Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Giardini nascosti

Amo la libertà dè tuoi romiti
vicoli e delle tue piazze deserte,
rossa Pavia, città della mia pace.
Le fontanelle cantano ai crocicchi
con chioccolìo sommesso: alte le torri
sbarran gli sfondi, e, se pesante ho il cuore,
me l'avventano su verso le nubi.
Guizzan, svelti, i tuoi vicoli, e s'intrecciano
a labirinto; ed ai muretti pendono
glicini e madreselve; e vi s'affacciano
alberi di gran fronda, dai giardini
nascosti. Viene da quel verde un fresco
pispigliare d'uccelli, una fragranza
di fiori e frutti, un senso di rifugio
inviolato, ove la vita ignara
sia di pianto e di morte. Assai più belli
i bei giardini, se nascosti: tutto
mi pare più bello, se lo vedo in sogno.
E a me basta passar lungo i muretti
caldi di sole; e perdermi nè tuoi
vicoli che serpeggian come bisce
fra verzure d'occulti orti da fiaba,
rossa Pavia, città della mia pace.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Fontana di luce

    Nel marzo ebro di sole il grande arbusto
    in mezzo al prato si coprì di gialli
    fioretti: le novelle accese rame
    salenti e ricadenti con superba
    veemenza di getto dànno raggi
    e barbagli a mirarle; e tu quasi odi
    scroscio di fonte uscir da loro; e tutta
    la Primavera da quell'aurea polla
    ti si versa cantando entro le vene.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il sole e l'ombra

      Sole di mezzogiorno, nel luglio felice, sulla piazza deserta:
      piazza lontana di città lontana, tu ed il tuo uomo,
      e quello era il mondo.
      Bianca nella tua veste, bianca vibratile fiamma tu pure,
      nell'abbaglio d'incendio dell'aria.
      Bianco il tuo riso perduto nel riso di lui, fresco di polla il
      tuo riso d'amore tra il vasto fulgere ed ardere.
      Non sarebbe discesa la notte, non sarebbe venuto il domani,
      tua la luce, tuo l'uomo, tuo il tempo.
      Fermasti il tempo in pieno sull'ora solare per cui in terra
      tu fosti divina:
      il resto è ombra e polvere d'ombra.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sudore e Frusta

        Frusta,
        sudore e frusta.
        Il sole apparve presto,
        e incontrò il negro scalzo.
        Nudo il corpo piagato,
        sopra il campo.
        Frusta,
        sudore e frusta.
        Il vento passò gridando:
        - Che nero fiore nelle mani!
        Il sangue gli disse: andiamo!
        E lui disse al sangue: andiamo!
        Partì scalzo nel suo sangue.
        Il canneto, tremante,
        gli aprì il passo.
        Poi, il cielo silenzioso,
        e sotto il cielo, lo schiavo
        tinto nel sangue del padrone.
        Frusta,
        sudore e frusta,
        tinto nel sangue del padrone;
        frusta,
        sudore e frusta,
        tinto nel sangue del padrone,
        tinto nel sangue del padrone.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Palma sola

          La palma sta nel patio,
          è nata sola;
          è cresciuta senza che la vedessi,
          è cresciuta sola;
          sotto la luna e il sole,
          vive sola.
          Con il suo lungo corpo saldo,
          palma sola,
          sola nel patio recinto,
          sempre sola,
          guardiana del tramonto,
          sogna sola.
          La palma sola che sogna,
          palma sola,
          che va libera al vento,
          libera e sola,
          sciolta da radici e terra,
          sciolta e sola,
          cacciatrice delle nubi,
          palma sola,
          palma sola,
          sola.
          Il nero mare
          La notte livida sogna
          sopra il mare;
          la voce dei pescatori
          bagnata nel mare;
          esce la luna grondante
          dal mare.
          Il nero mare.
          In mezzo alla notte un son,
          sta arrivando nel golfo;
          in mezzo alla notte un son.
          Le barche lo vedono passare,
          in mezzo alla notte un son,
          incendiando l'acqua fredda.
          In mezzo alla notte un son,
          in mezzo alla notte un San,
          in mezzo alla notte un.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            La medicina

            Non so che triste affanno mi consumi:
            sono malato e nei miei dì peggiori...
            Tra i balaustri il mar scintilla fuori
            la zona dei palmeti e degli agrumi.

            Ah! Se voi foste qui, tra questi fiori,
            amica! O bella voce tra i profumi!
            Se recaste con voi tutti i volumi
            di tutti i nostri dolci ingannatori!

            Mi direste il Congedo, oppur la Morte
            del cervo, oppure la Sementa... E queste
            bellezze, più che l'aria e più che il sole,

            mi farebbero ancora sano e forte!
            E guarirei: Voi mi risanereste
            con la grande virtù delle parole!
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              Scritta da: Silvana Stremiz
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              Mulatta

              Lo so, lo so, mulatta,
              in giro tu hai detto
              che ho il naso
              come un nodo di cravatta.
              Ma guarda bene che te
              non sei mica meglio di me,
              perché la tua bocca è larga
              e sono tinti i tuoi riccetti.
              Tante storie, per il tuo corpo,
              tante storie;
              tante storie per la tua bocca,
              tante storie;
              tante storie per i tuoi occhi,
              tante storie...
              Se tu sapessi, mulatta,
              la verità:
              io ho la negra mia
              e non t'amo affatto.
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