Scritta da: Lorenzo Damiani
Al cader della giornata noi leviamo i cuori a te;
tu l'avevi a noi donata, bene spesa fu per te.
Te nel bosco e nel ruscello, Te nel monte e te nel mar;
Te nel cuore del fratello, Te nel mio cercai d'amar.

Se sol sempre la mia mente in te pura s'affissò
e talora stoltamente a Te lungi s'attardò.
Mio Signor ne son dolente te ne chiedo o Dio mercé
del mio meglio lietamente io doman farò per Te

i tuoi cieli sembran prati e le stelle tanti fior.
Son bivacchi dei beati stretti intorno al loro Signor.
Quante stelle quante stelle, dimmi tu la mia qual è.
Non ambisco alla più bella, purché sia vicino a Te.
Anonimo
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    Scritta da: F4B10Z
    Ed eccoci qui, nel turbine di un gioco sporco dove una parola non detta è forse meglio di una urlata con la voce di qualcun altro, dove le parole assumono pesi e misure totalmente diverse, dove il rispetto sembra essere una virtù indefinita sospesa sul sottile filo della rabbia.
    Dove un semplice frase può essere interpretata senza spiegazioni nel peggiore dei modi.
    Dove le distanze assumono i contorni indefiniti di dell'infinito.
    Ti guardo ed è come non ti vedessi, ma so che lo sguardo che mi riservi è di disprezzo, di odio.
    Lo stesso sguardo che un giorno mi apriva le porte del paradiso, adesso le chiude con doppia mandata.

    Disprezzami pure se vuoi, la verità fa male ed io purtroppo non sono uno che mente facilmente.
    La verità è che proseguo a volerti fin troppo bene, anche se mi odi. La verità è che continui ad essere importante anche se non vuoi più vedermi.

    Svanirò. Come un'ombra al calare della notte. Ma sarò lì, dove mi hai lasciato a marcire. Saprai dove trovarmi quando sarà il momento...

    ... io ci sarò, ma il tuo posto non è più nel mio cuore.

    Sono qui.
    Anonimo
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