Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Quando son venuto al mondo

Quando son venuto al mondo,
nessuno mi stava aspettando;
cosi il mio dolore profondo
mi si allevia camminando,
perché quando son venuto al mondo,
ti dico, nessuno mi stava aspettando.
Guardo gli uomini nascere,
guardo gli uomini passare;
bisogna camminare,
bisogna guardar per vedere,
bisogna camminare.
Altri piangono, e io me la rido,
perché il riso è tutta salute:
lancia della mia potenza,
corazza della mia virtù.
Altri piangono, io me la rido,
poiché il riso è tutta salute.
Cammino con i miei piedi,
senza stampella o bastone,
e la mia voce intera
e la voce intera del sole.
Cammino con i miei piedi,
senza stampella o bastone.
Con l'anima in carne viva,
qua sotto, sogno e lavoro;
già sarà quello di sotto sopra,
quando quello di sopra sarà sotto.
Con l'anima in carne viva,
qua sotto, sogno e lavoro.
C'è gente che mi vuoi male,
perché sono un poveraccio;
ma quand'essi moriranno
sarò al loro funerale.
Cosi mi vogliono male,
perché sono un poveraccio.
Guardo gli uomini nascere,
guardo gli uomini passare;
bisogna camminare,
bisogna guardar per vedere,
bisogna camminare.
Quando son venuto al mondo,
ti dico,
nessuno mi stava aspettando;
cosi il mio dolore profondo,
ti dico,
mi si allevia camminando,
ti dico
poiché quando son venuto al mondo,
ti dico,
nessuno mi stava aspettando.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il nero mare

    Livida la notte sogna
    sopra il mare;
    la voce dei pescatori
    bagnata nel mare;
    nasce la luna gocciolante
    dal mare.
    Il nero mare.
    Nella notte un son,
    si avvicina alla baia,
    nella notte un son.
    Le barche lo vedono passare,
    nella notte un son,
    incendiando l'acqua fredda.
    Nella notte un son,
    nella notte un son,
    nella notte un son...
    Il nero mare.
    - Ay, mulatta d'oro fino,
    ay, mia mulatta
    d'oro e d'argento,
    papaveri e fiori d'arancio,
    ai piedi del mare maschio e bramoso,
    ai piedi del mare.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Rosa malinconica

      L'anima vola e vola
      cercandoti lontano,
      oh Rosa melanconica,
      rosa del mio ricordo.
      Guardo poco a poco l'alba
      la campagna inumidisce,
      e il giorno è come un bimbo
      che si sveglia nel cielo,
      oh Rosa melanconica,
      carichi gli occhi d'ombra,
      dal mio povero lenzuolo
      tocco il tuo solido corpo.
      Quando già alto il sole
      arde col suo alto fuoco,
      quando la sera cade
      dal ponente disfatto,
      io nel mio lontano desco
      il tuo ignoto pane osservo.
      E nella notte gravida
      d'appassionato silenzio,
      oh Rosa melanconica,
      rosa del mio ricordo,
      dorata, viva e umida,
      tu discendi dal tetto,
      mi prendi la mano fredda
      e resti li a guardarmi.
      Io chiudo allora gli occhi,
      ma pur sempre ti vedo,
      là piantata, a fissare
      il tuo sguardo sul mio petto,
      lungo sguardo immobile,
      come un pugnale di sogno.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Acqua del ricordo

        Quando fu? Non lo so
        In acqua del ricordo
        vo a navigare.

        Passò una mulatta d'oro
        ed io la guardai passare:
        fiocco di seta sulla nuca
        gonna lunga di cristalli,
        fanciulla dalla schiena fresca
        tacco di fresca andatura

        Canna
        (febbrile le dissi tra me)
        canna
        frmente sopra l'abisso
        chi ti sospingerà?
        Chi sarà che col machete ti taglierà?
        E quale sarà il frantoio
        che ti macinerà?

        Da allora il tempo corse,
        corse il tempo senza tregua
        io di là, io di qua
        io di qua, io di là
        ora di qua. Ora di là
        ora di là, ora di qua

        Non so, non si sa nulla,
        e nulla saprò mai
        nulla hanno scritto i giornali
        nulla ho potuto scoprire
        su quella mulatta d'oro
        che una volta guardai passare
        fiocco di seta sulla nuca,
        gonna lunga di cristallo
        fanciulla dalla schiena fresca
        tacco di fresca andatura.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          A volte...

          A volte ho voglia di essere goffo
          per dirle: L'amo alla follia
          A volte ho voglia di essere sciocco
          per gridarle: L'amo tanto!
          A volte ho voglia di essere un bambino
          per piangere rannicchiato nel suo seno.
          A volte ho voglia di essere morto
          per sentire, sotto la terra umida dei miei succhi,
          un fiore che mi cresce e mi erompe dal petto
          un fiore, e dirLe: questo fiore
          è per Lei!
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La filosofia dell'amore

            Le fonti si confondono col fiume
            i fiumi con l'Oceano
            i venti del Cielo sempre
            in dolci moti si uniscono
            niente al mondo è celibe
            e tutto per divina
            legge in una forza
            si incontra e si confonde.
            Perché non io con te?
            Vedi che le montagne baciano l'alto
            del Cielo, e che le onde una per una
            si abbracciano. Nessun fiore-sorella
            vivrebbe più ritroso
            verso il fratello-fiore.
            E il chiarore del sole abbraccia la terra
            e i raggi della Luna baciano il mare.
            Per che cosa tutto questo lavoro tenero
            se tu non vuoi baciarmi?
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