L'accordo

Io non sono tua mentre tu sei mio,
mio come i soldi che mi dai perché ti faccia pensare di essere tua, per il mio fingere,
il corpo lo vendo ma il bacio quello no,
il bacio è amore e l'amore non si vende si dona,
e scelgo io quando ed a chi.

Io scelgo di vedere il tuo pudore quando ti spogli
ed il tuo imbarazzo quando ti rivesti e fuggi,
sfuggi,
mi vuoi vedere ma non vuoi che io ti veda,
luci ruffiane per me e buio per te,
ci lega il denaro e ci scioglie la vita,
la fine dell'atto,
fino alla prossima voglia,
la prossima volta.
quando ancora la mia bocca sfuggirà alla tua e sai il perché.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 20 novembre 2011
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    La nostra vita?... Dopo molto di tempo

    Dimmelo tu con che voce ti dovrei parlare
    per esser degno del tuo ascolto,

    con quale sguardo ti dovrei guardare
    perché tu ti lasci guardare.

    Dimmi cosa dovrei fare per avere un tuo sorriso.

    Dovrei forse indossare la tunica del saggio
    per soddisfare le tue domande
    silenziose,
    fatte a gesti,
    dovrei mettere le dita su un pianoforte per esser musicista
    e regalarti melodie a comando
    o strisciare nel mio ridicolo essere nudo
    quando vorrai umiliarmi.

    Cosa dovrei fare?

    Essere scultore,
    rimodellarti il corpo
    ogni volta che ne vedi un cedimento
    e non lo accetti.

    Per te farei anche ciò che non so fare,
    ma l'unica cosa che ora faccio è bere
    per non vedere ne te come sei ne me come non so essere.

    Resto il portiere del tuo albergo ad ore,
    ancora innamorato,
    che chiude gli occhi e soffoca il suo cuore
    quando qualcuno sale alla tua porta.

    Sono l'uomo passato
    che non vede le tue segrete fughe,
    che aspetta i tuoi ritorni stanca
    appagata fino al giorno dopo,
    ti da la chiave e abbassa gli occhi
    per non notare occhiaie e trucco sfatto,
    stringe fra le dita il naso per non sentire il puzzo d'uomo che ti porti addosso,
    il puzzo degli amori orizzontali e passeggeri,
    o forse è solo il puzzo del mio fallimento che ho nel naso,
    addosso, sempre.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 16 novembre 2011
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      Negli stessi momenti in cui parlate,
      in quegli stessi momenti
      mentre un genitore cerca di dare il buon esempio ai figli
      voi date il cattivo esempio a tutti

      in quegli stessi momenti
      un giusto perde il lavoro
      ed un vagabondo lo mantiene

      un innocente si uccide
      o soffre in galera
      un colpevole festeggia la libertà,

      uno stupido gode,
      un intelligente soffre,

      un asino urla,,
      un riflessivo è costretto a tacere

      ma non è che portiate sfortuna quando parlate
      è che parlate sempre
      ... anche nel sonno?
      Alexandre Cuissardes
      Composta giovedì 10 novembre 2011
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        Il vino schietto dell'osteria
        e la schiettezza del parlarsi in faccia,
        il cuore al guardaroba col cappello
        al tavolo la testa col cervello.

        La notte tardi a discussione chiusa
        ultimo brindisi
        per festeggiare ciò che è stato fatto,

        la firma dell'accordo
        col dito intinto nel bicchiere
        e poi sfregato sulla carta gialla,
        - e questo nostro patto oste archivialo in cantina,
        assieme alle bottiglie e botti piene,
        con le cose serie.

        Poi tutti in fila al guardaroba
        a riprendersi il cuore ed i cappelli
        e poi di nuovo fuori

        tutti a casa.

        La guerra è scongiurata
        domani si festeggia
        pace fatta.
        Alexandre Cuissardes
        Composta giovedì 10 novembre 2011
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