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La nostra vita?... Dopo molto di tempo

Dimmelo tu con che voce ti dovrei parlare
per esser degno del tuo ascolto,

con quale sguardo ti dovrei guardare
perché tu ti lasci guardare.

Dimmi cosa dovrei fare per avere un tuo sorriso.

Dovrei forse indossare la tunica del saggio
per soddisfare le tue domande
silenziose,
fatte a gesti,
dovrei mettere le dita su un pianoforte per esser musicista
e regalarti melodie a comando
o strisciare nel mio ridicolo essere nudo
quando vorrai umiliarmi.

Cosa dovrei fare?

Essere scultore,
rimodellarti il corpo
ogni volta che ne vedi un cedimento
e non lo accetti.

Per te farei anche ciò che non so fare,
ma l'unica cosa che ora faccio è bere
per non vedere ne te come sei ne me come non so essere.

Resto il portiere del tuo albergo ad ore,
ancora innamorato,
che chiude gli occhi e soffoca il suo cuore
quando qualcuno sale alla tua porta.

Sono l'uomo passato
che non vede le tue segrete fughe,
che aspetta i tuoi ritorni stanca
appagata fino al giorno dopo,
ti da la chiave e abbassa gli occhi
per non notare occhiaie e trucco sfatto,
stringe fra le dita il naso per non sentire il puzzo d'uomo che ti porti addosso,
il puzzo degli amori orizzontali e passeggeri,
o forse è solo il puzzo del mio fallimento che ho nel naso,
addosso, sempre.
Composta mercoledì 16 novembre 2011

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