Poesie d'Autore


in Poesie (Poesie d'Autore)

Due uomini

Adesso, le aspettative erano scambiate:
Lui… come un bimbo impaurito… attende
la seggiola minuta ed insolente, non tiene
conto dell'intatta mole, le lacrime, precoci
scivolano ignare tra le crepe del tempo.

Lui… adesso… è chino… chino e mite
come non lo avevo mai scoperto
interrogano, del suo andato, circostanze.

Singolare destino, mi balenano del nemico
mentre lui… candido… continua a sciogliersi.

Dovessero, animo contrito, giudicarti adesso
chi di te fiuterebbe l'uomo incomprensibile
che non sapeva amare, l'uomo che nel dissipare
esibiva vocazione e per non perderla di vista,
la sofferenza la andava suonando porta a porta.

Adesso sei lì, ad un passo, inerte come un bonzo
e io qui, indissolubilmente intrappolati, inumata
rete di dolore tessuta da fendere, urlando, esausti:
esisto, reagisco, sopravvivo, palpito.

…Lui… adesso… è un uomo malato
devo aiutarlo, devo amarlo.

…Lui… adesso… è mio Padre.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ictus

    Guardo i tuoi occhi a cercare
    L'ombra del cuore d'allora:
    La tua forza di viver e d'amare

    Dove i miei occhi trovavano allora
    E trovano, adesso, la pace e 'l ristoro.

    Ora, tu sei nonna ai miei figli.
    Non so come presentar loro
    Quei tuoi dolci e cari consigli.

    Sulla povera sedia rotella
    Or non vedi
    non senti
    non sei

    La vita ti sembra ancor bella?
    Non so, ricordando qual eri
    Non lo so, vedendo qual sei!

    Non posso credere che ora
    Sei tu che hai bisogno
    Di me, ma lo sento,
    come in un brutto sogno:

    E sento un rimorso
    Per tutte le volte
    che (non) lo sapevo
    e non t'ho soccorso.

    Vita breve, veloce, lontana, tiranna
    Che passa, che vola ed inganna!
    Già son più vecchio di come ricordo
    Te, quando bimbo, fanciullo, adolesco
    Guardavo, e tu mi davi 'l soccorso

    Anche ora la vedo,
    forse più spesso ch'io crede
    Anche a me verrà questo peso
    che tu ora porti sì lieve.

    I miei figli
    che già mi vedono vecchio
    Avranno anche loro i lor figli,
    ed io sarò come un tuo specchio

    Tu piccola, grande vecchietta
    Morivi
    ed io ti teneva la mano

    Riapristi i tuoi occhi
    coraggiosi e gentili
    Mi lasciavi: ti dissi ti amo
    E tu ancora tornasti al richiamo.

    I tuoi sensi, il tuo cuore è ancor quello
    Più lento, più dolente è il tuo passo,
    che chiede pazienza, non canti d'uccello:
    Così la tua mente, dal muovere lasso
    Richiede rispetto al più lento suo passo.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Compleanni

      Non li conti
      più i tuoi anni
      non festeggi i compleanni,
      ma li esalti e non li spegni
      tutti i segni del vissuto.
      Non dimenticar
      che hai avuto
      una vita di colori,
      di profumi, di valori,
      di sorrisi e di allegria,
      di momenti di follia,
      di problemi poi risolti
      con drammatici risvolti.
      Ti han donato l'esperienza,
      di cui ora non fai senza,
      per capire,
      per scoprire
      che la vita va a finire
      in un lungo arcobaleno
      che disegna
      prima o poi
      quell'eterno che c'è in noi.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La strada nel bosco

        Chiusero la strada lì nel bosco
        già una settantina d'anni fa,
        maltempo e piogge l'hanno cassata,
        ed ora non potresti mai dire
        che c'era un tempo una strada lì nel bosco
        prima ancora che piantassero gli alberi.
        Starà sotto la macchia e sotto l'erica,
        o sotto gli esili anemoni.
        Solo il custode riesce a vedere
        che dove cova la palombella
        e i tassi ruzzolano a loro agio
        c'era un tempo una strada lì nel bosco.

        Pure, se nel bosco ti inoltri
        in una tarda sera d'estate, quando fa
        la brezza freschi i laghetti guizzanti di trote,
        dove la lontra fischia al compagno
        (non temono gli uomini nel bosco
        poiché ne vedono ben pochi),
        udrai lo scalpitio di un cavallo
        e il frusciar di una gonna sulla rugiada,
        un galoppo fermo e persistente
        attraverso quelle nebbiose solitudini:
        quasi che perfettamente conoscessero
        l'antica perduta strada lì nel bosco...
        Ma non c'è nessuna strada lì nel bosco!
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          In Barca

          Vedi le stelle, amore,
          Ancor più chiare nell'acqua e splendenti
          Di quelle sopra a noi, e più bianche
          Come ninfee!

          Ombre lucenti di stelle, amore:
          Quante stelle sono nella tua coppa?
          Quante riflesse nella tua anima?
          Solo le mie, amore, le mie soltanto?

          Guarda, quando i remi muovo,
          Come deformate s'agitano
          Le stelle, e vengon disperse!
          Perfino le tue, lo vedi?

          Rovesciano le stelle le acque
          Acque povere, inquiete, abbandonate...!
          Dici, amore, che non viene scosso il cielo
          E immobili son le sue stelle?

          Là! hai visto
          Quella scintilla volare su di noi? Le stelle
          In cielo neanche son sicure.
          E di me, che sarà, amore, di me?

          Cosa sarà, amore, se presto
          La tua stella fosse lanciata sopra un'onda?
          Sembrerebbero le tenebre un sepolcro?
          Svaniresti tu, amore, svaniresti?
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Gioventù vergine

            Di quando in quando
            Tutto m'ansima il corpo
            E la vita mi appare negli occhi,
            Tra essi vibrando e la bocca
            Giù selvatica discende per le membra
            Lasciando gli occhi miei svuotati tumultuanti
            E il petto mio quieto colma d'un fremito e un calore;
            E giù per le snelle ondulazioni sottostanti
            Che onde diventan pesanti, di passione gonfie
            E il ventre mio placido e sonnolento
            All'istante ribelle si desta bramoso,
            Eccitato sforzandosi e attento,
            Mentre le tenere braccia abbandonate
            Con forza selvaggia s'incrociano
            A stringere - quel che non hanno stretto mai.
            E tutto io vibro, tremo e ancora tremo
            Finché la strana potenza che il corpo mi scuoteva
            Non svanisce
            E nobile non risorge l'ininterrotto fluire della vita
            Nella durezza implacabile dei miei occhi,
            Non risorge dalla bellezza solitaria del corpo mio
            Esausto e insoddisfatto.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Previsione

              Pazienza, piccolo Amore!
              Una donna dal petto pesante, calda come giugno entrerà
              Un giorno e chiuderà la porta, per restare.

              E quando l'animo tuo, oppresso, avrebbe reclamato
              Una fresca notte solitaria, il suo petto la notte coprirà
              pendente nella stanza tua come una coppia di gigli tigrati,
              che i loro petali oro-pallido schiudono con ferma intenzione
              E soffocano le tenebre blu con acre profumo, fiaccando
              Il tuo corpo con la spinta dei suoi capezzoli, finché
              Freschezza bramerai con una forte sete.

              E ti ricorderai allora, con desiderio vero
              Per la prima volta, quel che ero per te.
              Così profondamente sogna un narciso selvatico
              E ti attende attraverso l'oscurità
              Fredda ed azzurra, brillando allegramente
              Ai tuoi piedi come piccola luce.

              Pazienza, piccolo Amore! Negli anni a venire
              Io sarò felice per te, nella memoria.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Crepuscolo

                L'oscurità nasce dalla terra
                Nel pallore dell'occidente si immergono le rondini;
                Dal fieno arriva l'allegro clamore dei bambini;
                Svanisce il vecchio palinsesto.

                Stilla profumo la violacciocca
                E in giro svolazza azzurro-luna una falena:
                Tutto quel che significò il giorno terreno
                Rovina come una menzogna.

                I bambini hanno abbandonato il loro gioco.
                Brilla un'unica stella in un velo di luce:
                Il disordine del giorno
                È sparito alla vista.
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                  Scritta da: Silvana Stremiz
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Ombre

                  Come sia, allora, debbo dirti?
                  Giunse una luce a due punte,
                  Come lingue di fiamma oscurata,
                  A guizzare in me.

                  E così mi sembra
                  Di averti, sempre la stessa,
                  con me in un unico mondo.

                  Nel vibrar d'un fiore,
                  In un verme cieco che striscia ancora,
                  In un topo che si ferma in ascolto,

                  Tremano
                  Le nostre ombre, senza che quelli
                  Perdano di lucentezza.

                  In ogni lor parte scossa
                  Vedo la nostra ombra fremere
                  Quasi spuntasse fuori da noi, che siamo mano nella mano,

                  Come se fossimo un'unica cosa,
                  Un'ombra sola e la nostra oscurità
                  Dissimular non si dovesse: capisci?

                  Ché ti ho chiaramente detto come sia.
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