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Scritta da: Brunason

Se fossi...

Se fossi un albero,
sarei un salice piangente.

Flessibile ed etereo.
Il salice cresce
sempre più ondeggiante.
Alto e slanciato.
E così sottile
da apparire inconsistente...

Molto delicato.
Oscillante dolcemente
ad ogni alito di vento.
Eppure...
è resistente e tenace
perfino nella tempesta.

Non ho mai visto un salice abbattuto
Nemmeno dopo una temporale.

Al contrario,
ho visti pini possenti,
abbattuti, sradicati.
Divelti e atterrati
da forti venti.

Alti e maestosi,
si ergono fino al cielo.
I rami mai sfrondati
oltremisura si allungano
e mutano l'antica condizione.
Le piante ormai fragili appaiono.
Trasformata è l'apparente solidità.

Non io ho scelto
se sottilissimo salice apparire
o stabile quercia.
Forse altro avrei scelto.
Ada Ferrante
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    Scritta da: Brunason

    Addio (Ad-Dio)

    Ho deciso,
    questo è il mio saluto.

    Senza astio.
    Non ho rancore
    nel mio stanco cuore.

    Ti guardo andare,
    lontano.
    E sorrido.

    Non un cenno,
    non un accenno vago
    Neanche un barlume
    di malinconico rimpianto,
    pallido riflesso d'amore.

    Senza fretta,
    senza rumore,
    te ne vai.
    Né ti curi di lasciare
    un cuore a patire.

    Lividi e ferite.
    Ancora e ancora.

    Non ha importanza,
    sorrido.
    Sì, sorrido.
    Ho deciso.

    Non mi trascinerai in quel baratro
    che tu stesso hai scavato per me.

    Ho deciso.
    Non vale la pena aspettare.

    Non mi troverai qui
    se mai vorrai tornare...
    Ada Ferrante
    Composta giovedì 26 novembre 2009
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      Scritta da: Brunason

      Un vero amico

      Un soffio gelido
      giunge al mio cuore.
      Il respiro s'arresta,
      poi riprende, impazzito.

      Una parola, uno sguardo.
      Una lieve omissione.
      Il cuore sussulta,
      una piaga si apre.

      Un tenue giudizio
      pervade ogni cosa.
      Ogni singolo gesto
      sa di contesa.

      Che dire?
      Che fare?
      È meglio parlare?
      O forse tacere?

      Mi struggo,
      mi sciolgo
      in lacrime amare.
      Ho perso un amico!

      Che è stato, chi ha osato?
      Perché è accaduto?
      Non credo neppure
      d'averlo attirato!

      Mi dolgo,
      mi perdo,
      in oscuri tormenti.
      Poi rompo il silenzio.

      Un fiume s'effonde:
      L'amaro dolore
      disperde ogni traccia
      di grazia e dolcezza.

      Così nel patire
      divengo anche un riccio.
      Pungente e sincero:
      un vero guerriero.

      Passano i giorni,
      la pena si scioglie.
      Il cuor si consola:
      tornata è la pace!
      Ada Ferrante
      Composta martedì 6 dicembre 2005
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        Scritta da: Brunason

        Tempesta

        Toccando l'antica strada,
        pensieri cupi
        mi sfiorano l'anima.

        Ricordi tormentosi,
        bui silenzi,
        che squarciano il cuore.

        Stupita, mi chiedo
        se mai finirà
        questo triste rimpianto.

        L'angoscia mortale
        di un passato tormento.
        Mi sfiora, mi scuote.

        La pace s'inabissa
        in vaghi gorgoglii,
        assorbita dai ricordi.

        Mi affliggo, mi affanno.
        Poi torno alla luce.
        E aspetto la quiete.
        Ada Ferrante
        Composta martedì 20 dicembre 2005
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          Scritta da: Brunason

          Mai spogliare un angelo

          Mai spogliare un angelo...
          Svanisce la sua grazia,
          sveli il suo mistero...
          Lo "perdi"...

          è come voler allungare una mano
          e toccare la luna,
          giocar con le stelle.

          Meglio contemplare in silenzio
          e sognare.
          Mirare e aspettare...

          Una melanconica gioia.
          E un'attesa colma di speranza.
          Ada Ferrante
          Composta mercoledì 4 novembre 2009
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            Scritta da: Brunason

            Solchi profondi

            La tua mano
            ha tracciato
            solchi profondi
            nella mia anima.

            Parole taciute,
            gesti omessi,
            stanchi sorrisi,
            il cuore serrato.

            Nel tuo andare
            sei andato,
            seminando noncurante,
            pianto e tormento.

            Ora non sei qui
            a raccogliere i frutti
            dei tuoi gesti leggeri.
            Li colgo per te.
            Ada Ferrante
            Composta giovedì 15 dicembre 2005
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