Poesie personali


Scritta da: Alessandro Bonfanti
in Poesie (Poesie personali)

Mamma, papà

Mamma, papà
mi rivolgo a voi
ora,
che mi accorgo quanto questo mondo sia falso,
ora,
che mi accorgo quanto voi siate veri.

Mamma, papà
mi rivolgo a voi
insegnatemi a piangere,
non vorrei chiedervi una cosa tanto triste
ma in questa follia
non riesco a versare lacrime,
non vorrei chiedervi una cosa tanto difficile
ma in questa follia
non riesco a liberare il mio pianto
che mi annega da dentro.

Mamma, papà
mi rivolgo a voi
insegnatemi ad asciugare
le lacrime di chi
per la mia stupidità
adesso soffre.

Mamma, papà
mi rivolgo a voi
insegnatemi a ringraziare
le mani che non mi lasciano solo
in questa Terra così affollata
eppur così deserta.

Mamma, papà
mi rivolgo a voi
insegnatemi la forza di mostrarmi debole
e bisognoso d'aiuto
sotto questo falso sole
dove si pensa
che le persone forti siano
quelle che non piangono,
quelle che non amano.

Mamma, papà
mi rivolgo ancora a voi
che solo non mi avete lasciato mai
insegnatemi a vivere
ora che mi sono scordato come si fa
insegnatemi a vivere
fino a quando chi dovrà capire capirà.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Parole strappate alla sabbia

    Aspetto che tu mi dica qualcosa,
    ma mi sembra di strappare parole alla sabbia.
    Aspetto che tu provi qualcosa per me,
    magari addirittura amore.
    Ma in mano nn ho un bacio,
    né una carezza o un saluto,
    in mano non tengo altro che
    parole strappate alla sabbia.
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      Scritta da: Anna D'Urso
      in Poesie (Poesie personali)

      Mille foglie al vento

      Mille foglie volano al vento,
      sussurrano parole non dette.
      Il sigillo del nostro tempo.
      Lacrime che rigano il sonno
      Di un sogno mai vissuto,
      di un bacio non dato...
      i pensieri scricchiolano proprio come
      quelle foglie ormai secche,
      calpestate dai passi di uno sconosciuto...
      scomposte come le ciocche dei capelli di una bambola ritrovata in soffitta...
      come un soffio di vento penetrato nel cuore
      di chi non può amare, non vuole amare...
      Marco...
      L'uomo che camminava tra le righe del mio tempo...
      Tra le note stonate di una vita ribelle...
      Tra mille parole di una sera stellata...
      Tra una luna celata da nubi confuse...
      Confuse da un sogno che fugge lontano al comparir del sole che illumina il nostro amore...
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie personali)

        Avresti...

        Avresti voluto o potuto,
        vedere i suoi occhi.
        Vedere il suo sorriso.
        Udire il suo pianto,
        la sua voce.
        Avresti potuto udirlo,
        chiamare mamma.
        Avrebbe potuto sentire,
        la tua voce,
        vedere il tuo volto,
        e tu il suo.
        Avreste potuto conoscevi,
        abbracciarvi e amarvi.
        Avrebbe potuto essere,
        ma non è stato,
        avrebbe potuto...
        se solo lui fosse nato.
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