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Poesie di Marco Giannetti

Impiegato, nato venerdì 20 ottobre 1961 a Galluccio (CE) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione, in Proverbi e in Diario.

Scritta da: Marco Giannetti

Gli occhi tuoi

Sai oscurare ogni spiraglio di vana luce e di speranze lontane, perché di me vuoi tristezza e compassione e dalla mia prigione osservo impotente il tesoro della libertà.
Anima mia, ovunque tu sia, in cielo e nelle nuvole, in terra e nelle acque, non soffocarmi con te ma insegnami il respiro, soffiami aria per non soffrire, per non perire.
Solo se respiro mi elevo alla luce, solo se mi rialzo posso scaldarmi del sole.
Posso farti compassione ma rifuggo i tuoi occhi affinché, una luce vera brami la mia vera passione.
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    Scritta da: Marco Giannetti

    Primavera

    Oggi è primavera, il cielo è blu e l'aria intorno si lascia respirare a pieni polmoni.
    Mi accorgo di avere pensieri cupi, serve a poco lagnarsi di errori non commessi.
    È comunque tutto bello, ho la certezza di portare gioia nella famiglia...
    a te Daniela che sei al mio fianco con amore e passione dagli acerbi anni della fanciullezza.
    A te Federica, figlia dell'amore mio, auguro di avere lo stesso bene che sai donarmi.
    Volevo sapeste che non vi ho mai tradito, e che il destino ha tradito me, innamorandosi del mio corpo.
    Il destino non ha anima né cuore e, non ne parlo con dolore, uso parole e gesti dei miei anni migliori...
    Vorrei camminarvi al fianco, ma oggi la primavera mi coglie stanco... resto immobile e seguo ogni vostra emozione.
    Voi continuate a sorreggere i miei passi, affinché domani possa io corrervi incontro.
    Marco Giannetti
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      Scritta da: Marco Giannetti

      Melodia

      Ascolto i tuoi passi, tu li cammini lievi, senza far rumore, in questa stanza piena di confusione non calpesti nulla. Ti lasci sfiorare dal caldo abbraccio dell'amore, mi stringi al cuore e mi doni il tuo corpo, camminiamo insieme, avvinghiati in silenti piaceri... ooh l'amore, quanto cammino da riposare su profumate sensazioni, belle, più belle ogni volta che accendi in me il desiderio sopito.
      Marco Giannetti
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        Scritta da: Marco Giannetti

        Io che vorrei

        Io che vorrei tenderti la mano, io che vorrei volarti come un gabbiano sento quel dolore umano che mi porta sempre più lontano... lontano da te che accechi in una stella, sempre la più bella, perché sempre la più bella. Sogno un mondo nuovo, nell'alba e all'aurora, di noi riempio il cielo, anche se tutto non sembra vero, spero nella vita, spero nella nostra vita... Lontano da te che accechi in una stella, sempre la più bella, sempre la più bella. Ho colto fango, ho colto pioggia, sono arido di sguardi e di traguardi, ho pianto gli occhi della tristezza ma rinascerò in fretta, purché tu non sia maledetta... Io che ho allungato la mia mano come a tenderti il mio aiuto, ti chiedo scusa se di te non ho voluto l'amore.
        Marco Giannetti
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          Scritta da: Marco Giannetti
          Leggero passo mio, incedere camminio di sguardi senza traguardi ne speranze, colgo tutto come un tesoro, ma la ricchezza la si conosce in pochi e, pochi scrigni sanno custodire l'immenso valore dell'amore...
          L'amore che sorride, l'amore che mettiamo in ogni nostro gesto è l'aspetto più bello della vita stessa...
          Cresci adulta nel tuo percorso e soffermati spesso della povertà umana e, quando sarai grande, ricordane il bene e il male... Solo così vivrai te stessa con amore grande.
          Marco Giannetti
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            Scritta da: Marco Giannetti

            Anima mia

            Deserta anima mia, è la tua voce che incantava il cielo... più non s'ode la sera all'imbrunire, a intrecciare un'umile preghiera di paura e d'aiuto e di conforto. Orizzonte sconfortato e stanco di sentimenti e di dolori io miro... il bruno sauro s'abbevera alla fonte e la sua criniera la scompiglia il vento, un nitrito, un acuto ed una folle corsa per correr via, lontano dal cuore tuo e lasciar il corpo addormentato sulla brulla contrada abbandonata... grida l'anima e il suo sterile pianto e sanguina il tuo cuore di puledro, pensando alla mia tanto amata terra d'infanzia. All'incanto del giorno che si leva, alla felicità di tanti giorni uguali, quando la biada era buona ed abbondante e ti pareva fossero per sempre gli stessi, per tanti e tanti anni, ancora da venire.
            Marco Giannetti
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