Scritta da: Silvana Stremiz
La fortuna è come il giro di Francia, uno lo aspetta a lungo e poi passa in fretta, quando arriva il momento bisogna saltare le barriere senza esitare.
dal film "Il favoloso mondo di Amélie" di Jean-Pierre Jeunet
La fortuna è come il giro di Francia, uno lo aspetta a lungo e poi passa in fretta, quando arriva il momento bisogna saltare le barriere senza esitare.
Ogni maledetta domenica si vince o si perde. Ma bisogna vedere se si vince o si perde da uomini.
La sola cosa che mi impedisce di amarlo come vorrei, è il suo troppo amore. Quando mi amano troppo, io, automaticamente amo meno.
Quando i miei figli erano piccoli, facevo un gioco con loro. Gli davo un rametto ciascuno e dicevo loro di spezzarlo. Non era certo un impresa difficile. Poi gli davo un mazzetto e dicevo di provare con quello. Ovviamente non ci riuscivano. - Quel mazzetto - gli dicevo - quello è la famiglia.
Voglio che tu sappia quanto ti voglio bene, che hai dato alla mia vita un significato che non avevo il diritto di pretendere.
Ascolta... la senti? La musica! Io la sento dappertutto: nel vento, nell'aria, nella luce... è intorno a noi, non bisogna fare altro che aprire l'anima, non bisogna fare altro che ascoltare!
- So che quello che ho fatto è stato terribile, non mi aspetto che mi perdoni.
- Tranquilla. Non ti perdono.
Su molte cose non erano d'accordo, anzi di rado erano d'accordo su qualche cosa. Era un litigio continuo, una sfida continua ogni giorno. Ma nonostante il loro essere così diversi, una cosa importante avevano in comune: erano pazzi l'uno dell'altra.
Piangere si può fare anche da soli, ma ridere bisogna farlo in due.
Quando sono diventato padre ho capito due cose: la prima che avrei dovuto difendere mio figlio dalla malvagità del mondo; la seconda che avrei dovuto insegnargli a distinguerla.