Poesie anonime migliori


Scritta da: FaceLess
in Poesie (Poesie anonime)

Buio e niente

Vorace l'eterna tristezza attende
come avvoltoio ch'inumidisce il becco
nel veder la carcassa ch'è il mio corpo,
frammento in fili sottili
il grande amore collassa
in buco nero greve nell'assenza;
affogheremo in un catino di lacrime
simili a struzzi nascosti sotto terra
o insieme daremo voce al vento
percorrendo il fato che ci fece incontrare.
Composta lunedì 1 gennaio 1900
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    in Poesie (Poesie anonime)

    Spalle stridule

    Alessandria è lontana.
    Ho riposto il coltello arabo nel cassetto della commode en console.
    Potremo percepire gli eventi, le cravatte,
    l'umore delle gambe
    di qualcuno che sta scricchiolando su per le scale.
    Le affusolate rotule della gioventù prendono fuoco all'improvviso.

    Ma noi di questo passato romantico non sappiamo più cosa farcene.
    Tanto basta all'accoglienza dell'insidia.
    Accanto alla scuola dei continenti nascondevamo le gomme.
    I ragazzi fuggivano dalle imprese.
    Questo ballo è sufficiente?

    Una sera voglio mangiare solo miele e mandorle.
    Li abbiamo smascherati con il singhiozzo,
    con le lacrime.

    Anche noi, però, siamo fuggiti in un bronzo spuntato
    di pionieri allarmati dall'affusolato
    oblio del bene che ci intratteneva
    con i suoi azzurri.

    La luce di Alessandria è un'incerta foresta di raggi
    che si allontanano e si avvicinano ai ciondoli di mamma,
    che si adagiano sul torpore dei giorni
    spesi a parlare al telefono
    con i pantaloni bisessuali del panorama.
    Composta giovedì 26 luglio 2018
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      Scritta da: Ilaria **
      in Poesie (Poesie anonime)

      Volo di un pensiero

      Il mio pensiero si libra
      Nell'aria tersa di una mattina di primavera
      Soave, trasportato da un alito di vento,
      Giunge ai confini della fantasia.
      Ecco, si placa, riposa.
      Per poi risollevarsi.
      Spicca il volo e si posa
      Alle sponde di un ricordo lontano
      Di un amore passato, consumato.
      I particolari sono offuscati
      E il tuo viso è confuso.
      Ho perso il tuo profumo,
      La luce dei tuoi occhi,
      Il sapore di te.
      Mi desto e il mio pensiero
      Chiude il tuo ricordo
      Forse solo per ora,
      Forse per sempre,
      Forse mai.
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        Scritta da: Danza di Venere
        in Poesie (Poesie anonime)

        Vorrei

        Di che colore è il tuo mondo?
        Che suono hanno i tuoi sogni?
        La notte oltre a dormire sul fianco,
        perché pancia in su pensi, quali sensazioni percepisci?
        Come sei la mattina quando ti svegli?
        Con quale piede preferisci scendere dal letto?
        Quale canzone ti piace ascoltare appena sveglia?
        Cosa guardi mentre cucini?
        Il volume del televisore invece?
        Come sei quando guidi,
        pilota di formula 1 oppure spaventata dai precedenza a tutti?

        La realtà è che vorrei poterti vivere nel quotidiano,
        vederti forte nella tua esile corporatura,
        rivederti ogni giorno, ridere e rivivere le stesse emozioni,
        ti vorrei, si semplicemente ti vorrei.
        Composta sabato 4 marzo 2017
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          Scritta da: Danza di Venere
          in Poesie (Poesie anonime)

          Non ti arrendere

          Foto accanto sito aperto,
          scrivo due righe giusto per dispetto,
          ti penso ti auguro il meglio e mi chiedo,
          finirà mai questo vento? Non lo so aspetto.

          Dispetto, volevo dire rispetto,
          la tua forza basta a sostenere un tetto,
          esile si ma colonna portante,
          di un sistema che non vuole vederti grande.

          E diglielo agli altri, che mantieni la calma,
          dimostra chi sei e non temere mia cara
          sei tosta, donna forte che mai si abbassa,
          puoi vincere ogni battaglia e io ti do fiducia.
          Composta lunedì 27 marzo 2017
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            Scritta da: Ambra
            in Poesie (Poesie anonime)
            C'era in una camera
            una telecamera
            che riprendeva tutto quello che c'era
            in particolare una conigliera
            decorata con dei fiori di primavera
            e ogni tanto guardava una scogliera.
            Ad un certo punto entrò una cameriera
            che era appena tornata dalla parrucchiera
            con una pelliccia di pantera.
            Spolverando ruppe una teiera
            che apparteneva alla signora Vera
            e per paura si mise una visiera
            e scappò alla frontiera.
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