Scritta da: Elisabetta
in Poesie (Poesie d'Autore)
Ebbene io, in questo fiacco e flautato
tempo di pace, non ho altro piacere
con cui passare il tempo se non quello
di spiare la mia ombra nel sole e commentare
la mia deformità.
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Ebbene io, in questo fiacco e flautato
tempo di pace, non ho altro piacere
con cui passare il tempo se non quello
di spiare la mia ombra nel sole e commentare
la mia deformità.
Io amo te
come terra straniera
un ponte e la scogliera
come romita sera che sa di libri
cammino verso di te nel mondo
sotto le atmosfere
tra due luci
il mio pensiero scolpito e te.
L'ombra, mentre s'estende,
segue il real suo oggetto,
ovunque il piè lo scorge, o lungi, o presso:
et io faccio l'istesso
con voi, segno perfetto
e centro del mio core,
fatto linea amorosa, ombra d'Amore.
Quale furbo butterebbe via una batteria
carica?
Soltanto la natura, all'improvviso,
Estrae la spina del caricatore lasciando
Cavi meccanismo batteria
Nella spazzatura –
Con l'arroganza mitica
Cafona
De ricchi.
La mia parte di patria
comune: finestre,
le posseggo da solo:
macchine, gente, una parete grigia
e una striscia di cielo,
diverse son le cose
da osservare e da ascoltare
quando è giorno nel mondo.
Salvo con calma un
cristallo di rocca, una
medaglia; salvo un verso
e una penna dall'aria;
come un odore di pane, sul nulla
una finestra aperta.
Un'ape esser vorrei,
donna bella e crudele,
che sussurrando in voi suggesse il mèle;
e, non potendo il cor, potesse almeno
pungervi il bianco seno,
e 'n sì dolce ferita
vendicata lasciar la propria vita.
Fa sempre così freddo, mi dicono.
E non ti sei portato
Neppure una coperta.
Copriti bene
Con la tua terra.
Uno per uno è uguale a uno
Ne consegue che in due sei comunque
solo
Ne consegue che in due sei una cosa sola
con l'altro
Ne consegue che l'altro è solo come te.
Cantare come te
con le mani soltanto,
come te, che dici al vento
ogni bella parola immaginata.