Mamma, papà mi rivolgo a voi ora, che mi accorgo quanto questo mondo sia falso, ora, che mi accorgo quanto voi siate veri.
Mamma, papà mi rivolgo a voi insegnatemi a piangere, non vorrei chiedervi una cosa tanto triste ma in questa follia non riesco a versare lacrime, non vorrei chiedervi una cosa tanto difficile ma in questa follia non riesco a liberare il mio pianto che mi annega da dentro.
Mamma, papà mi rivolgo a voi insegnatemi ad asciugare le lacrime di chi per la mia stupidità adesso soffre.
Mamma, papà mi rivolgo a voi insegnatemi a ringraziare le mani che non mi lasciano solo in questa Terra così affollata eppur così deserta.
Mamma, papà mi rivolgo a voi insegnatemi la forza di mostrarmi debole e bisognoso d'aiuto sotto questo falso sole dove si pensa che le persone forti siano quelle che non piangono, quelle che non amano.
Mamma, papà mi rivolgo ancora a voi che solo non mi avete lasciato mai insegnatemi a vivere ora che mi sono scordato come si fa insegnatemi a vivere fino a quando chi dovrà capire capirà.
Aspetto che tu mi dica qualcosa, ma mi sembra di strappare parole alla sabbia. Aspetto che tu provi qualcosa per me, magari addirittura amore. Ma in mano nn ho un bacio, né una carezza o un saluto, in mano non tengo altro che parole strappate alla sabbia.
Mille foglie volano al vento, sussurrano parole non dette. Il sigillo del nostro tempo. Lacrime che rigano il sonno Di un sogno mai vissuto, di un bacio non dato... i pensieri scricchiolano proprio come quelle foglie ormai secche, calpestate dai passi di uno sconosciuto... scomposte come le ciocche dei capelli di una bambola ritrovata in soffitta... come un soffio di vento penetrato nel cuore di chi non può amare, non vuole amare... Marco... L'uomo che camminava tra le righe del mio tempo... Tra le note stonate di una vita ribelle... Tra mille parole di una sera stellata... Tra una luna celata da nubi confuse... Confuse da un sogno che fugge lontano al comparir del sole che illumina il nostro amore...
Avresti voluto o potuto, vedere i suoi occhi. Vedere il suo sorriso. Udire il suo pianto, la sua voce. Avresti potuto udirlo, chiamare mamma. Avrebbe potuto sentire, la tua voce, vedere il tuo volto, e tu il suo. Avreste potuto conoscevi, abbracciarvi e amarvi. Avrebbe potuto essere, ma non è stato, avrebbe potuto... se solo lui fosse nato.
Io vorrei, fallo diventare voglio, il potrei posso. I se certezze, i ma concretezze. I forse diventeranno dei sì, i se e i ma dei traguardi. Le ipotesi diventeranno fatti. Sarà un futuro senza rimpianti.
Se... ma... avrei potuto, se avessi fatto, avrei dovuto. Sono tutte ipotesi, di vita, di occasioni, di possibilità. Momenti passati, non vissuti, occasioni perse. Piccoli rimpianti o rimorsi. Nati dai tanti se... e tanti ma...
La prossima volta... fantastica sarà la vita. Sarà a modo mio, pieno di sogni, di traguardi, di momenti sì, e pochi no. Una grande occasione. Senza i se, senza i ma senza forse o incertezze, pieni di posso e di faccio. Sarà di certezze e traguardi Fantastica sarà... perché la vivrò a modo mio.