Scritta da: Sergio Mocchetti
Preferisco morire che smettere di vivere.
Composta sabato 17 ottobre 2009
Preferisco morire che smettere di vivere.
Adoperate ragioni forti ma parole dolci.
Non c'è peggior uomo spietato, che un buono con la voglia di vendetta.
Non ti amerò come non so fare. Non saranno le parole che vuoi sentirti dire. Non saranno le canzoni che ami. Non saranno i colori che indossi. Non saranno le cose che non ho. Non sarò diversa da quello che sono. Posso darti tutto quello che sono. Tranne un po'.
Parla con me, io ti ascolterò.
Parla con me, io ti risponderò.
Parlami di te, ed io, ti parlerò di me...
L'uomo che commette un errore e non lo corregge... ne commette un altro ancora.
Cercate tutti le stesse cose: la scritta sotto casa, la collanina a forma di cuore dopo un mese, le rose rosse, i cioccolatini a San valentino, la fedina dopo un anno passato a sopportarvi. La maggior parte della gente sta insieme per noia, per abitudine. A me basterebbe trovare una persona che mi stia ad ascoltare anche quando sono seduta sulla tazza del cesso, questo è romanticismo.
Nel silenzio della notte ascoltare i miei mille pensieri che invadono il firmamento e danzano nel caotico universo dell'anima.
La notte-morte, che ci fa così paura, non è altro che una tenda pronta ad alzarsi per rivelare la luce del mattino; quello che ci sembra un furto di luce si rivela in realtà un lascito di luce più splendida e perenne. E così la morte diventa soltanto un'estatica rivelazione dell'immortalità.
Ho vinto nel mio fallimento. Ho superato le barriere dell'impossibile pur di raggiungere l'umiliazione. Sono campione di errori e vessillo di imperfezione. Primo in ordine dei perdenti. Ho perso quando ho voluto accomunare l'amore alla vita. L'uno è troppo sensibile. L'altro è incapace di raccoglierlo.