Momenti che passano, che se ne vanno vissuti in un attimo, senza alcun affanno così veloci nel loro dipanarsi che a tratti par vero che è il tempo ad affrettarsi invece io sono qui, fermo, giocondo ad aspettar che il tempo scorra fecondo di parole, azioni e pensieri ma è l'emozione, sai, che ci fa veri. Quel sentir vibrar le proprie membra come il tender l'arco è ciò che mi sembra una gioia presente, rapida ed indolore da viver appieno, finché Dio ci dona l'ardore.
Non sarò mai abbastanza grande per capire cos'è davvero l'amore. Non sarò mai del tutto cosciente di quanto tutto questo possa rendermi bella. Non avrò mai la consapevolezza che tu sei davvero mio. Non sarò mai abbastanza grata di tutto ciò che mi dai. Non avrò mai un cuore così grande per trattenere tutte le sensazioni che mi dai. Ma sono innamorata di te, del tuo odore, della tua voce, del tuo modo di donarmi carezze al cuore con un solo sguardo. Sono innamorata di te... come quella sera in cui le nostre anime si incontrarono in un magico miscuglio di dolcezza e passione... Ti amo... ti amo più della mia stessa esistenza ti amo davvero e non credere mai che potrò mai... che potrò mai dimenticarti.
Natale di plastica e vento, Di luci bugiarde. Natale di fame Di imbrogli, di sottomissione. Natale senza veli (la pace è solo utopia. ) Natale e fa freddo nelle baracche Piove in casa e l'acqua manca Il pianto di un bimbo nel buio Un cane che scende Sotto una pallida luna. Il tempo dei poveri non cambia.
Non seppi mai il suo nome né il tempo le concesse l'attimo di darmi l'anima e non il corpo di sciogliere le labbra nelle mie. Notte di un'estate inquieta pregna di oblio, desideri e umori maledetta ed arida quanto basta per essere preda dei propri amori, fu l'aria che saliva dalla valle, respiro denso di resina a fronde soffio inquieto che girava in tondo nell'aurea danza della vita, fu la luce fioca ed il silenzio il mare calmo a far da sfondo la sua carne debole... eccitante lo sguardo sempre più profondo. Non seppi mai il suo nome, ...e lei neppure chiese il mio forse fu così che in fondo non ci fu nemmeno il tempo dell'addio.
Son 7 gli anni passati e la mia anima vaga ancora nel tuo dolce ricordo in quell'immenso giardino fiorito, di rose, e profumi incantevoli, in cima alla grande montagna che guarda i galli, al sorgere della luna il suo profumo si espande tanto da entrarti nell'anima e nel cuore, li avrei vissuto per mille anni insieme a te, il nostro tempo ormai è finito, quello che si fa in vita riecheggia per sempre e per sempre sarai nel mio cuore, ringrazio Dio per avermi permesso anche se per un attimo di entrare in paradiso.
Le mie risposte sono solo dei forse. Sento ancora l'impulso di stare abbracciata a lui che si accoccola su di me. Avrei voglia di stringerlo. Salvarlo da ciò che non è riuscito a vedere. Avrà trovato il coraggio di essere se stesso? Un'altra domanda a cui rispondo forse, guardandomi allo specchio.
Viaggiavo come un relitto nel mare in tempesta. nessun'isola all'orizzonte nessuna nave che incrociasse la mia rotta.
La salsedine mi dilaniava la carne gli occhi ridotti a due fessure e le labbra screpolate e sanguinanti.
Dio, non immaginavo fosse così difficile morire. Non potevo sapere che il mio corpo, con inaudito accanimento, potesse lottare così strenuamente per vivere.
Ma non sarebbe durata a lungo l'agonia. Già, in lontananza, mi parve di scorgere dei volti. O erano semplicemente nubi venute a ghermirmi.
Fradicio era il cuscino quando mi svegliai d'improvviso. Tumultuoso il mio cuore quando mi girai sul fianco.
E tu eri lì. Tu, la mia isola deserta Tu, la mia nave venuta in soccorso Tu, che mi hai ridato la vita.
Se fossi senza stelle mi piaceresti, o notte! Ma il linguaggio che parla il loro lume è noto, mentre quello ch'io cerco è il nero, il nudo, il vuoto.
Torcia, vola al tuo lume la falena accecata, crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe! Quando si china e spasima l'amante sul'amata, pare un morente che carezzi la sua tomba...