi nell'armonia
    del tuo amore
    sbocciato dal caos
    -ove tu non sei-.
    Carla Vercelli
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      Scritta da: Carla Vercelli

      Gli amanti in ambra

      Lei sul mar baltico lo sognò. Uomo di vento. Acquistò un bracciale in ambra pensando a quanto bello era il sogno.
      Dissero alcuni, di passaggio: l'ambra è sfacciata gialla rossa elettrica vivace... lei pensò: voglio d'essere d'ambra, gialla, rossa, elettrica
      vivace. Lei era d'ambra, i capelli, la pelle la gioia, le lacrime. Lui era d'ambra il cuore il viaggio il gesto le parole.
      Custodi in sé di sfumature, luccichii marini roccia madre, piccoli insetti, farfalle petali di wisteria, ere precedenti, impurità
      di una purezza infinita. Inclusioni. E infinito fu il vento tra le conifere il mare sulle spine dei pesciolini.
      E infinito fu l'amore che li attraversò li sommerse. Li cristallizzò. Occhi negli occhi.
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        Scritta da: Carla Vercelli

        Farfalla

        Da tempo l'amore mi inseguiva
        senza prendermi, a mosca cieca
        in un vestito a balze s'annidava il vento
        coi suoi sibili di mondi semiperduti.

        In un giardino barocco ho sciolto
        i miei capelli all'ombra di un frassino
        e nella scollatura della guêpière
        ho accettato le tue avances
        come fossero quelle di un re
        alla conquista di se stesso.

        Non ti conosci, non conosci il mondo
        e ti sfuggo anch'io, farfalla multicolore
        senza terra e senza patria.
        Ma tu ricercami ancora e ancora
        e non avrai un confine
        se non quello dei miei occhi.

        L'amore mi tiene ora in un pugno aperto.
        Carla Vercelli
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          Scritta da: Carla Vercelli

          Leziosa beatitudine

          Ho imparato dai gatti
          il mimetismo calmo e austero,
          l'autentica ritrosia,
          l'affetto centellinato e vero,
          la memore riconoscenza.

          Ho imparato l'autonomia
          -implicita domanda,
          lo sguardo che seduce
          -riverbero di un regno di malizie,
          lo scatto e la scorribanda
          -estrema saggia irriverenza.

          Ho imparato da loro
          ad entrare ed uscire dalle tenebre,
          l'attitudine
          ad emergere da soverchie mischie

          per sfolgorare in leziosa beatitudine.

          Forgiata nel metallo la mia luce
          è sempre più prossima all'alba

          che ho cercato con le unghie.
          Carla Vercelli
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            Scritta da: Carla Vercelli

            Arrivai a Cordova

            Arrivai a Cordova
            che la mattina ancora assonnata
            dipanava i suoi riccioli d'oro sul letto
            scuro e caldo del Guadalquivir.

            Chiare furono allora le parole
            "... Cordova lontana e sola..."
            Più ci si avvicina a Cordova
            più essa è mai raggiunta

            Sfugge nei giochi di luce
            tra il Ponte Romano e la Sierra Morena,
            nelle mille prospettive
            della Mezquita Catedral,
            nei dedali tortuosi dell'interno
            dove i patios fioriscono d'ascese e decadenze.

            "... Cordoba lejana y sola..."
            Metafora della meta non intermedia,
            del luogo non provvisorio.
            Una bisaccia consunta per raccogliere olive e versi
            e alla magnificenza forse giungere,
            infine.

            Concepimmo un poeta quella notte.
            Carla Vercelli
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              Scritta da: Carla Vercelli

              Evening

              Ci si affatica e riposa
              sul parlottare sommesso
              dei commiati
              -reversibili, definitivi-

              fiordi e gole di un fiume
              che fugge troppo rapido
              verso il mare

              mentre la sera
              con artigli di velluto
              ghermisce già
              la nostra intenzione più bella.

              Quello d'amare
              fu per tutti il proposito
              -inattuabile-

              Il rinvio: sempre più
              occhi d'oro e
              cuore di tenebra.
              Carla Vercelli
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                Scritta da: Carla Vercelli

                L'usignolo e la stella

                L'usignolo, tra le fronde celato,
                s'avvicina a una stella nella notte.
                Ambedue ignorano lo splendore
                discontinuo di luci, note e fiato.

                Aranciati brillano con ardore,
                con slancio canterellano, le rotte
                di naviganti tracciano e l'afflato
                degli amanti timbreggiano d'amore.

                Ma ambedue da sfondi scuri e grotte
                non hanno mai e poi mai sperimentato
                l'umana passione, buona o il livore.
                Entrambi: germe d'anime incorrotte.
                Carla Vercelli
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                  Scritta da: Carla Vercelli

                  Nereide

                  In una piazza del sud, assolata
                  le dissero che era una sirena

                  un minimo di galanteria in più
                  e un quid in meno di volgarità
                  rispetto al complimento spesso udito
                  nelle sue gelide e nebbiose città.

                  Ma lei non ci aveva mai badato
                  e - rispondendo al richiamo di libertà -
                  il mare aveva sempre cercato,
                  col fondo amaro quanto la sua pena.

                  L'ambiguità - sentiva - era la sua natura,
                  l'essere a metà tra la carne e il sogno,
                  lo sfuggire ad ogni catalogazione,
                  farsi una beffa delle reti tese.

                  Quell'amalgama di voluttà e cura,
                  di responsabilità e affermazione,
                  che la rendeva e la rese
                  un ponte vivo per l'eternità

                  perché non solo la donna è vita
                  ma la Vita è Donna, e ognuna
                  ha in sé dolore, piacere e - non percepita-

                  la malia silente della nascosta
                  misteriosa altra faccia della luna.
                  Carla Vercelli
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                    Scritta da: Carla Vercelli

                    Love algoritmo

                    Sei calcolabile,
                    un "problema" risolvibile con algoritmo:
                    una serie finita di passi elementari
                    -senza ambiguità-
                    porta in un determinato tempo
                    ad ottenere un unico risultato:
                    colloquio intimo
                    davanti a caminetto o limonata fresca
                    (dipende dalla stagione).

                    Ma è per la complessità
                    la sfuggevolezza
                    l'infinitezza
                    il tempo indeterminato

                    è per tutto quello che di te non so

                    che vale la pena scaldarsi o raffreddarsi
                    all'algoritmo del tuo cuore

                    per me equivale
                    ad eseguire un programma
                    nell'imprevisto - sempre inatteso e nuovo-
                    codice dell'amore.
                    Carla Vercelli
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