Il lento andare indietro

Dal giorno dell'ultima sconfitta
ho il cuore fisso al chiodo.
Mi basta che batta
per il campare quotidiano,
il battere d'amore non glielo lascio fare.
Il cervello e lì all'ammasso
assieme a tutto il vecchio
che ho portato giù dalla soffitta,
la spazzatura di una vita.
Con le mani ruberei
se trovassi qualcosa da rubare,
ma quando ci provo
c'è sempre qualcuno che mi ha preceduto.
Con le mani pregherei,
ma sono stato sconsigliato,
meglio usarle per applaudire,
mi hanno detto
quelli che sanno "come si fa a vivere".
Intanto le mie le gambe,
corrono,
chissà se per inseguire o per scappare.
Ormai non so più neppure dove sono,
ma ho letto su un cartello
che questo posto
qualcuno l'ha chiamato italia.
Alexandre Cuissardes
Composta sabato 26 maggio 2012
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    Tutto organizzato

    si avvicinan le vacanze  
    ed il popolo ossequiante
    ha deciso di donare
    alla classe dirigente
    come segno di rispetto
    un periodo di riposo.

    E' un regalo che vien fatto
    con il cuore dalla gente,
    una offerta di viaggi
    molto ben organizzati.

    C'è la scelta fra passare
    sette giorni in equitalia
    a far pratica d' ufficio,
    nel salone fra la gente.

    O sette giorni in una piazza
    fra chi pena per campare
    e non crede più a nessuno
    e non ha niente per sperare.

    O sette gite organizzate
    in un pò di cimiteri
    dove stanno i suicidati
    a riposo sotto terra
    e magari proprio quando
    c'è la visita parenti.

    O sette giorni in tribunale
    con una causa da sbrogliare.

    O sette giorni in un ufficio
    a girarsi un po' le dita
    e pensare un poco a chi
    pagherebbe per star lì
    tutto il giorno a lavorare .

    O sette giorni su quei treni
    tutti senza controllori
    dove chi paga il biglietto
    è guardato con sospetto.

    Tutto questo a loro scelta,
    tutto incluso
    nessun extra
    da pagare.

    C' è una sola condizione,
    il menu è vegetariano,
    tutto offerto dalla gente,
    pranzo e cena con verdure
    prese al volo da chi lancia.
    Ed acqua pura di acquedotto
    dritta in faccia con il secchio.
    Alexandre Cuissardes
    Composta mercoledì 16 maggio 2012
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      Perso o rubato?

      Mi sono frugato in tasca
      ma non l'ho trovato.
      Mi sono toccato il viso
      ma non c'era,
      e neppure intorno a me
      sui passi fatti e rifatti.
      Mi era stato rubato.
      Poi ne ho sentito il rumore,
      stava arrivando
      ma non era più quello di prima
      lo avevano trasformato in una sguaiata risata,
      il mio sorriso rubato.
      Alexandre Cuissardes
      Composta domenica 13 maggio 2012
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        È rimasta un po' di colla
        dalla grande produzione
        per tenere appiccicati
        tanti culi alle poltrone.
        Con la colla che è rimasta
        han cercato di incollare
        ciò che resta del paese,
        e il miracolo è avvenuto.
        Tutte uguali le richieste,
        è tornata l'unità,
        nord e sud tutti insieme,
        dopo centocinquant'anni,
        tutti contro chi fa danni.
        Alexandre Cuissardes
        Composta domenica 13 maggio 2012
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