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Poesie inserite da Bernardo Panzeca

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Diario e in Preghiere.

Scritta da: Bernardo Panzeca

La casa dei nonni

Quant'era bella
la casa dei nonni,
Lì ho trascorso
i miei più bei giorni.
Non vi è estate
Che non ricordi
Non vi è Natale
Che io scordi.
C'era un tavolo
sempre allungato
e anche di notte
era apparecchiato.
Zii e cugini
sedevano attorno
tanto amore
c'era ogni giorno.
Era una casa
tanto profumata
perché dal sole
era tanto amata,
finestre e balconi
i nonni spalancavano
già al mattino presto
i raggi ospitavano.
Non vi era volta
che io andavo
e tanta pace nell'aria
non respiravo.
Era una casa tanto Beata
anche il tempo lo dice da tempo:
"Non può essere dimenticata."
Composta venerdì 5 marzo 2021
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    Scritta da: Bernardo Panzeca

    Il grembiule delle elementari

    Ricordo ancora
    quel mio grembiule,
    sulla sedia, in cucina
    sembrava il cielo
    ogni mattina.
    Di un blu intenso
    col fiocco slegato
    quel suo colletto
    appariva arrabbiato.
    Tutti i giorni
    lo indossavo
    e come uno scudo
    io lo portavo.
    Quel suo colore
    tanto divino
    mi concedeva
    la forza di un pino.
    Erano fredde le giornate
    ma con lui addosso
    mi sentivo in estate.
    Era un grembiule
    stirato da mamma
    di sera in sera
    con tanta preghiera.
    Anche oggi
    dopo tanti anni
    ho sempre quel grembiule
    in mezzo ai miei panni.
    Lo tengo in alto
    Nel cielo lassù
    ed ogni mattina
    lo guardo e lui mi tira su.
    Composta giovedì 25 febbraio 2021
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      Scritta da: Bernardo Panzeca

      Le caramelle di mia nonna

      La ricordo ancora
      la mia nonna,
      Col suo grembiule
      profumato di marsiglia
      e il suo pensiero
      rivolto sempre alla famiglia.
      Si alzava presto al mattino
      e con le mani giunte
      ringraziava Gesù Bambino.
      Faceva colazione
      inzuppando il pan nel latte,
      Era la sua colazione preferita
      E toccando la foto di Santa Rita
      Non vi era volta
      che non si baciava quelle sue dita.
      Era buona
      la mia nonna,
      teneva nelle tasche
      sempre tante caramelle
      che luccicavano come le stelle.
      Le donava a noi bambini
      e anche ai non piccini.
      Tanti sorrisi
      comparivano sui visi
      perché quel sapore
      sapeva proprio di amore.
      Non finivano mai
      le caramelle di mia nonna,
      Ed anche oggi
      che lei non c'è più
      Guardando ogni notte lassù
      c'è sempre una caramella
      che somiglia tanto ad una stella.
      Composta mercoledì 24 febbraio 2021
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        Scritta da: Bernardo Panzeca

        Un povero barbone

        Che pena quel barbone
        A guardarlo in terra
        compare un gran magone.
        Tutto solo e mal vestito
        A nessuno viene in mente
        se poverino sia nutrito.
        Ha barba lunga capelli folti
        e due grandi occhi
        chiaramente dalle lacrime travolti.
        È un povero uomo
        disperato e in preghiera
        E con tante stelle
        che lo illuminano ogni sera.
        Non ha più voglia di parlare
        Perché da tempo
        ha smesso ahimè di amare.
        Il cuor suo batte solo per il cielo
        Non vede l'ora di svegliarsi
        tra le braccia della Signora con il velo.
        Composta lunedì 22 febbraio 2021
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          Scritta da: Bernardo Panzeca

          Una farfalla in volo

          Che bella che era
          quella farfalla
          anche di sera,
          Aveva grandi ali
          e comportamenti
          assai reali.
          Non vi era fiore
          che al suo passaggio,
          Non si trovasse
          a proprio agio.
          Non vi era cuore
          che al suo odore
          Non sapesse dell'amore.
          Era tanto bella
          quella farfalla,
          E come tutte
          le cose belle,
          È andata troppo presto
          a danzare tra le stelle.
          Composta domenica 21 febbraio 2021
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            Scritta da: Bernardo Panzeca

            La Madonnina sul comodino

            Sul comodino
            di fianco al cuscino
            c'era una statuina
            che ritraeva
            una Madonnina.
            Era di legno
            non molto grande
            ma dallo sguardo
            era un gran baluardo.
            Tutte le sere
            la accarezzavo
            e un'Ave o Maria
            col cuore recitavo.
            Non vi era giorno
            che la guardavo
            Non vi era notte
            che non la invocavo.
            Era una statuina
            tanto carina
            un gran buongiorno
            mi dava la mattina.
            Composta venerdì 12 febbraio 2021
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              Scritta da: Bernardo Panzeca

              La grotta di Massabielle

              C'era una grotta
              in alto sui monti
              con tutt'intorno
              fonti e tanti ponti.
              Era una grotta
              tutta Celeste
              dove al suo interno
              splendeva una veste.
              Da tutto il mondo
              andavano gli ammalati
              Solo lì dinnanzi
              si sentivano confortati.
              C'era una luce
              talmente brillante
              Non vi era guarigione
              tanto distante.
              Da quelle rocce
              quiete e calore,
              si percepiva
              un gran odore.
              Era il profumo
              di Nostra Signora
              i cuori tutti
              Inebriava d'Aurora.
              Composta giovedì 11 febbraio 2021
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                Scritta da: Bernardo Panzeca

                Una mamma piange

                Quando una mamma piange
                l'intero cielo si affrange,
                più che lacrime normali
                quelle son lacrime con le ali
                che come rondini di primavera
                raggiungono chi per gli uomini
                è in preghiera.

                Quando una mamma piange
                l'intero cielo si affrange,
                il suo dolore fa tanto rumore
                perché ad urlare è il cuore
                e non può che aver un malore
                chi al suo cospetto
                si trova a veder tanto orrore.

                Quando una mamma piange
                tutto quanto il mondo piange,
                d'improvviso e senza avviso
                non vi è più traccia di sorriso
                in qualunque dove
                e su ogni viso.

                Quando una mamma piange
                solo la parola perdono
                può riecheggiare come suono.
                Composta mercoledì 3 febbraio 2021
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                  Scritta da: Bernardo Panzeca

                  27 Gennaio 1945

                  C'era nebbia
                  quel giorno,
                  e tanto fumo
                  tutt'intorno.
                  Voci estranee
                  con irruenza
                  ai nostri animi
                  donarono assistenza.
                  Come raggi
                  inattesi di sole
                  bucarono la notte
                  restituendoci le suole.
                  Ci trovammo
                  liberi d'improvviso,
                  senza più lacrime
                  da versare
                  e con tanti morti
                  da ricordare.
                  Il cielo si era tramutato,
                  non appariva più rigato,
                  quei cancelli oramai distesi
                  sui quei muti campi rossi
                  si erano infine arresi.
                  Composta mercoledì 27 gennaio 2021
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