Esperienze


in Diario (Esperienze)
E quando per sbaglio volsi lo sguardo alla tv
Per pura curiosità la voce la cercai per capire chi sei
Quando il cuore mio ha fatto una capriola
a colpo di cannone non era mai stato un colpo di tosse
Non è mai stato un colpo di fulmine ma un colpo solo
Di quell'amore platonico della musica napoletana
Che mi spezzò l'anima che raccolgo i pezzi
e la ricomposi in una melodia sempre più bella fino
Al silenzio che sei tenebroso doppio segno che lasci
Attila Capitan Uncino Moriarty quattro parole come gli
Anni che addietro alle spalle lasciasti ma della essa
Ne porti l'orgoglio e freddezza come l'inverno ed
Io la primavera ecco perché quando ci siamo
Per attimo ad essere autunno rimanesti senza parole
Di fronte a cosa non potevi definire
Cocciutaggine o immaturità ed ecco il bivio
Un dirrotamento per il treno
Un'improvvisa sosta
Un'orient express
l'espresso napoletano
Un caffè americano
Un bar napoletano
La pressione che vibra da lontano
Immobile bianca bugiarda rossa gialla
Luna. La luna ha il tuo nome.
Ti amo Luigi.
Composto giovedì 7 dicembre 2017
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    in Diario (Esperienze)
    E quando i libri prendono vita
    Che isso lo sguardo verso l'orizzonte
    Scrutandolo con le infinite domande senza risposta
    e sposta il fiato sulla bandiera la direzione della stessa
    Osservando come la giornata mi passa avanti
    Come un treno alola stazione solo un assaggio vidi
    Che poi traducendo meglio i miei vecchi sogni
    c'è sempre stato quando i libri prenderanno vita
    Cammineranno sulle loro gambe, metteranno i paradossi alle date
    Cuciranno le coperte per i loro inverni e le ultime spiagge estive
    Le foglie che cadono in autunno rosse come il tramonto
    Gialle come chi ha fegato, castane come il tronco ferito
    Sulla corteccia in una treccia di liane profumi fiori e frutti
    Nel bianco della neve che cade in fiocchi fuori alla finestra
    All'ordine dell'isso come la bandiera o il prezzemolo cantato
    Altrove, si sieda l'attesa in una tazza di tè bollente
    e quando i libri prenderanno vita di nuovo deduco dall'inizio
    Una scacchiera, bella megera... strega che incanta che sgrida
    Che castigamatti ed il caldo della consapevolezza dolce sole
    Poche parole qualche linguaccia qualche occhiataccia
    In questo regalo c'è l'autunno-inverno una collezione di emozioni
    Ci canto non mi rotolo come il fango sulla pelle dei porcini
    Ma lo ammiro me lo disegno me lo immortalo ed isso ancora
    Lo sguardo verso l'orizzonte quando il giallo della narrativa
    Mi scorre nelle vene e dinnanzi agli occhi
    Morbido come il vento e nulla tocchi che tocca a me al momento
    e quando il noir giallo della narrativa prende vita
    Posso solo sperare che ai piedi delle bocche di fuoco
    Di piombo fermi a rumoreggiare nel secondo tempo che fu
    Mi inginocchi sui piedi vicino ad un fanciullo
    Che tra le mille soluzioni ed il fiore che sia
    Possa la sua creazione di un fiore sempre più immortale.
    Composto mercoledì 6 dicembre 2017
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      in Diario (Esperienze)
      Corrono le immagini di fantasmi fra le note
      Immobili tra il respiro ed il sospiro
      i fiori di loto di mille mani sbiadiscono
      Lasciando che la luce filtri nelle vene scorrendo come tempo
      Come sabbia di rabbia nelle clessidre piccole rivoltate
      a testa in giù per non pensare più quando gli occhi sognano
      Quando l'onda del rivolo si appoggia come un abbraccio
      Un velo pietoso di zucchero sul sale
      Che poi sale la lacrima che fugge dagli zigomi
      La stessa forza d'animo della stessa poesia
      Rime singhiozzanti ed infranti senza baciarsi mai
      Incrociati si ma parole vuote come gli attimi di diffidenza
      Di cui purtroppo non riesci a far senza
      Corrono le immagini dentro la mente per cercare disegni
      Modelli a cui ispirami solo un libro principesco che mi guidi
      a come tracciare i miei guai, a contornare i miei mai come ben sai
      Ed intanto l'orizzonte si fa sempre più piccolo nelle nostre mani
      La linea della vita l'orizzonte è il ballo di fine stagione
      La storia sei diventato la storia! Il silenzio che tace e piace
      a se stesso ed ai miei guai.
      Sarò l'onda del fiume, la corrente calda che con quella fredda
      Da origine all'innondazione per lasciare il fango sulla differenza
      e mettere alla fine i fiori nelle bocche da cui si spara il sole
      Ed alzare soluzioni e bambini per creare fiori da mettere nei cannoni e senza indulgiare se la giornata diventa tempestosa
      Grigia di un cielo arrabbiato nero qui comando io fulmini e saette
      Le quattro meno dieci io mai al mare non so quanto è profondo
      Ma dentro gli occhi le colonne del cielo danno una porta di terra
      Attraverserò il lato oscuro della luna sempre piena di eclissi
      e vita e quando farà freddo saprò per certo che dai crateri
      Se uscisse fiato, sarebbe solo il respiro arrabbiato di un'altra
      notte che verrà.
      Quando l'onda del fiume si appoggia come un loto
      La sabbia di rabbia cerca di svegliarla e di alzarla in volo
      Ma si è addormentata e dorme abbracciata all'acqua
      Che intanto corre e si infrange, lasciando il fango sulle malelingue
      Un velo di gelo fra le dita sul sale e sale lacrime amare di città
      Un velo di gelo tra le dita ho le mani congelate
      Dai prendi il tuo bisturi ed andiamo via di qui
      Da chi non vuole il sole e nemmeno un'altra Luna lì.
      Composto mercoledì 6 dicembre 2017
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        in Diario (Esperienze)
        Luna rossa, Luna gialla
        Luna piena, Luna bugiarda
        Luna della vitamina "d"
        Luna della vitamina "c"
        Luna che comanda il mare
        Luna che non ha contatti
        Con Amstrong Signora indiscutibile della notte
        Notte senza Luna, notte insonni in faccia al muro
        Compagno invisibile di un letto freddo
        Fantasma dello stage di un film mai vissuto
        Luigi di Luna. Luna che mi passa davanti come il tempo
        Luigi di Luna coordinate quattro punto zero.
        Luigi di Luna tutte le volte che ti vedo mi brilli negli occhi
        Luigi di Luna parola d'ordine discrezione e disciplina
        Ma il cuore è una leva che solleva il mondo
        Per nuotare sott'acqua verso la luce volare sempre avanti
        Luigi di Luna i tuoi raggi freddi sul golfo
        Luigi di Luna il punto di arrivo che brilla balla
        Ma non si fonde con l'acqua nel gelo dell'inverno
        Luigi di Luna nelle mie mani
        solo acqua un riflesso e tu.
        Mi sono congelate le mani
        per la coppa in cui fugge l'acqua
        Come l'acqua scivoli via
        come il gelo nelle ossa
        Luigi di Luna io ti ho accarezzato nell'acqua ed in volo come rondini
        Sei fuggito
        feroce come un'aquila
        saggio come una civetta
        mia Minerva.
        Mia Donna.
        Luigi di Luna donna che sia
        magnetismo unico dell'animo umano.
        Composto mercoledì 6 dicembre 2017
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          Scritto da: Anna Rijtano Mallus
          in Diario (Esperienze)
          Non tutte le critiche vengono per nuocerci. Se un amico "critica" un nostro difetto consideriamola un'azione atta a pungolarci, a scuoterci a scrollarci dalla pigrizia e dall'infingardaggine. La critica buona è da considerare un atto amorevole da parte di chi tiene a noi e ci ama, poiché viene mossa per stimolare l'animo, per esortare ad agire a cambiare a migliorare, dunque a costruire e non demolire. Le critiche buone e sensate, come disse qualcuno, "valgono il doppio di un complimento". Le critiche quando sono costruttive sono un dono.
          Composto sabato 11 maggio 2013
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            Scritto da: fiocchidineve
            in Diario (Esperienze)
            Il tempo passa, le stagioni scorrono, i natali volano, le mani invecchiano, le nevi si sciolgono, gli inverni ritornano. Ma ciò che non svaniranno mai sono i nostri ricordi. E se il tempo, le stagioni, le nevi i natali svaniscono, ci sarà per sempre dentro noi quell'infanzia gioiosa che fu.
            Composto venerdì 15 dicembre 2017
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              in Diario (Esperienze)
              Tutti vogliono o cercano qualcosa, ma non sarebbe meglio non farlo? Non volere il bene degli altri ma prenderlo, guadagnarselo senza chiedersi nulla, e star a vedere chi lo da perché vuole darlo e non perché si sente obbligato? Non sarebbe meglio non volere niente e prendere quello che è il frutto delle nostre vere azioni, dei nostri veri pensieri, della nostra vera anima e di noi stessi? Perché dire e ribadire le cose se si può vivere, capire, accettare, valutare e reagire in silenzio, senza tante sentenze che ci annebbiano, ci affaticano, ci stufano l'anima, la spontaneità e la fede? Perché il genere umano è così pateticamente attaccato alle certezze, alla materia vuota, alle speranze? Perché non si può vivere solo di fatti? Di momenti correnti? Vivere per l'amor di vivere, consumare ogni momento per il piacere di provare gusti diversi, che ci regalano sorprese? Perché non accettare tutto in modo equo, ma singolo, senza distinzioni? Il male, il bene, il dolce, l'amaro? Perché non prendere tutto ciò che è e che sentiamo ci appartenga ed abbracciarlo, capirlo, ascoltarlo, viverlo, senza giudizio, senza chiedersi se è giusto o sbagliato, senza chiedersi cosa sia realmente la verità assoluta e lo sbaglio assoluto, e compiere l'analizzazione di esso, nell'atto della sua consumazione invece di farlo per cercare la sua motivazione d'esistenza? Le uniche decisioni che bisogna prendere, le uniche scelte che dovremmo fare sono quelle che compiamo, che viviamo con tutti noi stessi mentre ci siamo dentro, non sono quelle che meditiamo, decidiamo e compiamo successivamente.
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