A poi...

Tu sei passata ieri,
cercavi scarpe buone per riprendere il cammino,
ho detto no
non perché non le avessi,
volevo che non te ne andassi,
che rimanessi a farmi quella compagnia unica
che sai dare tu.

Ma avevi fretta,
pur di partire
un bacio ed un saluto
e sei uscita scalza,
e come sempre ostentando il seno ed il tuo corpo per farti largo tra la gente e nella vita.

È così che vinci sempre la tua sfida.

Ancora avanti,
fino al prossimo ritorno,
chissà quando,
chissà per quanto.

Io sento il peso della mia età,
ma soprattutto,
ed è la prima volta,
sento il peso della differenza di età da te
e questo non è da me,
mi fa paura.
Alexandre Cuissardes
Composta domenica 29 gennaio 2012
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    Donne racchette uomo palla

    Sdegnata volta lo sguardo dall'altra parte,
    per non vedere in faccia la nemica,
    mostra la schiena
    a quella che ha tolto il padre ai propri figli,
    ed il marito ad una moglie,
    quella che ha reso un uomo
    un mezzo zero.
    quella che lei chiama
    "la grande tana,
    caldo rifugio per l'attrezzo del signore".

    La rende pazza di dolore
    l'essere stata presa in giro da chi è peggiore,
    da chi per conquistare
    usa il suo corpo e non l'amore.

    Da tempo si è spogliata del suo dover di moglie
    ma resta madre,
    subisce sempre
    non sempre tace,
    sopporta,
    e basta.

    Ma adesso sono vicine,
    sente la presenza di lei
    che vive della sua avvenenza,
    di lei che guarda in faccia chi è tradito,
    che porta sempre a casa il risultato,
    purché sia un uomo con la fede al dito,
    purché sia un marito.

    L'uomo è solo il premio per la sua vittoria
    nella eterna guerra contro le altre donne.

    Qualcuno prima o poi la sdraierà per terra
    ma non per sesso o voglia,
    e non sarà un uomo
    ma una moglie.

    Allora a testa china torneranno a casa in tanti,
    gettato l'uomo nella spazzatura
    con gli occhi bassi e la stessa spiegazione,
    tutti concordi su a chi dar la colpa,
    di nuovo pronti al vecchio ruolo,
    padri e mariti,
    in cambio di un tetto e un piatto caldo,
    e del disprezzo eterno di tutte le tradite.

    Ma in fondo conviene a tutti dare
    la colpa a chi è scomparso.
    Con lei la colpa è morta,
    è morta lei,
    la colpa dei mariti non esiste,
    è morta da bambina.

    Una puttana in meno per le mogli, un nemico in meno.
    Concordano i mariti, almeno ufficialmente.
    Alexandre Cuissardes
    Composta domenica 29 gennaio 2012
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      La terza donna

      Di lei osservo il viso,
      la sua espressione,
      ogni movimento,
      il calore del fiato,
      il battere di ciglia,
      la bocca che mi parla
      è amore.

      Dell'altra non mi importa di vedere il viso
      basta che lo senta,
      lo senta addosso,
      sul mio corpo,
      le labbra
      la bocca che non parla
      ma mi sfiora,
      sa dove e come colpire
      è sesso.

      Di lei amo le mani
      che mi accarezzano
      mi sfiorano
      le mani che si muovono per accompagnare le sue parole
      è amore.

      Dell'altra mi piacciono le mani
      che mi toccano
      mi stringono,
      lasciano qualche graffio sulla pelle
      quelle mani che si muovono per far raggiungere il piacere
      è sesso.

      Di lei amo il corpo
      quel corpo da ammirare,
      da annusare,
      accarezzare,
      è amore.

      Dell'altra mi piace il corpo
      quel corpo che mi si strofina addosso,
      sfrontato,
      provocante,
      quel corpo che crea il mio desiderio per poterlo soddisfare.

      Lo so che vivo in modo disonesto
      e sono un amante e un prigioniero.

      ma quando trovo il tempo per pensare
      mi viene sempre la solita domanda,
      quale delle due è in fondo è l'l'altra.
      E cerco la risposta nel trovare quella che in una strada o in un locale passa il suo tempo ad aspettare,
      e per il giusto prezzo ti sa dare il corpo,
      il tempo
      e sa capire e consolare.
      E per quella mezzora finalmente c'è chi si occupa di lui,
      ed io non penso a niente.
      Alexandre Cuissardes
      Composta domenica 29 gennaio 2012
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        Ha chiesto asilo

        Da chi zero rispetto e da chi troppo.
        Tutti a dibattere sul si o sul no
        ma intanto nessuno tenta di svecchiarla
        oppure di rifargli il maquillage,
        nessun chirurgo se la sente di
        intervenire seriamente.

        Col tempo è diventata una coperta che ognuno vuol tirar dalla sua parte,
        un pretesto per far danni,
        o la preda squartata ormai da troppi cani.

        Offesa per l'indegno trattamento,
        stanca dall'esser presa per il culo dai peggiori
        con mossa preparata ormai da tempo
        a notte fonda senza dire niente
        ha preso l'aeroplano per l'america
        dove da sempre sta una sua parente.

        Si dice che abbia già,
        per precedenti accordi,
        avuto la cittadinanza
        e il passaporto.

        E dopo la scoperta nessuno si azzarda a far denuncia
        a render pubblico il fattaccio.

        Tutti sono pronti al vuoto se viene a mancare il presidente,
        il suo garante,
        ma nessuno s'aspettava la fuga della garantita.

        Ma intanto la verità comincia a trapelare,
        si comincia a sentir dire anche il motivo,
        è scappata per disperazione
        ... la costituzione.

        Chissà che un giorno non ritorni qui in vacanza,
        sotto mentite spoglie,
        a vedere ciò che resta del paese.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 29 gennaio 2012
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          I cani addosso

          Non contano i miei errori
          il mio mestiere consiste nel vedere i tuoi,
          non contano i tuoi errori
          il tuo lavoro consiste nel rinfacciami i miei,
          ma entrambi sappiamo dove arrivare,
          dove fermarci,
          perché andare oltre vorrebbe dire
          togliere il tappo a questa barca
          che ci sopporta a malapena
          ed affondare entrambi.
          Alexandre Cuissardes
          Composta mercoledì 25 gennaio 2012
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