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Scritta da: Anna De Santis

Forse

Il mio tempo sei
che non ho goduto
forse un abbraccio
con rabbia trattenuto
ed in nome dell'amore
un peccato da sempre sostenuto.
Quella lacrima che mi solca il viso
ogni volta che ti vedo andare
mi ha sempre ferito
ma il mio orgoglio per sempre finito
ha smesso di soffrire.
L'attesa e la nostra intesa
nelle lontane solitudini
quando ormai mi sono arresa
aumenta il desiderio
e ci riporta indietro
quando bastava un bacio
dietro quella porta
che nascondeva allo sguardo
la nostra voglia.
Con te basta un minuto
per riempirmi la vita.
Anna De Santis
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    Scritta da: Anna De Santis

    Ormai non ci sei più

    Non mi son resa conto,
    che ormai non ci sei più,
    guardo il letto disfatto,
    una lacrima vien giù.
    Da quando sei partito
    più niente sai ho toccato
    sicuro che ho sbagliato
    ma giuro che ti ho amato,
    forse a modo mio.
    Mi rimetto in gioco,
    mi rifaccio il trucco,
    sì ci vuole poco, su ferite stucco,
    con la faccia nuova
    e rimessa in sesto
    stasera ci riprovo
    e farò poi presto
    con un nuovo amore,
    senza farmi illusioni
    proverò nuove sensazioni.
    Ma cosa sto a pensare ormai non ci sei più.
    Torno delusa a casa con l'amaro in bocca,
    metto a posto ogni cosa,
    il letto non si tocca,
    è come l'hai lasciato,
    sto diventando pazza e cerco il tuo profumo,
    adesso sono sola,
    perché non torni più...
    Anna De Santis
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      Scritta da: Anna De Santis

      Autunno

      Dice una foglia al vento.
      Ho uno strano presentimento,
      perché mi strappi dal mio albero
      e mi porti lontano?
      Dice il vento alla foglia:
      non è che ho molta voglia di portarti via,
      chissà dove è il destino.
      È autunno, non lo sai, tutto si spoglia,
      e strappo qui e là foglia per foglia,
      tutto dagli alberi dei boschi e delle valli.
      Cadrai in terra e polvere sarai,
      in humus e linfa ti trasformerai,
      alimento sarai per altri alberi e nuovi arbusti.
      Ma allora rivivrò, è quel che dici?
      Sì rinascerai in altre dieci, dieci e dieci,
      sarà un tripudio di verde a primavera e nuovi fiori.
      Ma allora niente muore nel suo letto?
      No!
      È una trasformazione, è un ciclo ed è perfetto.
      Anna De Santis
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        Scritta da: Anna De Santis

        Devi restituirmi il cuore

        Voglio un'ultima cosa se vuoi andare via,
        la valigia è là non ti preoccupare,
        io non ti trattengo ti lascerò andare.
        Le lacrime asciugherò, non saranno le mie,
        forse un po' dei ricordi, che presto passeranno,
        come rugiada che asciuga col calor del sole.
        Rivoglio quello che ti avevo dato:
        devi restituirmi il cuore.
        Anna De Santis
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          Scritta da: Anna De Santis

          I'd like christmas to be a magic word

          Give me your hand,
          and i'll take you away
          to see sufferings
          diseases and privations.
          It's the story of people
          deprived of ddignity,
          without anything more.
          I'd like Christmas
          to be a magic world,
          I'd like all the cildrenn
          happily to daydream.
          Come along with me!
          A small help is enough,
          we'll involve all the world.
          Will is surely all,
          and so many chilren
          will probably love,
          what everyone needs,
          a home and a family.
          Stop images of death
          because of useless wars
          of hunger, famine
          end so many diseases.
          Find out in your heart
          what you've got in excess,
          give all the people
          who haven't got anything.
          All that you have
          and all that you give
          will come back to you.
          Anna De Santis
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            Scritta da: Anna De Santis

            Dov'eri

            Dov'eri
            quando il mondo ha spostato i confini,
            ha creato dei nuovi assassini,
            ha mandato a morire bambini.
            Dov'eri
            quando le urla dei tuoi figli,
            non sono state sentite,
            dal vento e dalla pioggia attutite,
            da bombe e da forni bruciate.
            Dov'eri
            quando l'alba segnata da lutti,
            quanti morti inghiottiti dai flutti,
            e da mari in tempesta, terribili notti.
            Dov'eri
            Dalle nuvole forse vedevi offuscato,
            qui c'è un mondo malato
            su disgrazie sai, piove bagnato
            dov'eri
            Quando ho cercato il tuo aiuto,
            quando ho pregato muto,
            accanto al dolore di un vecchio malato.
            C'è un vuoto da riempire,
            c'è l'ingiustizia da capire,
            c'è l'indifferenza da spazzare,
            c'è la coerenza da tenere,
            c'è la pazienza da recuperare,
            c'è una voglia infinita di te, di pace e amore,
            Dove sei che ti vengo a cercare?

            Infinitamenta donna

            C'è un letto disfatto, ancor caldo,
            accarezzo con mano tremante,
            non ci sei, ma hai lasciato l'odore,
            ti stringo al mio seno,
            il cuscino diventa il mio amante.
            Come è dolce, poi senza parlare,
            rimanere a pensare,
            e m'invento di te,
            quello che potrei fare,
            per farti piacere.
            Ormai il gioco va avanti,
            e continuo a sognare,
            le tue mani il tuo viso,
            su tutta la pelle.
            È soltanto il tuo umore,
            ma io vedo le stelle.
            Anna De Santis
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              Scritta da: Anna De Santis

              L'onore

              Mia mamma me diceva, tempo fà
              che perso l'onore,
              niente te lo po' ridà,
              non c'è prezzo pe lo ricomprà,
              perduta hai l'onorabilità.
              Quà passa er tempo
              e sempre stanno attenta,
              me sò tenuta tutto er mio candore,
              ma quanno che la faccia se specchia,
              me pare che stò a diventà vecchia.
              Non sò se ho fatto bene
              ad aspettar quando se conviene.
              Penso che l'onore l'ho sarvato,
              ma pe sentì la mia mamma,
              niente ho provato,
              tutti m'hanno lassato.
              Anna De Santis
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                Scritta da: Anna De Santis

                Mi padre

                Mi padre s'è un po rincojonito
                certo è l'età 83 sonati
                e der 1927 dice d'annata
                si ma sonati ner cervello.
                Manna a fan culo questo e quello
                quanno je pare
                senza sta a fa distinzioni.
                Piscia dappertutto
                pure fori dar cesso
                eppure er buco è grosso
                nun se tiene niente
                eppure prima je fregava della gente.
                Lo dovemo parà sinnò lo sai
                dice tutto quello che pensa e fa li guai.
                Eppure na vorta ce teneva
                era un gentiluomo
                e come s'aggiustava.
                Mo come no straccione
                s'acconcia er pantalone
                e nun se lo fa strigne
                co du pieghe lo tiene sulle scarpe
                e co la cinta sopra quella panza.
                Com'è cambiato
                più nun lo riconosco
                nun so a vorte se devo piagne o ride
                meglio passacce sopra e soprassede.
                Mi padre nun c'è più
                ner suo cervello e successo de tutto
                la prima guera e la seconda
                je passata
                e la campana nun s'è mai scordata
                (ma questa è n'antra storia
                che ve racconterò più appresso)
                nun se trattiene
                ai da vedè che affronti che fa a tutti
                ho pensato pure che mo se sta a sfogà
                o è na finta, ma si, lassamolo strillà
                abbasta che pe mo, ce stà.
                Anna De Santis
                Composta nel 2009
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                  Scritta da: Anna De Santis

                  la befana 2009

                  Nonnina, come fa a volare la vecchina?
                  Avrà un motore turbo nella scopa,
                  come fa a riconoscere i tetti su cui si posa?
                  Nonna che mi porterà quest'anno?
                  Sono stato buono tu lo sai,
                  non ho fatto nessun danno.
                  Nonna che dici se l'aspettiamo alzati,
                  la salutiamo gli offriamo i nostri dolci
                  e quei tortini salati...
                  Il bimbo dorme e la vecchia nonnina,
                  prepara la calza che stava in cucina,
                  la sente il bambino e lesto si sveglia,
                  da dietro la porta senza farsi vedere.
                  Ma allora è la mia nonna che veglia,
                  e lei la befana, che dolce che amore
                  e dato che l'amo con tutto il mio cuore,
                  l'asseconderò, per me ci sarà sempre la befana
                  e più non l'aspetterò in dormiveglia
                  aspetterò che con un bacio
                  venga a darmi la sveglia.
                  Anna De Santis
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