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La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, ovunque. Non c'è scampo: sono nato per essere solo.
dal film "Taxi driver" di Martin Scorsese
La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, ovunque. Non c'è scampo: sono nato per essere solo.
Mio padre non so quanti hanni ha, però non è troppo vecchio: un poco è anche giovane!
Vanità! Decisamente il mio peccato preferito...
Le tue mancanze come figlio... sono il mio fallimento come padre.
Gli amori estivi finiscono per i motivi più disparati, ma di solito hanno tutti un elemento in comune: sono stelle cadenti, un attimo di splendore lumoniso nel cielo, un lampo fugace di eternità che in un istante svanisce.
Come what may.
Comunque vada.
I am Chuck Bass.
- Serena: Blair, aspetta, dove vai? Ferma, spiegami almeno che c'è.
- Blair: Ed hai il coraggio di chiedermelo? Certo che hai una bella faccia tosta. Dovevo capirlo che anche stavolta sarebbe finita così.
- Serena: Scusa ma non ti capisco.
- Blair: Non sopportavi l'idea che i riflettori fossero puntati su di me una volta tanto.
- Serena: Di cosa stai parlando Blair? Mi avevano detto che avremmo posato insieme. Non hai ricevuto il mio messaggio?
- Blair: Che hai pensato appena arrivata? Quando hai letto le convocazioni e non hai visto il mio nome? Quando non mi hai vista in sala trucco che cosa hai pensato? Quando sulla porta del camerino hai letto solo il tuo nome, cosa hai pensato?
- Serena: Hanno detto che avresti fatto tardi e mi hanno chiesto di fare degli scatti di prova. Credimi, pensavo che tu lo sapessi.
- Blair: E dovrei fidarmi?
- Serena: Scusa Blair, ti ho incoraggiata io. Ragiona, che interesse avrei a rubarti una cosa che ti ho convinta a fare?
- Blair: Perché tu mi porti via tutto. Ecco perché. Nate. Mia madre.
- Serena: Blair!
- Blair: Non puoi farne a meno, dillo. È più forte di te. Speravo che stavolta sarebbe stato diverso. Avrei dovuto immaginarlo.
Dopo aver assaggiato il caviale, mi sconvolge come un uomo possa accontentarsi del pesce gatto.
So quello che le sta succedendo e non le posso dire che con il tempo passa, perché non è vero. Non passa, rimane lì. È solo che uno si abitua a convivere con il dolore, con l'idea dell'assenza. Dicono che è come la morte, però non è vero: è peggio. Se fosse morto non penserei che è colpa mia, non pensare d'essere diventata vecchia, o non abbastanza bella. Però non è morto, è stata una sua scelta non stare più con me. Gliel'ho detto, non passa. Non si dimentica. Però diventa sopportabile. Arriva un momento, una mattina, che ti svegli, ti vesti meccanicamente ed esci di casa per andare a lavoro. Senti che la vita continua, che è più forte, e che bene o male tu ci sei dentro. Allora prendi un respiro, e ricominci a camminare con la tua ferita. Tutto qui.