Scritta da: Alberto Laspina
in Poesie (Poesie d'amore)
Brivido d'amore
Un effimero brivido
climax ascendente, ripido
dai piedi sino alla mente
poche volte si avvera realmente
solo a chi del cuore
ne è possidente.
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Un effimero brivido
climax ascendente, ripido
dai piedi sino alla mente
poche volte si avvera realmente
solo a chi del cuore
ne è possidente.
In questo mondo di stenti
d'intenti
di non sentimenti
un sorriso quasi ammiccante
nel grigiore dell'indifferenza
nella noia di mille attimi
nelle continue apostasie.
Il tuo sorriso di donna mi
tende un filo non policromo
ma rosso d'amore.
Devo raccoglierlo?
Percorrerò mille strade
ti cercherò nei meandri del cuore
negli anfratti della memoria
tra le sottili pliche dell'essere
tra voci armoniche.
Tu sei quella parte d'anima
che mi manca!
Vorrei
leggere nei tuoi pensieri,
visitare
ogni stanza del tuo cuore,
frugare
anche nel più remoto suo ricettacolo,
esplorare
ogni anfratto
e ogni cunicolo della tua anima.
Ma vorrei ancora di più:
abitare in te
fino a che il mio respiro,
il mio battito siano i tuoi.
Poter così cogliere
ogni fremito
e avvertire
anche il più leggero vibrare
delle corde del tuo animo.
Solo allora potrò dire:
io ti conosco.
Questa notte che spoglia le ombre
in raspi di oscurità,
lungo tralci di bambagia
a dondolare il silenzio
penetrato nel più infimo
punto del nostro universo.
Questa notte che chiama col nome
interezza unica parola
nei misticismi di luna
liturgie arcane
che salmodiano verità d'eterno
come comete in discesa
salmastra china d'inchiostro.
Questa notte stempera la tua voce
nell'eco di un suono
che consacra il tempo futuro
alle stelle promesse.
Rifletto emozioni
tra dita abili
e bocche sapienti.
Il piacere
incontra l'amore
e il suo dolce sapore,
nell'abbraccio cortese
d'un corpo
finalmente assetato.
Vorrei dirti ti amo
all'alba, dal rosso del cielo avvolti
e da nuvole bianche
cuscino di noi.
Vorrei dirti ti amo
nel blu oltremare,
dipinto di vita,
luce percorre,
adagio.
Ti dico ti amo,
sulla materica terra,
mentre raccolgo, per te,
il cielo stellato.
Cosa merito io.
Nel freddo, lambir
fioca fiamma
per scaldare le mie mani.
Cosa merito io.
Nel buio, bramar
scintillio di luce
per vedere i miei passi.
Cosa merito io.
Nel silenzio, sognar
suono d'arpa
per non perdere la strada.
Cosa merito io.
Nell'eterna solitudine, sentir
un bacio sulla fronte
ed un abbraccio di cuore.
La mimosa che amasti è rifiorita
il giallo intenso che a te piaceva tanto
non posso più donartene una, dieci, cento.
Tante mimose erano il mio cuore in questo giorno
adesso solo una calda lacrima e una speranza.
Non è cerchio né battimuro
ma fragoline deliziose
che non sono simili a perle rosee
hanno il sapore dei miei dì futuri.
Non è cerchio né battimuro
il tuo pensiero è vivo di cose
che nessuno può districare
chiose che il tempo pone sui dì futuri.
Sei l'amore che sboccia tra i pini
nelle mie pozze d'acqua fangosa
non sei rondine né capinera.
Sei lo spirto d'intenti divini
che aleggia sul mondo di nebulose
non d'ora!
La tua essenza c'era.
Quanto attesa resta
al tuo lesinare
di ansimi proibiti
sotto alberi pudici,
sul mio deforme vagare
di questo oceano solitario
della mia anima
rea d'amare?