Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)
Il gusto
Il gusto dei tuoi baci
condito... dalla
tua dolce bocca
mi fanno rotolare
come... un'albicocca.
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Il gusto dei tuoi baci
condito... dalla
tua dolce bocca
mi fanno rotolare
come... un'albicocca.
Sei tutti i gusti
della frutta
il tuo profumo
la tua... delicatezza
fanno di te
una dolce macedonia
d'amore... di bellezza
sei mora... sei lampone
sei fetta di melone
sei fragola di bosco
sei mirtillo
sei la ciliegia
che apre le porte
alla cicala... al grillo
sei morbida buccia di pesca
sei il succo dentro al chicco
dell'uva... di limone della costa
sei fico infarinato
e tostato piano piano
sei... chicco di melograno
sei l'amarena messa
sulla panna del gelato
sei l'anguria dal sapore zuccherato
sei mela verde... gialla rossa
sei... il frutto del riccio
quando l'autunno bussa
sei tutti i gusti della frutta
ed io
ti mangio... tutta.
Giorni di sole colorano la mia stanza...
dolci risvegli danno un nuovo sapore alle giornate calde d'agosto...
tutto sembra mite...
tutto tra poco accarezzerà il tempo dei ricordi...
ma ora è tutto pronto...
meglio vivere oggi senza pensare a ciò che domani sarà ricordato o chissà... solo dimenticato!
Cara legge
Perché è così difficile per me,
credere che la giustizia c'è!
Perché l'omertà
Perché il silenzio
Perché i sotterfugi
Perché gli intrighi.
Lascio qui il mio grido.
Tra i rami e le foglie,
nel sottobosco fervente si vita.
Piccoli esseri quasi invisibili.
Sembrano inutili all'occhio superficiale.
Ferventi lavoratori permettono
a tutti noi uomini di vivere,
ai poeti d'ispirarsi, agli scienziati
di svelare i segreti dell'universo,
ai santi di scrutare i piani di Dio.
Permettono agli artisti di creare,
alle madri di partorire nuovi figli.
Tutto partendo da voi minuscole indifese,
a volte ripugnanti creature, piccoli mattoni
della vita, indispensabili essenziali amici.
Un vecchio seduto su una grande valigia,
pensa e ripensa a chissà cosa,
afferra saldo tra le mani un bianco fazzoletto,
nei suoi occhi il peso degli anni,
sulle labbra l'amaro di un addio appena consumato.
Per un attimo rivolge il suo sguardo su di me
e un sorriso squarcia la malinconia.
A passi spenti mi si fa incontro
ed allunga la mano vissuta
per salutare chi gli ricorda la sua gioventù.
La voce è sicura quando
scandisce il suo saluto di soldato,
e per un'attimo si accende nei suoi occhi
la stessa fiamma che nei miei prese vita
quel giorno che a man levata urlai la mia fedeltà
al suolo che tiene saldi i miei passi.
Nei miei tratti rivede se stesso
ed il fiore della sua gioventù,
nei suoi occhi rivedo l'orgoglio
che ogni giorno muove il mio cammino.
Tutto cambia:
il mondo, le immagini, le opinioni, i pensieri
anche voi state cambiando
perché tutto cambia.
Gli uccelli non fanno più i nidi,
i torrenti non scendono giù dalla montagna,
il mare non ha più movimento
e non vuole più ondeggiare.
Anche il cielo cambia colore
perché è giusto sia così,
lentamente,
cambia aspetto...
apre il suo mantello celeste dallo spazio infinito.
Tutto ciò che è esistito è cambiato,
semplicemente,
come un uomo cambia una donna...
rivolgendo insieme i loro sguardi verso un altro cielo.
Non vi è più fine, perché tutto cambia
la morte è vita
e la vita è morte...
una soprannaturale storia che cambierà
una vicenda tutta nuova e diversa...
Tutto cambia, e anch'io cambierò, del resto.
Ea quel dì gran festa e noi ragazzi
s'era venuti al Po per la nuotata;
finivano le scuole e come pazzi
per la gioia, era tutta una risata.
Sull'onda mormorante del gran Pado,
correva l'acqua sciolta dalle nevi
e il forte corso ricopriva il guado
ed ammoniva tutti «o nuoti o bevi».
Eri un fanciullo, Enrico, uando al porto,
tu ti tuffasti giù come dal cielo,
ma l'ancora spietata ti fè morto
e l'onda s'ammantò di un rosso velo.
Oh quanto il tuo ritorno fu mai duro
su quel furgone nero e traballante
che ti recò da Pontelagoscuro
al tuo papà malato e un po' tremante!
Fu il primo colpo d'ala che la morte
battè su noi ragazzi e duramente
ad ammonire, fredda, che la sorte
uccide anche la vita più innocente.
Molt'anni son passatida quel giorno
e il mondo ha ripercosso i nostri cuori
che sparuti si guardano dattorno
e gioie più non vedon ma dolori.
Su la tua tomba c'è talora un fiore
portato da un amico e un fiocco lume,
onaggio di una antico tuffatore
all'innocente inferia del gran fiume.
Fu dolce forse a te morirbambino,
menttr'ansimante per la bella gara
tu ti lanciavi giù dal trampolino,
tra gli amici paludenti di Ferrara.
Tu nella tomba entravi allor di schianto,
purissimo qual nume giovinetto,
lasciando a noi la vita col suo pianto,
mentre gioivi al viver più perfetto.
La vita non si getta su di un foglio
Si scrivono i sentimenti,
le emozioni
Lasciando inconsciamente trapelare qualche lieve sfumatura di vita
Poi il mondo interpreta.
Oggi
mi sento così bene
da star male
son
precipizio... corrente ascensionale
sono radice
che non trova appigli
son libro senza fogli
sono pesante
come un filo di paglia
son rete... senza nodi
e son parete appesa
ai quadri... senza chiodi
son movimento
senza modi
son nuvola di fumo
senza fuoco
son fante... re... regina
ma non gioco
sono lama d'acciaio
che non taglia
son vetro che riflette
e non abbaglia
sono parola senza bocca
sono... una pietra
che risale da una rocca
sono la parte matta
di questa filastrocca.