Poesie di Ada Ferrante

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Scritta da: Brunason

Candore di neve

Come un manto di neve,
fresca e spumosa,
il silenzio mi avvolge.

Un gelo polare
disperde il calore,
crudele e mordace.

Il bianco abbagliante
acceca e confonde.
Non trovo più pace.

L'argentea cappa
scolora anche il cuore.
Uniforme, immota.

Non muta, m'afferra.
Mi abbranca, m'assilla.
Silenziosa tormenta.
Ada Ferrante
Composta giovedì 3 marzo 2011
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    Scritta da: Brunason

    Sordità

    "Non ce la faccio più!".
    È un grido, è un gemito.
    È un'invocazione.
    È una supplica,
    Una richiesta di aiuto
    che mai nessuno ascolta.

    È il silenzio, sai
    che rende il mio dolore
    infinito. Smisurato.
    Senza fine.
    Totale, devastante
    Il tuo silenzio.

    Dicono che il dolore sia sordo...
    No, amico mio.
    Il dolore ci sente.
    Benissimo.
    Ada Ferrante
    Composta giovedì 3 marzo 2011
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      Scritta da: Brunason

      Pure pe' me

      Ariecchimeme,
      so' sempre quello.
      'N sarterello.
      Si voj, prendime.

      'Na vista d'aqquila,
      nun me sfugge gnente.
      Du' orecchi pronti e
      'na lingua tajente

      Me ne vado pe' ggioco
      tra la gggente a guarda'.
      Le mani 'n tasca,
      il passo svvelto.

      'N sorisetto birichino,
      scaltro assai,
      e puro 'n po' aguzzo.
      Aò: guai a chi je tocca!

      Fischjetto e canto
      a destra e a manca.
      Canzono e ciancio
      Co' questo e quello.

      Che ce voj fa'?
      A me me pjace troppo da parla'!
      So' bbono e caro
      Ma co' a lingua so' assai amaro!

      Che voj?
      No, no. Nun so' Pasquinio.
      Quello era mi' cuggino.
      E ce l'aveva solo co' i potenti.

      No, no.
      Jo me la rido un po' pe' tutti.
      Grandi, grossi.
      Bbelli e bbrutti.

      'Chè si voj ride', caro mio,
      ce n'è pe' tutti.
      Nun se ne sarva uno.
      Basta guarda' e ascolta'.

      Che me voj di'
      Puro pe' me?
      E come no?
      So' fforse 'n re?
      Ada Ferrante
      Composta giovedì 24 febbraio 2011
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        Scritta da: Brunason

        Riflesso (Gioco di specchi)

        Ti sei accorto che ti rimiri, pavone,
        in uno specchio?

        Ti guardi e ti sorridi.
        Perdutamente innamorato.

        A volte con cipiglio
        ti riprendi e ti strapazzi.

        Più spesso ti innalzi
        e lanci i tuoi strali.

        E voli sopra gli altri.
        Ignari e sprovveduti.

        Insulti, rimbrotti.
        Aggressioni e ritorsioni.

        Attento, narciso.
        T'affoghi pure te!

        Forse non te sei accorto:
        nessuno deve render conto a te!
        Ada Ferrante
        Composta giovedì 24 febbraio 2011
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