Scritta da: Marianna Mansueto
Perché io sono la prima e l'ultima
io sono la venerata e la disprezzata,
io sono la prostituta e la santa,
io sono la sposa e la vergine,
io sono la mamma e la figlia,
io sono le braccia di mia madre,
io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile,
io sono colei che da la luce a colei che non ha mai procreato,
io sono la consolazione dei dolori del parto
io sono la sposa e lo sposo,
e fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la madre di mio padre,
io sono la sorella di mio marito, ed egli è il mio figlio respinto.
Rispettami sempre,
perché io sono la scandalosa e la magnifica.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Ode al bene supremo

    Abbiamo valicato l'Assoluto,
    i tamburi scarlatti rimbombano assordanti,
    il rinvio diventa presente,
    l'attacco suicida richiama le sinapsi.

    Ode al bene supremo,
    i canyon squarciano la solitudine
    l'attrazione dei poli
    forma immensi generatori d'amore.

    Ode al Fuoco Supremo,
    terminali spenti irradiano la tua anima.

    Il bene supremo,
    impone una lontananza,
    il distacco totale
    è l'unica garanzia.

    Camminare sulle onde in luoghi asciutti,
    il richiamo dei non udenti,
    l'anima si riavvicina al nulla,
    tutto integra la trasfigurazione;
    presente e passato si scambiano i copioni,
    nel non temporale ha inizio la tua essenza,
    animali primordiali
    ora, da Te, resi mistici
    fluttuano in ere senza tempo
    benedicendo i tuoi contorni.

    Tutto ti esige,
    appartenerti è l'unica imposizione,
    l'oceano del tuo volto
    si confonde col mio nome,
    nella trascendenza scopro che esiste
    il bene supremo.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Siamo sensibili,
      il vetriolo del mondo attuale
      non deturperà la nostra fantasia.

      Siamo sensibili,
      orologi rallentati
      sfiorano i nostri animi giocondi,
      acquistiamo minuti indispensabili
      con la moneta dell'irrazionalità.

      Siamo sensibili,
      non indosseremo mai
      abiti d'apparenza,
      scoperchieremo
      tombe mnemoniche
      inesplorate.

      Siamo insensibili,
      al disprezzo dei non volanti,
      alla tortura della nostra ineguaglianza,
      al possesso smisurato
      di alambicchi posticci.

      Siamo inutili,
      le vostre necessità
      svaniscono nell'eterno.

      Anche se calpestate
      il nostro cipiglio brumoso,
      e calpestate ogni giorno
      la nostra incoerente duttilità;
      Noi,
      con l'orgoglio di saper piangere
      e l'angoscia di guadare
      luoghi irraggiungibili
      vi rammenteremo che...
      ... siamo sensibili.
      Anonimo
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