Poesie personali


Scritta da: lily the moon
in Poesie (Poesie personali)

Della passione e della ragione

Alle volte capita, quando meno te lo aspetti,
di vivere situazioni del tutto inusuali,
inaspettate e gradevolmente sorprendenti.
Non sai esattamente cosa hai fatto per esserne protagonista.
La ragione e la razionalità tengono a freno i tuoi sogni,
ma è impossibile non sentire la forza con la quale
la passione vuol sciogliere le cime e spiegare le vele.
Non importa se verso l'impossibile.
Non importa se verso un mondo fantastico,
dove convenzioni e perbenismo non esistono.
La tua anima ed il tuo cuore sussurrano.
Non pensare al tempo nuovo.
Vivi l'adesso al meglio che puoi!
È l'unico vero tempo che hai da vivere.
Ci sono momenti che librarti alta nel cielo e
lasciarti trasportare dal vento in un volo liberatorio,
è veramente l'unica cosa che ha senso per te.
Via veloce e leggera verso l'Isola che non c'è.
Certo... Puoi tentar di domare l'imponderabile,
il fato, il destino, con il senso della ragione.
Ma sei viva e reale solo quando dentro te
divampa la fiamma della passione.
Ecco, allora, che se ti lasci andare,
finalmente, sei libera dalla tua prigione.
Composta lunedì 21 gennaio 2013
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    Scritta da: Salvatore Masullo
    in Poesie (Poesie personali)

    Vita da matematico

    "La vita è un'equazione con troppe incognite,
    dove non basta dimostrare di avere solo i numeri..."
    usava ripetere il professor Concetto Di Somma,
    docente di Matematica in una frazione di Cento,
    provincia di Ferrara e figlio di un fattore di Potenza,
    modesto contadino della Basilicata.

    Fin da ragazzo, coi compagni, c'era grande differenza:
    lui studiava con costanza all'ennesima potenza.
    Un alunno intelligente con altissimo quoziente
    e nei calcoli a memoria era il massimo esponente!
    Conobbe una ragazza, che aveva meno anni,
    con cui divise presto le gioie con gli affanni.

    Pensò di aver trovato la formula corretta
    di un sodalizio forte, sereno e con affetto.
    Ma presto saltò fuori la grande differenza
    con lei che discuteva ormai del più e del meno:
    un dì s'accorse allora che per avere il seno
    con lei doveva sempre parlare di tangente.

    Benché moltiplicasse gli sforzi e le fatiche
    si ritrovò da solo ad affrontar la vita,
    persino quando corse quel giorno in ospedale
    per un'operazione a un calcolo renale.
    Ed ebbe fine presto quella sua vita triste
    la sera in cui tornando dal dentista,
    per l'estrazione di una piccola radice,
    trovò nel letto, impavida e felice,
    la sua metà, tra le braccia di un terzo.

    Non accettò quell'odioso triangolo
    e preso dal dolore salì sulla vettura
    morendo in una curva in quella notte scura.

    Di lui rimane oggi soltanto quel pensiero
    scolpito dai parenti nel vecchio cimitero:
    "Uomo retto, dall'intelletto acuto,
    perito in una curva col suo dolore muto!"
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      Scritta da: Salvatore Masullo
      in Poesie (Poesie personali)

      Frammenti del passato

      Sola, rincorsa dagli affanni di vita consortile
      hai chiuso in un cassetto quel sogno giovanile.
      Secchi petali di rose, tra pagine ingiallite,
      riportano alla mente la nostra prima lite.

      Problemi familiari vissuti con coraggio,
      nel silenzio, per superare il peggio.
      Il sonno dei bambini a farti compagnia
      mentre lo sposo tuo lavora e resta via.

      Scolastiche emozioni riaffiorano alla mente
      ti recano sollievo nell'attimo fuggente.
      Frammenti del passato, canzoni di Battisti,
      trasmettono calore ai tuoi momenti tristi.

      Ripensi a spiagge bianche, ad un immoto mare,
      ove la mente tua si lascia naufragare.
      Ed io che sto lontano ti immagino vicino,
      dopo una pioggia estiva, seduti sotto un pino.

      I lidi più segreti, le sabbie più dorate,
      vorrei che insieme a te venissero violate.
      Respireremo uniti, non resteremo muti,
      per tutti quei momenti ancora non vissuti.

      La notte allora scenda, amica come il giorno,
      insieme parleremo di ciò che ci sta intorno.
      E se anche in quel tempo io ardo, se tu bruci,
      come potranno le tenebre non divenire luce?
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        Scritta da: Salvatore Masullo
        in Poesie (Poesie personali)

        Tel Aviv Promenade

        Passeggiamo senza stancarci
        lungo questa vivace Promenade
        (o "Tayelet", come la chiamano in ebraico),
        dove la vita cittadina pulsa di continuo.
        Lungo questo pavimento chiaro di pietrisco,
        punteggiato di palme,
        resocontiamo la nostra proficua
        giornata di lavoro.
        A piedi nudi assaporiamo
        quella sabbia finissima
        e quel mare cristallino
        mosso dalla rinfrescante
        brezza del Mediterraneo...
        La notte scorre veloce,
        animata da una gioventù
        che balla e sorride
        nei "beach-side cafes",
        dove l'aria è ancora calda
        degli ultimi raggi del tramonto.

        Tel-Aviv's Promenade
        dove ci sediamo volentieri su un lido,
        attorno a tavoli bassi,
        per gustare una birra fresca
        e rimirar le spumeggianti onde
        che bagnano la spiaggia
        fino all'antico porto di Jaffa
        e quelle vecchie case sparse
        tra lussuosi alberghi,
        sfavillanti di luci rosse e gialle...

        Il cuore di Tel Aviv
        non si ferma mai
        lungo questa Promenade
        dove la notte seduce tutti:
        turisti, coppie innamorate
        e appassionati di jogging...

        E tra le fragranze marine portate dal vento,
        noi consumiamo il nostro piatto di Humus,
        insieme ad odorose erbe di giardino
        e vegetali freschi sminuzzati...

        La notte passa presto a Tel Aviv,
        (in ebraico la "Collina di primavera" ),
        la città che non si ferma mai,
        un caleidoscopio di culture e tradizioni
        che difficilmente potrò dimenticare...
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          Scritta da: Salvatore Masullo
          in Poesie (Poesie personali)

          Non dire che

          Non dire che il tempo ha cancellato
          i sentieri ameni del passato,
          quando tra i sassi di un selciato erboso
          riluceva quel viso tuo gioioso...

          Non dire che non hai più il calore
          dei giovanili ardori,
          e il cuore è preda dei tormenti
          al primo soffio languido dei venti...

          Non dire che soffri per la figliolanza
          la dura prova della senescenza:
          tu sei il fiume che scorre nelle vene,
          che smuove le radici e scava le golene...

          Non dire che il dolore ti ha piegato
          e il corpo è stanco e rassegnato:
          tu menti e dal guardo tuo profondo
          riluce, forte, l'amore per il mondo...

          E allora muovi ancora le tue mani,
          lasciandole frugare tra i capelli,
          e prova ancora l'emozione
          di un brivido notturno sulla pelle...
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            Scritta da: Salvatore Masullo
            in Poesie (Poesie personali)

            Io scrivo

            Scrivo per chi un giorno
            vorrà leggermi
            e sentirsi rinfrancato.
            Scrivo per i miei figli,
            perché la sera
            non si sentano mai soli,
            perché non ritengano
            che tutto gli sia dovuto,
            perché credano
            in una società dell'essere,
            piuttosto che dell'apparire.
            Scrivo per chi ritiene
            che la vita sia troppo bella
            per essere vissuta in due.
            Scrivo per la mia donna
            perché con Lei
            mi sono sentito importante.
            Scrivo per chi si sforza,
            nel quotidiano,
            per sopravvivere.
            Scrivo per chi pensa
            che l'autostrada
            sia sempre la via
            migliore da seguire
            ed evita sistematicamente
            i sentieri di montagna
            e le strade di periferia.
            Scrivo per chi crede
            che l'aria di campagna
            sia fatta solo di buoni odori.
            Scrivo per chi è convinto
            che nella vita
            ci siano sempre
            risposte definitive.
            Scrivo per chi si sente solo,
            per chi si perde
            nella selva della vita
            ed in mezzo a tanto strazio
            non trova vie d'uscita...
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              Scritta da: Salvatore Masullo
              in Poesie (Poesie personali)

              Lentamente scorre il Nilo...

              Domani torno in Italia
              al termine del mio lavoro.
              Lascerò un poco del mio cuore
              tra le vie di Città del Cairo,
              il più grande centro abitato
              di un'Africa che merita sorte migliore...

              "Al-Qahira", che significa "la vittoriosa",
              è l'immensa capitale dell'Egitto,
              una città che non ha mai smesso di crescere,
              coi suoi vicoli e le viuzze dei quartieri popolari...

              Cupole e minareti spuntano
              nella bianca foschia di un mattino d'autunno,
              mentre in lontananza le piramidi di Giza,
              raccontano solenni una Storia millenaria!

              Dal balcone del mio albergo,
              guardo per l'ultima volta il Nilo
              che scorre lentamente
              trafitto dal luccichio del sole,
              mentre l'aria del mattino
              comincia a riempirsi
              col suono dei minareti,
              le voci dei venditori,
              il frastuono dei clacson
              e gli odori delle cucine...

              E mentre chiudo
              la finestra del mio balcone,
              il cuore mi si stringe
              rimirando per l'ultima volta
              l'imponenza delle Piramidi,
              e questo immenso fiume
              che lentamente scorre...
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                Scritta da: Salvatore Masullo
                in Poesie (Poesie personali)

                Montagne dell'Irpinia

                Fascinose cime
                che s'ergono selvagge
                su rustiche valli,
                tra il verde frascame,
                l'umide zolle
                e gli aspri dirupi...

                Gelide polle, tra bianchi scogli,
                s'allungano pei ripidi sentieri,
                tra lo stormir di fronde
                al sibilo dei venti...

                Antiche sonorità serali
                riecheggiano dai borghi:
                lo scampanìo d'un gregge,
                i fischi dei pastori,
                i cigolanti carri
                e i secolari canti
                di contadini stanchi...

                Barbe incolte sulle vermiglie gote,
                rami secchi agli angoli degli occhi,
                mani incallite da consumate vanghe.
                Al fianco le dignitose donne,
                compagne nel lavoro,
                compagne nella sorte...

                S'allargan le narici
                al fiuto di tabacco,
                s'innalzano nell'aria
                girandole di foglie,
                annega tra le rocce
                il sole all'orizzonte...

                Rintocchi di campane
                raggiungono i crinali,
                mentre la sera soffia
                sul fumo dei camini...

                Percorso dai sussulti
                è il cor della zitella
                che occhieggia
                sovra l'uscio
                in speranzosa attesa...
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                  Scritta da: Salvatore Masullo
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Un angelo in terra

                  Brevi furono le sue stagioni,
                  grande il suo amore per la vita,
                  quando il sole bruciava le spighe
                  e le rondini volavano alte
                  sui campi spettinati dal vento.

                  Era un tempo d'aquiloni,
                  di tramonti spesi in allegria,
                  di corse pazze giù per i pendii.
                  Su quella bici, respirando il cielo,
                  assaporò la sua fiaba di fanciullo.

                  Ma il fato pose la parola fine
                  all'innocente brama di carezze
                  e con l'arrivo delle prime piogge
                  quell'esile fuscello scolorito
                  tornò alla terra senza dare fiori.

                  Fremiti di foglie lungo il davanzale
                  e giocattoli senza più un padrone
                  restano a guardia della stanza vuota,
                  mentre l'acqua lacrimando scorre
                  sopra i vetri di una finestra fredda.
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